Zaragoza, capitale del regno di Aragona

Zaragoza è la capitale del Regno d’Aragona, una città dalla storia bimillenaria (è stata fondata dai Romani), che è stata crogiolo di popoli e culture diverse, e che presenta tantissime attrattive artistiche, culturali e anche una notevole vitalità di giorno e di notte e  piacevoli tradizioni gastronomiche.

Inizio la mia visita dal  Paseo de l’Indipendencia, viale ampio e celebrativo, su cui incontro tanti monumenti. Ci vuole un notevole sforzo interpretativo per comprendere il monumento alla Costituzione, tre alti triangoli con una sfera al centro.

La Chiesa di Santa Engracia, sull’omonima piazzetta, sulla cui facciata spiccano delle belle sculture, contiene i resti della santa protomartire.

Alla fine del paseo ecco Piazza di Spagna, circondata da eleganti edifici, tra cui il Banco di Spagna. L’istituto Sastago, della fine del ‘500 ha una sobria facciata in mattoni e un patio con colonne slanciate; apparteneva ai Vicere di Aragona e oggi è sede di esibizioni permanenti di arte nonchè della Deputation de Zaragoza. A fianco sta un altro bel palazzo stile liberty che si caratterizza una torretta con una singolare cupola.

Attraverso la pedonale Via Alfonso I che porta alla Piazza del Pilar, dove si trovano i monumenti più importanti di Zaragoza. Lungo tutto la Via Alfonso I l’Assessorato per la Cultura e le Biblioteche ha disseminato delle monumentali installazioni di finti libri tutti rossi con brani da opere famose, come questo “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie: che idea simpatica per invitare alla lettura!

Dalle vetrine dei negozi fanno l’occhiolino i souvenir: costumi tradizionali, mantiglie, ventagli, tori in tutte le salse e molti articoli religiosi rappresentanti la “madonna del Pilar”. Mi incuriosiscono le statuine che riproducono gli Incappucciati della Settimana Santa, . Soprattutto però tanti dolcetti dai nomi invitanti: “Adoquines del Pilar” (in pratica caramelle dure con la carta raffigurante la Madonna del Pilar e una poesia dentro), “Guindas al licor”, “Naranjas con chocolate”, “Frutas de Aragon” “Bonbon de Guirlache”, coi quali mi riservo di approfondire la conoscenza.

La piazza della Madonna del Pilar è molto scenografica e ampia, oltre al profilo longitudinale della basilica  da un lato si trova  un mondo di pietra con dietro un ampio scivolo d’acqua che forse raffigura un iceberg, dall’altro la Cattedrale di San Salvatore, detta la Seo, che è il secondo importante edificio religioso di Zaragoza, e in messo il palazzo del comune, il palazzo arcivescovile, la Lonja.

Non lontano sono i resti delle mura dell’antica città romana di Cesaraugusta, con una statua dell’imperatore Augusto che indica come gli aragonesi vadano fieri delle proprie origini.

Sul pavimento della piazza sta la scritta latina “columnam ducem habemus quae numquam defuit per diem nec per noctem coram populo”: abbiamo per guida una colonna che mai venne meno di giorno e di notte al cospetto di tutti.

La  Basilica di Nuestra Senora del Pilar è il cuore di Zaragoza, è così imponente che non riesco ad abbracciarla tutta con l’obiettivo della macchina fotografica, con le sue tante cupole dalle piastrelle colorate e le torri campanarie.

La leggenda dice che la basilica sorge nel luogo dove il 2 gennaio del 40 d.C. Santiago, cioè l’apostolo Giacomo, ebbe la visione della Madonna che scendeva sulla terra  e si poneva sopra un pilastro (pilar), e fin da subito sul posto si sviluppò una forte devozione, vennero dapprima costruite delle piccole cappelle, poi se ne aggiunsero altre sempre più grandi, fino ad arrivare all’attuale basilica che è seicentesca (ma le torri sono dei primi del 1900).

Questo “pilar” originario esiste davvero, è nascosto quasi tutto all’interno della Santa Capilla, mentre un piccolissimo frammento si può vedere incastrato nel perimetro esterno della chiesa, e si può toccare attraverso un buco dorato. Certo è che la leggenda è molto antica, tanto che alcuni sostengono che la Basilica sia la prima chiesa dedicata nel mondo alla Madonna.

La cosa più bella custodita all’interno della Basilica del Pilar è una spettacolare pala d’altare di alabastro. La piccola statua della Madonna è custodita nella Santa Capilla, e i bambini – come indica il cartello – possono avvicinarsi al manto sino all’età della prima Comunione.

Ci sono due grosse bombe cadute nella chiesa durante la seconda guerra mondiale e rimaste inesplose per  grazia della madonna del Pilar.

Sono poi esposte tutte le bandiere delle nazioni dell’America latina devote alla madonna del Pilar.

Queste strisce colorate di stoffa che vengono date dietro offerta nella basilica sono ricavate dal manto della Madonna, che viene sempre rinnovato, e i fedeli se le mettono addosso un po’ feticisticamente in caso di malattia, o prima di affrontare un viaggio, insomma in tutti i casi in cui vogliono sentirsi vicini a lei.

Sulla volta dinanzi alla Santa Cappella e anche sulla cupola stanno splendidi dipinti del Goya.

La statua di Goya troneggia davanti alla facciata della Seo, tutta Zaragoza è molto legata alla figura del pittore, che ha trascorso qui la sua infanzia e la sua giovinezza, ma vi ha lasciato anche splendide opere dell’età matura. Se si vogliono ammirare altri capolavori di questo geniale pittore fuori dagli schemi, il Museo Camon Aznar conserva molte opere di Goja, El Greco ed altri celeberrimi pittori.

La cattedrale della Seo simboleggia come poco altro la stratificazione di culture che si ebbe a Zaragoza:  fondata nel luogo dove si trovava il foro romano, fu poi sede di una chiesa visigota, quindi di una moschea araba, fu edificata inizialmente in stile gotico, poi modificata in stile Mudejar, quindi furono aggiunti temi barocchi spagnoli (stile churrigueresco), e tutto questo convive con incredibile armonia;  ha una facciata di mattoni molto sobria, in stile Mudejar e una torre pendente, beh non proprio come quella di Pisa ma si percepisce.

Ma se si gira intorno alla cattedrale non la si riconosce: una splendida facciata di mattoni e mattonelle tipicamente arabe con la torre finemente arabescata, sembra una trina di materiali di per se pesanti come i mattoni, meravigliosa è dire poco!

Anche l’interno è particolarissimo in questa sua fusion  riuscitissima di elementi diversi.

Dietro alla Seo è l’arco  e la casa del Dean, cioè del decano, costruito perchè la casa comunicasse con la cattedrale; bellissima è la sua loggetta in stile mudejar.

Il Palazzo don Lope è la sede della Cavalleria Reale di Saragozza; fuori non è molto sorprendente, ma l’interno e il cortile sono belli.

Ammiro il bel Teatro nacional, ma la musica qui non è solo nei luoghi accademici, è nel sangue delle persone, e proprio nella piazza davanti al teatro mi capita di assistere ad una partecipatissima esibizione popolare di tango, mentre nelle vie è tutto un susseguirsi di piccoli concerti di artisti di strada.

Bisogna stare sempre a naso in su, perchè non si sa mai che cosa si può perdere non guardando i palazzi, dall’insegna di un’antica farmacia, ai molti murales, a qualche dettaglio decirativo negli svariati stili che si sono succeduti nella storia artistica della città.

Le chiese poi, sono così tante che non le conto più; mi piacciono tanto quelle con le facciate di mattoni lavorate in stile mudejar. In particolare mi ha colpito molto la Chiesa di San Gil, con la sua torre tutta lavorata di mattoni. Interessante è anche la Chiesa della Maddalena, dello stesso stile.

Dalla rinascimentale Lonja di mattoni (che sembra un palazzo fiorentino) si affacciano in medaglioni i volti policromi di tanti personaggi storici.

Zaragoza è città universitaria, le città universitarie si riconoscono subito per la loro allegra confusione, tantissimi giovani, e animazione tutto il giorno e la notte.

Zaragoza vive in profonda simbiosi con il suo fiume, l’Ebro. Ecco qui il ponte di pietra sull’Ebro, con le arcate di pietra imponenti e i pilastri ben saldi e  i due leoni guardiani in cima ai pilastri. Dal ponte di pietra si gode della migliore vista sulla basilica del Pilar, perchè finalmente lo sguardo riesce ad abbracciarla tutta. Questo  verde è invece il Ponte del Pilar, chiamato anche Ponte di Ferro. A Zaragoza è stato anche scavato un canale che corre parallelo ad uno dei principali viali alberati, per farvi passare le chiatte a fini commerciali.

Mi incuriosisce molto il monumento ad un’eroina locale, Agustina Zaragoza, che combattè nella guerra d’indipendenza spagnola prima come civile e poi come ufficiale dell’esercito, notate che eravamo nella prima metà del 1800!

A Zaragoza ci sono dei begli edifici modernisti, come questo palazzo dichiarato monumento nazionale.

L’obelisco Europa, eretto in onore della Comunità Europea è circondato da 12 lampioni sormontati da stelle, tanti quanti i paesi fondatori.

 

Eccomi arrivata al monumento più famoso di Zaragoza, l’ Aljaferia, uno dei capolavori moreschi della Spagna. Era la residenza dei governanti arabi del regno di Taifa  nell’XI secolo, e poi dei reyes Catolicos di Aragona. Oggi ospita le Cortes de Aragon. E’ fra quei monumenti, come l’Alambra, che danno un’idea di che cosa doveva essere la raffinatezza della cultura araba dei secoli d’oro.

Tutto intorno corrono le mura che contengono un fossato senza acque. Entro in un primo cortile, relativamente modesto rispetto al resto dell’impianto architettonico.

Il secondo cortile era il cuore del palazzo arabo. All’interno, come era tipico, un giardino di aranci e intorno un porticato tutto ricamato di bianca pietra che sembra lavorata al tombolo, su cui si affacciano ambienti altrettanto preziosi, con i soffitti a cassettoni lignei policromi, tutti diversi gli uni dagli altri.

Questo a sinistra  è il soffitto della sala del trono.

In un altro soffitto (foto a destra) è raffigurato questo stemma che è interessante:nello scudo sono riuniti i tre regni di Castiglia, Leon e Aragona, ed è sormontato da un drago perchè Aragon viene da Dragon;

nel soffitto a cassettoni è anche rappresentato il nodo di Gordio spezzato con la spada da Alessandro Magno.

 

E veniamo alla modernità! Questo mostriciattolo azzurro che si trova spesso nella città si chiama Fluvi ed è la mascotte dell’expo universale 2008, incentrata sul tema “acqua e sviluppo sostenibile”,che ha dato l’occasione a Zaragoza di rinnovarsi: non solo sono sorti i nuovi spazi edificati appositamente per l’expo con i vari padiglioni, naturalmente tutti a tema e quindi con scrosci e giochi d’acqua, ma anche il word trade center dedicato alla cittadella finanziaria, e molti progetti di riqualificazione urbana.

Ci ero venuta anni prima dell’esposizione e tornarci ora mi ha fatto l’effetto di una città che riesce a non crogiolarsi solo della sua storia gloriosa, ma anche a immaginarsi ancora  più bella nel futuro.

21 thoughts on “Zaragoza, capitale del regno di Aragona

  1. Sembra bellissima, vorrei un sacco andare! Penso che quando riprendero il cammino di Santiago mi fermerò qualche giorno a ZaRAGOZA

  2. Ma che bella sorpresa questa città! Devo ammettere che non conosco assolutamente nulla di Zaragoza se non le cose che mi ha raccontato una ex collega che aveva studiato lì e si era innamorata della città.
    Sai che la foto di via Alfonso I mi ricorda tantissimo via Lagrange a Torino?
    Buon weekend ❤️

  3. Sai che non avevo mai sentito chiamare Saragozza Zaragoza? Mi piacerebbe andarci e dalle tue foto sembra molto interessante come città. In particolare mi attira molto l’Aljaferia, mi ricorda i castelli omaniti di cui mi sono innamorata nel nostro viaggio in Oman.

  4. Ecco una di quelle città spagnole capaci di farmi impazzire. Io amo il Nord della Spagna e Zaragoza è uno di quei luoghi di cui non farei mai a meno.

  5. Non pensavo che Zaragoza avesse così tanto da offrire, sei stata molto precisa nel descrivere le principali attrazioni! Sembra una città molto vivace e ricca dal punto di vista culturale, grazie per il tuo racconto 🙂

  6. Trovo spesso voli super economici per Zaragoza ma non mi ha mai ispirato, forse perché davvero non so nulla di questa città e alla fine prediligo sempre altro. Grazie al tuo post è stato come un po’ viverla. Magari la prossima volta… prenoto 🙂

  7. Dalle tue parole sembra davvero bellissima e poi io adoro le costruzioni in stile moresco 😍

  8. Interessante questo post, dettagliato e ben scritto. Non sono mai stata a nord della Spagna e credo sia giunto il momento di farci un serio pensiero. Alcune foto sono molto belle e fanno venir voglia di partire immediatamente.

  9. Una città che non conoscevo… che bella scoperta, sembra ricca di cultura e di belle cose da vedere! La terrò in considerazione.

  10. Ma che bella sorpresa questa città!
    Da tempo pensavo di andare a visitare Zaragoza di cui già conoscevo qualcosa, ma dal tuo articolo è chiaro che questa città riserva molte altre sorprese! Dalle tue foto e dalle tue descrizioni emerge proprio che è un mix di stili e culture diverse, il che la rende ancora più attraente. Spero di visitarla presto!
    Ps: l’avevo sempre sentita chiamare “Saragozza”, sai? 😉

    1. Saragozza è il nome italianizzato, cerco sempre di chiamare le città come si chiamano davvero 🙂

  11. Con questo tuo racconto sono tornata indietro di quasi vent’anni quando i miei genitori di ritorno da Zaragoza mi raccontarono storie da mille e una notte. In fin dei conti questa città, questo modo diverso di vedere l’architettura assomiglia moltissimo ai racconti del più celebre libro di fiabe orientali.

    Bello … mi piace molto!

  12. Siamo stati 4 giorni a Saragozza ed è stata davvero una piacevolissima scoperta…non ci aspettavamo molto e invece… 10 e lode ! Grazie per l’articolo che ha fatto riemergere vecchi ricordi.

  13. Non ho mai visitato il nord della spagna, per ora solo il sud, ma già leggerti e vedere le tue foto mi ha fatto venire voglia di andarci. Zaragoza ha un’architettura che affascina al primo sguardo. Una bella sorpresa per davvero!

  14. Meraviglia!!! Io la Spagna la conosco pochissimo, per ora ho visto solo l’Andalusia e Barcellona, ma il nord secondo me deve essere altrettanto bello e interessante. Mi piace questo incontro tra mondo arabo e mondo medievale…

  15. In Spagna non sono mai arrivata così a nord ma mi sembra una città molto bella e con tante cose da vedere. Le statuine degli Incappucciati però sono un po’ inquietanti

  16. Quanto mi è piaciuta Saragozza! <3 Ci andai a fare una gita giornaliera quando vivevo a Barcellona, e me ne sono innamorata subito! Sono riuscita a visitare parecchie cose, ma vorrei tornarci con più calma, passarci qualche giorno e approfondire la sua magia!

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