San Sebastian – Donostia: nel cuore dei Paesi Baschi

Che cosa hanno in comune San Sebastian e Donostia? Semplicemente sono la stessa città, nella denominazione spagnola e in quella basca. Per curiosità Done Sebastian (da cui Donostia) era il nome basco più antico per intero, da cui ecco San Sebastian in castigliano.

San Sebastian – Donostia sorge sulle rive del Mare Cantabrico, nel cuore dei Paesi Baschi, in territorio spagnolo e quasi al confine con la Francia. Conta nemmeno 200.000 abitanti ma è una città molto bella, elegante, curata e ricca, probabilmente anche grazie allo statuto autonomo della comunità basca. Sia il centro storico sia le sue ampie famose spiagge attirano moltissimi turisti, complice anche la deliziosa tradizione culinaria.

E’ una città antica, la cui identità si divide tra la parte medievale (le prime testimonianze di San Sebastian risalgono all’XI secolo) e quella che ha visto la sua impronta urbanistica formarsi durante la Belle Epoque, quando questa località divenne una delle più vivaci città di turismo in Europa.

E’ stata eletta capitale europea della Cultura 2016 e questa è stata l’occasione per la città di farsi conoscere e apprezzare, con un vero e proprio boom di visitatori internazionali.

Città di oceano: il Pettine del Vento, la Concha e le altre spiagge

San Sebastian – Donostia è città di oceano, e per stringere amicizia con lei non si può che partire dall’acqua. Io trovo che molte città sulla costa oceanica d’Europa abbiano in comune un’atmosfera di un misto di malinconia e di bellezza antica, e nello stesso tempo una vivacità particolare.

L’oceano pervade questo luogo, determina il suo clima mite tutto l’anno ma molto piovoso, dà odore di sale alle strade del Casco Viejo, si infrange sulle spiagge dorate e sterminate di   San Sebastian -Donostia.

Lo scultore Eduardo Chillida  ha persino pensato ad intercettare, accarezzare, pettinare il vento sul mare prima che arrivi sulla terra: è nata così la scultura del Peine del Viento, il pettine del vento, collocata sugli scogli di fronte al termine della spiaggia della Hondaretta, una delle tre belle spiagge di San Sebastian – Donostia, riparata sotto le pendici del monte Igueldo.

Il pettine è costituito da tre sculture in sequenza: la prima, che sembra più una pinza da dentista che un pettine, rappresenta il passato, la seconda il presente che è in comunicazione col passato, la terza più lontana è il futuro. E’ molto poetica l’idea di pettinare il vento, e che il vento del nostro passato  soffi sul nostro presente, e si diriga poi verso il nostro futuro.

donostia spiagge

La spiaggia della Concha è una delle spiagge più famose di Spagna, ed è divenuta uno dei simboli della città.  E’ una lunga e profondissima spiaggia di sabbia dorata. D’estate è superaffollata, un po’ fuori stagione me la godo tutta nella sua bellezza incontaminata, passeggiando lungo l’elegante Paseo Maritimo che la costeggia per tutta la sua lunghezza.

La spiaggia de la Hondaretta  è una lingua di sabbia più piccola de la Concha ma comunque abbastanza estesa ed altrettanto suggestiva, pulita, attrezzata e con una vista stupenda, presa letteralmente d’assalto d’estate.

La terza spiaggia di San Sebastian – Donostia è la Playa de la Zurriola, che dà sull’oceano aperto. Qui il mare ( freddino come l’oceano sa essere) si prodiga in giochi di alte onde che sono il paradiso dei surfisti; i surfisti sono uno spettacolo di per sè, come tanti pinguini con la muta nera, stanno a decine nell’acqua, in attesa di cavalcare con la loro tavola l’onda perfetta.

E se non vi basta tutto questo mare, dal porto di San Sebastian – Donostia potrete prendere un traghetto che in 30 minuti vi porterà alla bella verde Isla de Santa Clara, che si affaccia proprio sulla baia della città,  dove si possono fare belle passeggiate sino al faro e salendo nell’interno, o prendere il sole in alcune spiaggette attrezzate o in piscine naturali più nascoste.

Tanto verde e monumenti ovunque

Il collegamento tra la spiaggia della Concha e il Casco Viejo è costituito dall’ Alameda de Boulevard, che è una strada molto vivace con tanti negozi e ristoranti, ma soprattutto è verdissima.

Ancora curatissimo e verde è il lungofiume Urumea, verdi sono i due monti che sovrastano la città, Urgull e Igeldo, verde è il vasto parco Alderdi Eder e  tanta cura del verde e degli arredi urbani c’è in generale in tutta la città.

Tanti i monumenti che adornano i luoghi simbolo della città. Quello che mi è piaciuto di più, a ridosso del lungomare, è il monumento a Don Quijote e Sancho Panza.

Questo è invece il monumento alla Marcia di San Sebaastian, che a fianco del busto del suo autore,  rappresenta un soldato vicino ad una pagina che riporta il testo dell’  inno,  composto in lingua basca e vi assicuro del tutto incomprensibile.

Nei vicoli del Casco Viejo

Come l’oceano è il polmone di San Sebastian, così il Casco Viejo ne è il cuore, con la sua rete di vicoli stretti pavimentati ad acciottolato,  i suoi localetti dove gustare pinchos deliziosi, le case antiche, i mercati, le chiese storiche quasi soffocate nella morsa delle antiche case, che si librano fino al cielo con i loro campanili gotici.

Nei vicoli del Casco Viejo, alle finestre e sulle vetrine dei locali, spesso si trova la bandiera basca,  segno di un’identità culturale fortissima. Qui negli anni della lotta violenta dell’ETA per l’indipendenza basca non erano rari i simpatizzanti del movimento nazionalista.

Euskal Herria, il popolo basco

La cultura basca è davvero radicata e non ha niente a che vedere con quella spagnola. La lingua (euskera)  è completamente differente, e presenta degli elementi precedenti alle lingue indoeuropee, il che ha fatto pensare che i baschi siano la popolazione più antica d’Europa.  Differenti sono le tradizioni, l’arte e la musica, i giochi tipici.

Il genoma dei baschi è differente da qualsiasi altra popolazione europea, e ancora non è stata chiarita la loro origine. Alcuni li considerano una popolazione autoctona stabilitasi nella preistoria tra gli alti Pirenei, senza contatti con le altre popolazioni e diretti discendenti dell’uomo di Cro-magnon. altri li considerano di origina caucasica, altri ancora discendenti di  Tubal, uno del figli di Jafef, altri infine arrivano a parlare di Atlantide.

Santa Maria del Coro e le altre chiese

Tornando al Casco Viejo di San Sebastian – Donostia, la chiesa più importante è la Basilica di Santa Maria del Coro, dove si conserva una Madonna molto venerata dagli abitanti della città. Prende il suo nome dal fatto che un tempo si trovava in alto nel coro, e per omaggiarla occorreva salire le scale; un prete decise così di evitarsi la fatica e portarsela a casa, ma proprio sulla soglia dell’abitazione restò immobilizzato, impossibilitato a proseguire oltre; riportò la Madonna in chiesa e la collocò dietro all’altare maggiore perchè tutti potessero omaggiarla.

Santa Maria del Coro, eretta alla metà del 1700 in uno stile composito gotico e churrigueresco, sorge ad un’estremità della Calle Major, sul posto dove era già un’altra chiesa inglobata nelle mura cittadine. Sulla sua facciata è una statua di San Sebastiano, protettore della città, trafitto dalle frecce nel suo martirio.

Un’altra importante chiesa della parte vecchia è San Vicente, seicentesca e dalle forme gotiche, con un bellissimo campanile tutto a guglie. Sembra che sia compressa dal dedalo dei vicoli e che trovi la sua liberazione nello slancio verso l’alto delle sue forme.

Pesce e corride

All’estremità opposta di calle Major rispetto alla cattedrale, fuori dalla zona vecchia, sorge la cattedrale del Buon Pastor, la più grande tra le chiese di san Sebastian, ottocentesca e neogotica.

Nel centro storico troviamo due antichi edifici di mercati, quello del tradizionale mercato alimentare e quello della pescheria. Il pesce che si può trovare a San Sebastian – Donostia è freschissimo e di ottima qualità e anche molti piatti tipici e persino molti pinxtos sono a base di pesce.

La piazza centrale è Plaza de La Constitucion. È uno spazio quadrato molto vasto, tutto porticato come nella tradizione delle grandi piazze spagnole, di stile neoclassico. Una curiosità è che sopra ciascuna finestra è scritto un numero progressivo, come si trattasse di palchi di teatro: e di fatti nella piazza si svolgevano le corride, ed il pubblico si affacciava proprio dalle finestre degli edifici prospicienti l’arena.

Belle Epoque

San Sebastian – Donostia ha avuto un grande sviluppo nella seconda metà dell’800 e nella belle epoque, quando si è arricchita di belle ville, palazzi, hotel, casinò. Basta andare in giro per il quartiere romantico della città con la testa all’insu per scoprire delle vere e proprie chicche.

Sulla spiaggia della Concha si trova “la Perla”, un padiglione nato nel 1912 come antesignana Spa, celebrato all’epoca come il più bello al mondo nel suo genere, e tuttora in funzione.

Lo stesso municipio, un grande ed elegante edificio, era in origine il Gran Casinò, poi chiuso nel corso della prima metà del ‘900 per la proibizione del gioco.

Anche i reali hanno voluto costruire a San Sebastian- Donostia, che era diventata località di moda, una loro dimora circondata da curati giardini, il bel palazzo reale estivo di Miramar, in stile cottage inglese, piuttosto inconsueto in terra spagnola.

Nella seconda metà dell’800 sono fioriti anche i teatri come luoghi della cultura per eccellenza. A San Sebastian – Donostia ce ne sono due storici: il Teatro Principal del 1847, lungo la Calle Major, e il Teatro Victoria Eugenia, vicino al Ponte Santa Catalina, dove finisce la Avenida de la Libertad.

E’ molto bello il tratto di lungofiume che va dal Ponte Santa Catalina al Ponte di Maria Cristina. Quest’ultimo fu costruito nel 1905, ed ha 4 eleganti obelischi alle sue estremità, mentre il Ponte Santa Catalina, di fine 1800, ha dei tamponi decorati degli anni ’20.

donostia

C’è poi l’auditorium polifunzionale moderno Kursaal, costruito sul luogo dello storico Kursaal, originariamente casinò e simbolo della Belle Epoque, poi demolito.

Dal mare alla montagna: l’ascensione al monte Urgull

Come accennavo San Sebastian sorge a ridosso di due alture, delle quali il Monte Urgull  (in realtà una collina alta 123 metri) è la più verde e selvaggia ed è raggiungibile ancora solo a piedi, attraverso defatiganti scalinate e sentieri nel verde che si inerpicano lungo le antiche fortificazioni, in gran parte abbattute nel corso del ‘900 per realizzare un grande parco verde.

Lungo il cammino verso la cima si incontrano numerose testimonianze della funzione difensiva della città storicamente avuta da questo monte, come il Cimitero degli inglesi, dove sono sepolti i soldati inglesi che nel corso di una battaglia nel 1813 difesero la città contro i francesi.

In cima al monte Urgull è il Castillo de la Mota, una fortificazione del XII secolo di cui oggi restano tre cappelle e un piccolo museo storico.

Sulla cima del Monte Urgull c’è anche la grande statua del Cristo de la Mota, alta  12,5 metri e ben visibile non solo dal basso della città ma anche da tutta la baia.

In funicolare a Monte Igueldo

Tranquilli, le scarpinate finiscono qui. A Monte Igueldo si arriva in funicolare, una funicolare storica e rossa che ha più di un secolo ma che funziona egregiamente.

La salita attraverso il verde conduce a 181 metri di altezza, ad una terrazza panoramica da cui si ammira tutta la baia, con la città, il monte Urgull che è più basso, le spiagge, il mare e l’isola di santa Clara. Bello, romantico, e non faticoso.

D’estate sulla cima del monte Igueldo ci si può anche svagare in un parco divertimenti un po’vecchio stile, il cui accesso è libero e ai paga per singole attrazioni.

L’Acquario e il Museo San Telmo

A proposito di attrazioni per piccoli e grandi, vi consiglio di non mancare una visita all’acquario. Anche l’acquario sfrutta un edificio degli anni’20, ed è molto ricco soprattutto per la parte dei pesci tipici del Mare Cantabrico e dell’Oceano Atlantico.

Naturalmente la parte più emozionante della visita è il tunnel di vetro da percorrere sotto le acque in cui scorrono gli squali ed i grandi pesci oceanici (foto tratta dal sito dell’acquario https://aquariumss.com/ )

Per una visita più culturale invece scegliete il Museo Municipale San Telmo.  C’è una sezione di belle arti, una archeologica ed una storica. Nella pinacoteca sono esposti splendidi dipinti di Rubens ed El Greco, insieme a quadri di pittori baschi meno conosciuti ma assolutamente meritevoli di una scoperta.  Nel museo si trovano anche incisioni, monete, armi, fotografie, cimeli storici, strumenti musicali, antiche tombe. Insomma, come avrete capito è un museo molto eterogeneo ma non so se questa possa essere considerata una pecca, in qualche modo l’insieme di aspetti molto diversi fa comprendere le varie sfaccettature della cultura basca.

I pintxos baschi e la cucina stellata

A San Sebastian – Donostia si può venire anche specificamente per una vacanza a tema culinario: infatti vi sono alcuni tra i migliori chef del mondo e l’alta cucina è estremamente raffinata.

Ma è lo street food ad essere straordinario, le tradizionali tapas spagnole qui raggiungono vette di varietà e gusto ineguagliabili, e si arricchiscono dei “pintxos” baschi (pinchos in castigliano). Troverete sui banconi enormi distese di tutti i tipi immaginabili di questa sorta di mezzi panini con sopra diversi tipi di prelibatezze, specialmente fredde, ma  vi sono anche i pintxos caldi. Ci si serve da soli, e poi i camerieri contano il numero di stuzzicadenti (che tengono insieme un panino) lasciati nel piatto e si paga.

I pinxtos vengono sempre accompagnati da copiosa birra, che viene versata alla spina da molto in alto,  o dal vino. Il giro di aperitivi (pintxospote) tra vari locali sembra uno degli sport più  praticati da turisti e abitanti del luogo. Per questa volta, dunque, mi sento sportiva anche io!

2 thoughts on “San Sebastian – Donostia: nel cuore dei Paesi Baschi

  1. Grazie!! Questo articolo mi ha ricordato i racconti di mio nonno, assiduo frequentatore delle grandi spiagge di San Sebastian! E’ stato un tuffo nel passato.

  2. DONOSTIA!! Il paradiso per i surfisti! Onde lisce e perfette. Noi facciamo sempre base a Biarritz, o Anglet, e raggiungiamo San Sebastian giornalmente, se le previsioni del mare sono favorevoli. Tra l’altro la baia principale è adatta anche a praticare paddleboard, poiché le onde rompono in prossimità dei flangifutti, e vicino la riva il mare rimane calmo. Bellissimo articolo!

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