Malaga: mare, Flamenco, Picasso, Alcazaba e tanta vita

Malaga è un’ allegra città andalusa che si affaccia sulla Costa del Sol. La presenza di un bel mare e di larghe spiagge dorate l’hanno resa famosa come meta tursitica balneare, e questo ha fatto sì che non venisse abbastanza apprezzata per la bella città d’arte che è. Visitarla in un timido inizio di primavera mi ha permesso di vivere la città fuori dal luogo comune di  città vacanziera estiva, e di scoprire la sua vivacità di città universitaria e cosmopolita, in cui si vive bene tutto l’anno.

confraternite universitarie Malaga

Calle Larios e Plaza de la Constitucion

Spalle al porto e all’Alameda Principal, la via più importante della città che ci introduce nel cuore di Malaga è la Calle  Marques de Larios, o semplicemente Calle Larios, larga e pedonale, contornata da archi trionfali di decorazioni di luminarie forse originariamente messe per Natale ma così azzeccate da essere diventate permanenti.

calle larios malaga

Su questa via si affacciano eleganti esercizi di catene internazionali, come negozi di souvenir e artigianato, ma soprattutto ristoranti, bar e le tipiche bottegfhe che affettano lo squisito prosciutto locale e ne vendono i ritagli in cartocci come quelli delle caldarroste, una vera delizia da passeggio!

prosciutto al cartoccio Malaga

All’ìinizio della Calle Larios c’è il monumento al Marques  Manuel Domingo Larios y Laryos, che dà il nome alla via, mentre all’altro estremo si trova la bella Plaza de la Constitucion. Sulla Calle Larios sorgono dei sontuosi palazzi storici, dalle caratteristiche forme arrotondate, che oltre alla funzione estetica avevano anche lo scopo di permettere una migliore circolazione della brezza marina.

monumento marques de larios

La calle Larios si trasforma durante l’anno: oltre alle luminarie natalizie, gli archi sostengono d’estate, quando la temperatura è davvero insopportabile da queste parti,  dei grandi teloni bianchi che riparano dal sole; invece durante il festival del cinema di Malaga  la strada è percorsa da un lunghissimo tappeto rosso, e  in occasione della settimana della moda da una  passerella rialzata.  D’estate i festeggiamenti della Feira de Malaga vedono nell’affollatissimaa Calle Larios il loro cuore pulsante.

Plaza de la Constitucion non ha trovato pace nei secoli, e ha cambiato nome più volte, riflettendo gli eventi che hanno caratterizzato la storia spagnola, così come molti edifici sono stati abbattuti ed altri sono stati costruiti. Oggi è circondata da bei palazzi, tra cui si distingue il Collegio dei Gesuiti e la Casa del Consulado.

Sulla piazza sorge  la Fontana de Genova, che risale al 1700 ma non è sempre stata qui, anzi vi è stata spostata nel 2002; curiosamente non è stata collocata in mezzo alla piazza ma su un lato, per non rubare spazio ad un’area sempre molto affollata.

plaza de la constitucion malaga

All’altezza di Plaza de la Constitucion, sulla destra di Calle Larios fino alla  vicina Cattedrale si dipana un’ area pedonale di graziose strade e piazze con simpatici monumenti moderni, che pullulano di  caffè con i tavolini all’aperto, e ristorantini alla buona  dove gustare l’ottima cucina di Malaga.

I piatti forti qui sono le  tapas di tutti i tipi, la paella, la croccante frittura di pesce di Malaga e i boquerones fritti, le due zuppe fredde tradizionali che sono l’ajoblanco malagueño ( a base di aglio, mandorle, olio d’oliva e pane sbriciolato) e il gaspachuelo (brodo di pesce e patate, maionese all’aglio, frullati di pesce), il tutto innaffiato da cerveza locale o da caraffe di sangrilla.

I ristoranti sono aperti sino a tardi e per le strade di Malaga illuminate si riversa una gran quantità di giovani, si canta, si balla, si fa festa goliardica; una vitalità che coinvolge anche tanti studenti italiani arrivati qui per l’Erasmus.

malaga di notte

La Cattedrale dell’ Incarnacion di Malaga

La Catedral de Nuestra Señora de la Encarnación di Malaga è un imponente edificio rinascimentale che nasce da un progetto cinquecentesco di diversi architetti e si sviluppa in più stili, dal gotico al barocco, che si fondono in un unicum molto riuscito. Ha un solo campanile dei due che dovevano esservi edificati, così che si è meritata il nome de La Manquita, l’incompiuta. L’unica torre completata è alta 84 metri, che rende la Cattedrale di Malaga la seconda più alta di Andalusia.

cattedrale di Malaga

L’ingresso alla cattedrale è su Calle Cister, dal Patio de lo Naranjes, una piccola corte con alberi di arancio,  dietro a cui è la  facciata  nord di Puerta  de las Cadenas, speculare a quella sud, chiamata di Puerta del Sol. La facciata principale è barocca, divisa in altezza in tre parti e stretta tra due torri, con tre imponenti porte su cui sono posti i rilievi dei santi protettori di Malaga e la rappresentazione dell’Incarnazione.

Malaga

All’interno la cattedrale è grandiosa, alta 42 metri ed illuminata dalla vetrate policrome lungo tutto il suo perimetro; le leggiadre volte sono rette da pilastri molto armoniosi, costruiti con 4 semicolonne circolari   sui cui capitelli sono costruite altre colonne squadrate.

interno cattedrale di Malaga

Al centro della cattedrale è il coro ligneo, che è stato scolpito da diversi maestri tra ‘500 e ‘600 ed è considerato uno dei capolavori della scultura barocca spagnola.

coro ligneo cattedrale Malaga

Per visitare la cattedrale si paga un biglietto di 6 euro, in cui è compresa una audioguida ascoltabile dal cellulare, mentre con un supplemento si può salire al tetto, da cui si gode di un  ampio panorama su tutta la città.

L’ Alcazaba

Per guardare Malaga dall’alto c’è però una valida alternativa, le mura dell’Alcazaba.

Alcazaba di Malaga

L’ Alcazaba è il monumento più famoso di Malaga. La fortezza castello araba con i suoi terrazzamenti e giardini domina Malaga dall’alto di una collina, di cui sfrutta i dislivelli  adeguandovi i suoi due giri concentrici di mura.

Alcazaba di Malaga

Il suo nome in arabo significa cittadella fortificata (la stessa radice che troviamo nei vari Qasr, castelli mediorientali). Fu costruito nell’XI secolo, durante la dominazione araba dell’Andalusia, per volontà del re berbero di Granada, Taifa e Badis.

La storia delle fortificazioni su questa collina è in realtà molto più antica, perchè vi insisteva una fortezza fenicia e poi un ulteriore palazzo fortificato costruito nell’VIII secolo e distrutto durante l’invasione araba. I sultani arabi vi fecero lo loro residenza per secoli, fino a quando re Ferdinando nel 1487 riconquistò Malaga e piantò proprio sull’Alcazaba la bandiera di Castiglia. Nella Torre del Cristo fu celebrata la prima messa dopo la riconquista di Malaga, mentre l’artigileria si schierò nella Plaza de Armas.

Alcazaba di Malaga

Dopo aver vissuto un periodo di abbandono ed essere stato a lungo riparo di poveri è stato recuperato, ed è diventato un luogo molto piacevole da visitare, con i suoi giardini che odorano di aranci, gelsomini ed altri fiori, le sue fontane, i suoi camminamenti e gli ambienti in cui sono posti reperti fin dall’epoca fenicia.

La prima cinta  muraria ha una funzione solo difensiva, si entra dalla Puerta de Boveda, una porta moresca arcuata  che gira su un angolo netto studiato per rallentare i nemici, ma tra la prima e la seconda cinta sono già posti i giardini che ingentiliscono la fortezzsa.

alcazaba di Malaga

Nella parte più interna, quella a cui si accede attraverso la Puerta de los cuartos de Granada, si susseguono tre graziosi cortili. il Patio de los Surtidores,un cortile ad archi che conducono alla Torre de la Mudéjar, che conserva un soffitto in legno intagliato risalente al XVI secolo, il Patio de Los Naranjos  con vasche e ruscelli da cui fuoriesce l’acqua che irriga gli aranci, e il Patio de l’Alberca, con la tipica piscina araba con i canali che  portano l’acqua all’interno della fortenzza, creando refrigerio nella calura.

Alcazaba di Malaga

All’Alcazaba si accede con biglietto, si può acquistare più vantaggiosamente un biglietto combinato con il castello del Gibralfaro.  Consiglio la salita a piedi, per non perdersi il panorama e gli scorci de giardini e delle fontane, ma è possibile anche salire alla sommità in ascensore.

Ai piedi della collina sorge il teatro romano, anch’esso dimenticato nei secoli, dopo essere stato saccheggiato per la costruzione dell’Alcazaba, e rimasto sepolto fino al dopoguerra, quando è stato scavato e restaurato. Si possono ancora ammirare quasi intatti la cavea (31 metri  di raggio e 16 di altezza),  l’orchestra ed il proscenio. La città si è riappropriata dello spazio del teatro, più antico monumento di Malaga, come luogo di rappresentazioni sceniche.

teatro romano di Malaga

Di fronte al teatro c’è uno scavo coperto da una piccola piramide di vetro, in cui si trovano le rovine di una fabbrica e deposito di garum, la preziosa salsa di pesce romana.

Su un lato della piazza prospicente il teatro è il monumento al filosofo ebreo Salomon Ben Gabirol, vissuto a Malaga nell’XI secolo. uno dei famosi eruditi ebraici di Spagna del Medioevo, che resero vivo il dibattito con la cultura araba e catalana.

monumento a Salomon Ben Gabriol

 

Museo Picasso

Non lontano dal teatro romano c’è il Museo Picasso, che si trova nel Palaciode Buenavista, unbel  palazzo importante dell’architettura andalusa del XVI secolo.

Picasso è il personaggio moderno più illustre di Malaga, che gli ha dato i natali. Si può visitare anche la sua casa natale, trasformata a sua volta in un museo sulla vita di Picasso, ma la più grande collezione di opere è custodita nel Mueseo.

Museo Picasso Malaga

Il Museo è attivo dal 2003, nonostante già in precedenza vi fossero stati accordi con il pittore, che desiderava che nella sua città sorgesse il museo dedicato alla sua arte; molte opere sono state donate proprio dalla Fondazione Picasso e dagli eredi del pittore.

picasso

Le 285 opere di Picasso che vi sono contenute segnano un percorso  lungo tutta la vita dell’artista, dai primi quadri figurativi accademici, sino al volo dell’artista verso i percorsi originali della sua arte, il cubismo, i dipinti durante la guerra, la ritrovata pacificazione, i ritratti degli anni’70.

Museo Picasso Malaga

Il Flamenco, anima profonda di Malaga

Oltre a quella degli enigmatici quadri di Picasso, c’è un’altra arte più intima e infondondibile nel cuore  di Malaga: il flamenco. Il flamenco non è solo musica, canto,movenze sinuose di ballo; il flamenco è passione dolente e struggente, richiamo di memorie di altrove, un filo rosso che trasporta l’Andalusia attraverso il tempo fino alle origini nel XVII secolo.

costumi tipici Malaga

I gitani che, partendo dall’India, e dopo aver vagabondato per l’Europa, si erano stabiliti in Andalusia, piano piano avevano abbandonato il nomadismo per radunarsi in quartieri ai margini delle città andaluse, dove avevano incontrato la cultura di quegli arabi a loro volta emarginati dopo la riconquista. Il folklore indiano veicolato attraverso la cultura gitana e le sonorità arabe si mescolarono.

Il “duende”, la passione quasi dionisiaca del ballo gitano e del canto accorato, privo di orpelli, sono l’anima del flamenco. In un’offerta di spettacoli molto vasta a Malaga, non sempre si capita ad assistere ad una rappresentazione in cui questo sentimento è davvero autentico.

Flamenco Malaga

Io sono rimasta molto emozionata dalla rappresentazione, essenziale e straordinariamente intensa, presso il MIMMA, Museo Interattivo della Musica, uno dei più rinomati tablaos di Malaga. La straordinaria capacità tecnica del chitarrista, l’intensità del canto della voce maschile, e la passione altera della non più giovane ma bellissima e affascinante danzatirice sono stati una combinazione perfetta. Dopo lo spettacolo vale la pena visitare anche il curioso museo, dove sono strumenti musicali da tutto il mondo,  con alcune stanze dove i visitatori sono incoraggiati a suonare e a sperimentare diversi curiosi strumenti.

Il Museo Carmen Thyssen

Esplorando la zona del centro storico più antico, ad ovest della via Larios spalle al mare, si incontra un quartiere più popolare ma molto vivo, riqualificato recentemente con colorati murales e con l’apertura di molti negozi di artigianato e gallerie d’arte.

Malaga murales

Qui si trovano alcune interessanti chiese, nonchè l’ Hamman arabo, il Museo Carmen Thyssen, ed il Mercato Centrale di Atarazanas. Delimita ad ovest il quartiere il corso del Rio Guadalmedina, che anche d’inverno è ormai praticamente prosciugato. Sull’altro lato del fiume è il quartiere di Perchel, molto meno turistico.

Museo Carmen Tyssen Malaga

Il Museo Carmen Thyssen, situato nel Palazzo Villalon del XIV secolo,  contiene un’interessante e completa raccolta della pittura andalusa del XIX secolo. Sono oltre 200 opere che attraversano la storia dell’arte andalusa, con particolare attenzione  ai maestri più antichi, al paesaggio romantico e al costumbrismo, la pittura preziosista ed il paesaggio naturalista, fino ad arrivare alla pittura di fine secolo.

Museo Carmen Tyssen Malaga

Il Mercato Centrale di Atarazanas

Arte per arte,  a Malaga non possiamo dimenticarci quella gastronomica, e come sempre visitare il mercato centrale è capire molto della città. Tutta la vivacità di Malaga si riflette nell’animato mercato di Atarazanas, dove l’atmosfera è molto piacevole, la merce è disposta con gusto quasi artistico, e  si possono comprare  a prezzi molto bassi accanto alla grande varietà di cibi freschi (di qualità), anche panini e tapas davvero di tutti i tipi, consumabili anche sul posto.

Mercato Atarazanas Malaga

La struttura del mercato centrale di Atarazanas è attraente, anche se della struttura originale  araba dei cantieri navali Nazares del XIV secolo resta un solo arco a ferro di cavallo, mentre l’attuale edificio, con le sue belle vetrate policrome, è ottocentesco.

Le altre chiese di Malaga

Nel centro storico pedonale sul lato sinistro della Calle Larios sono alcune delle più interessanti chiese di Malaga oltre alla Cattedrale:l’Inglesia del Santo Cristo de la Salud, la Chiesa de los Martires, San Juan.

iglesia de la salud Malaga

La Iglesia di Santiago è la più antica chiesa di Malaga, in stile gotico -mudejar; risale al 1490 quando, subito dopo la Reconquista, fu trasformata in chiesa da una moschea; la sua torre quadrata infatti era un tipico minareto moresco. Dentro è un po’carica, ma è bella la sua balconata sinuosa. E’ la chiesa dei Gesuiti a Malaga e qui fu battezzato Picasso.

Dall’altra perte del fiume Guadalmedina, passato il ponte di acciaio tedesco si trova la chiesa di san Domenico di Guzzman,  o convento di Santo Domingo,  sorta nel XV secolo, costutuita da più blocchi che la rendono movimentata all’esterno, neoclassica con tre navate e quattro cappelle con le statue dei santi domenicani. Mi è molto piaciuto il gruppo di  statue della rappresentazione dell’ ultima cena. Santo Domingo è legata alle confraternite che portano durante la settimana santa le statue a grandezza naturale della Passione di Cristo.

santo Domingo Malaga

Un po’ più decentrato è il Santuario di Santa Maria de La Victoria, la chiesa costruita dopo la riconquista in onore della Madonna propiziatrice della vittoria cristiana sui mori; la statua della Madonna della Vittoria troneggia sull’altare maggiore. La chiesa, apparentemente semplice, ha però un’elegante cupola. Il santuario è noto soprattutto per la particolare cripta, una trina di decorazioni e statue sulle pareti, le volte ed i monumenti funebri con teschi e scheletri rappresentati un po’ dovunque.

santa maria de la victoria malaga

El Paseo del Parque

Sul Paseo del Parque si trovano alcuni edifici di rappresentanza come il Municipio ed il Palazzo della Dogana. tutto il Paseo è fiancheggiato da palme, e al centro si trova il Paseo de Espana,  con piante tropicali, statue  e fontane.

paseo de Espana

In fondo al Paseo è l’immancabile Plaza de Toros. La corrida, come il flamenco, è nata in Andalusia, figlia dello stesso spirito inquieto.

Malaga Paseo del Parque

Alzando lo sguardo verso le colline alle spalle del Paseo si  ammira la sagoma del Castello del Gibralfaro. Sembra vicino, ma per raggiungerlo bisogna fare un lungo giro per la strada che si inerpica sulla collina passando per un bel quartiere residenziale di villette.

Il Castello del Gibralfaro

Il Castello del Gibralfaro è la seconda fortezza di Malaga; appare meno affascinante dell’Alcazaba perchè ridotto in peggiori condizioni, eppure questo castello era considerata la più inespugnabile fortezza di Spagna, e non a torto, poichè fu l’ultimo baluardo ad essere riconquistato dai re cattolici, nel 1487.

Castello del Gibralfaro malaga

Il perimetro delle mura è ampio e ben conservato, mentre poco rimane dei suoi ambienti. Vi è un piccolo museo militare, con un modellino del castello e divise e armi di varie epoche. Da sopra le mura la vista è spettacolare, e nelle giornate più limpide si può scorgere perfino Gibilterra.

panorama di Malaga dal Gibralfaro

Una curiosità: il Gibralfaro è abitato da simpatici scoiattoli dalla grande coda vaporosa che non disdegnano di venire a mangiare qualcosina dalle mani dei visitatori.

Il Chenachero, il faro, il Muelle Uno e il Pompidou

Passeggiare lungo il mare a Malaga è molto piacevole, perchè è stato creato un percorso ad hoc molto ben pensato. Il percorso può partire da Plaza de la Marina, dove si trova una delle statue più conosciute di Malaga, il “chenachero”, un ragazzino che vende il pesce pescato nel mare tenendolo in equilibrio nelle ceste, i chenachos.

monumento chenachero Malaga

Da qui si può andare verso il bianco faro che ha un nome femminile, “la farola”, e risale al XIX secolo.

Faro di Malaga

Da qui si raggiunge il porto turistico, il “Muelle Uno”, lungo il quale si dipana una moderna bellissima passeggiata, coperta da una pensilina a listelli bianchi serpeggianti e separata dal porto da vetrate incredibilmente pulite. nella stagione calda la passeggiata è allietata da nebulizzazioni che insieme all’ombra della copertura rendono il percorso piacevolissimo.

Muelle Uno Malaga

Bar, ristoranti, giochi per bambini e stand di  artigianato ed artisti di strada movimentano ed allietano ulteriormente  il lungomare, mentre la vista è bellissima, da un lato il mare e dall’altro il giardino botanico, il castello del Gibralfaro e l’Alcazaba.

In fondo al Muelle Uno si trova il  Centro Pompidou di Malaga, prima derivazione all’estero del centro parigino; è un grande cubo trasparente con quadrati colorati  che compongono parte delle vetrate, entro cui sono esposte opere del Centro Pompidou del XX e XXI secolo, quasi 100 opere di grandi artisti  a cui si affiancano esibizioni temporanee e spazi multimediali dedicati alla danza, al cinema, alla parola.

Centro Pompidou Malaga

La Malagueta

Dopo il centro Pompidou, annunciata dalla grande scritta che ne riporta il nome, inizia la bella spiaggia libera della Malagueta, una delle più conosciute di Malaga, perchè è la più centrale e facilmente raggiungibile a piedi (non provate nemmeno ad andare in spiaggia con la macchina, non troverete mai parcheggio).

La sabbia è dorata e grossa, il mare limpido e in alcuni tratti velocemente profondo, a dispetto del fatto che la spiaggia è molto frequentata da famiglie.

spiaggia della Malagueta Malaga

Affollatissima ed un po’ troppo vivace, è diventata un simbolo del divertimento notturno di Malaga, perchè qui sono sempre organizzate feste, ed è attrezzata con noleggio di ombrelloni, pattini e offerta di vari sport acquatici, nonchè è circondata da risotranti e chioschi, dai  chiringuitos terrazzati dove assaggiare i deliziosi spiedini di sardine.

 

 

 

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