Una settimana tra Loira e Bretagna: 1ma tappa Nantes

Oui,oui, di nuovo in partenza! La meta prescelta stavolta è la Francia e il programma è intenso,  una settimana tra treno e bus a zonzo tra Loira e Bretagna, senza prenotazioni o tempi vincolati. E’ o non è la France la patria della libertè?

La prima tappa del mio viaggio è Nantes, antica capitale della Bretagna, oggi capoluogo della Bassa Loira. Ad un primo sguardo si intuisce subito quanto la città sia stata ricca nel passato; la sua fortuna era il commercio degli schiavi ed era anche (come ora) al centro di una regione orticola molto fertile; qui fu emanato il celebre editto di Nantes, quello che pose fine alle guerre di religione in Francia regolando i diritti degli ugonotti.  Oggi è una città che ha saputo darsi un taglio moderno, ma è una modernità a misura d’uomo, perchè Nantes rimane una città “orizzontale”,  colorata e vivace anche grazie alla frizzante atmosfera universitaria. Le città universitarie si annusano subito, sono città giovani senza bisogno di essere avveniristiche, ricche di fermenti di cultura e di arte, e molto accessibili.

118La mia visita non può che partire dalla rotonda Place Royale,  un po’ il simbolo della città, risistemata nel dopoguerra e caratterizzata da una grande fontana di granito blu con al centro  la statua di marmo bianco   che rappresenta la città di Nantes, e sotto le statue della Loira con tutti i suoi affluenti.

Dalla121 Eglise de Saint Nicolas piazza inizio a intravedere la Chiesa di San Nicola, una chiesa neogotica della seconda metà dell’800 (uno stile che amo particolarmente), punto importante di riconoscimento all’interno della città per via del suo campanile bianco e appuntito alto più di 80 metri. 238A dire il vero il punto di orientamento principale nello skyline di Nantes è il grattacielo Tour Bretagne,  uno dei pochissimi edifici verticali della città, ma  da fuori è talmente anonimo che non attira la mia ammirazione nonostante spicchi decisamente in altezza; tuttavia vale la pena visitare il bar al 32mo piano, che è fatto a forma di nido, con le sedie e gli arredi che sembrano delle grandi uova. E se si guarda dalla finestra qua e là sui tetti della città si possono scorgere delle grandi uova colorate, disseminate dall’uccello del nido! 

Il centro pedonale è frequentato da tantissimi giovani. Tra le vivaci  vie 135commerciali, dove sono anche i magazzini Lafayette, è la chiesa di Sainte Croix, che è un mix di molti stili (stile classico, facciata barocca, navata flamboix, coro neogotico), il suo interno è scurissimo  e mi ha dato una sensazione un po’ tetra, che ben si concilia con il suo essere  stato famigerata prigione durante il periodo del Terrore della rivoluzione francese; la vera curiosità è la tonda punta del campanile con tante statue di angeli che si sporgono a suonare la tromba ai corrispondenti angoli della città, quasi a chiamare a giudizio. La piazza lì vicino, Piazza de Bouffay, è il luogo dove si svolgevano le esecuzioni.

144Mi inoltro tra stradine graziose che sanno di Quartiere Latino, con i loro bistrò affollati di studenti, mi piace in particolar modo la piccola Rue de Petit Ecuries tutta ristorantini all’aperto frequentati dagli studenti.

145Dirigendomi verso il Castello, mi imbatto in una grande fontana moderna in cui buffe figure di cavali e uomini colorati danzano su una sorta di lunghi trampoli in mezzo ai getti d’acqua.

157Il monumento più famoso di Nantes è il Castello dei Duchi di Bretagna, che vanta 5 secoli di storia, ed è l’ultimo castello della Loira prima dell’Oceano;159 circondato da un piccolo fossato,nel suo possente corpo di granito molto restaurato ingloba edifici del XV e XVI secolo e un palazzo raffinato con logge di stile rinascimentale. Oggi ospita un museo di storia della scenografia. Dai 4 lati le forme del castello sono molto mosse , in particolare la facciata d’ingresso, che ha ancora i meccanismi del ponte levatoio. Si può entrare liberamente e anche sdraiarsi come fanno tanti sull’erbetta ben curata del suo cortile.

159b Cattedrale (vedi 254 e segg.)Oltre il castello è la grandiosa Cattedrale di Saint  Pierre e Saint Paul, la cui costruzione è durata quasi 500 anni ma si è mantenuta fedele all’originario impianto gotico. L’interno è con alte navate gotiche ma molto luminoso, direi di una luminosità solenne, accentuata dal meraviglioso suono d’organo e canto di voci bianche che accompagna una celebrazione importante durante la quale sono capitata. 174Il capolavoro della Cattedrale è la tomba cinquecentesca di Francesco II e Margherita di Foix, un tripudio di bellissime figure di marmo bianco, con angeli, un levriero, un leone, le figure allegoriche delle virtà tra cui nella dolce immagine della giustizia è scolpito il volto della loro figlia Anna di Francia.

Q270ui a Nantes c’è un obelisco su cui è l’unica statua di Luigi XVI sopravvissuta nelle strade di Francia. Nantes del resto è stata una città fortemente monarchica durante la Rivoluzione Francese. A sud della città si estende il territorio della Vandea, teatro di sanguinosi scontri tra rivoluzionari e non nobili come si potrebbe pensare, HenrideLarochejaqueleinbensì contadini che difendevano la monarchia non in quanto tale, ma in quanto baluardo dei valori della tradizione e della religione, di tutto ciò che era il loro mondo. La Vandea fu repressa ferocemente e a Nantes vi furono decine di migliaia di persone uccise, alla faccia della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità. Ma la storia è sempre scritta dai vincitori.

280Dall’obelisco costeggio il palazzo della Prefettura, e  mi incammino verso la torre liberty che sovrasta  uno degli edifici curiosamente più noti di Nantes, il “LU”, Lieu Unique, sede dell’antico biscottificio dei famosi biscottini al burro “petit burrè”, oggi proprietà della Danone; i biscottini nascono da una piccola  pasticceria fondata nell’800 da due coniugi, e diventarono così famosi che non bastò più questa fabbrica per le ordinazioni da tutta Europa, così il Lieu Unique fu riconvertito in un luogo di intrattenimento, concerti, mostre, molto amato dagli abitanti di Nantes. Però dei biscottini neanche l’ombra.

199E’ giunta la sera, e pe206 interno del Passager trovare un posticino carino dove cenare mi incammino nel quartiere Feydeau, il più bello di Nantes, nel luogo centrale dove soregva anticamente un’isola, l’Ile Feydeau;quartiere sicuramente con edifici molto belli e monumenti ottocenteschi importanti, però non ha l’animazione dei quartieri più alla mano frequentati dagli universitari. Forse complice un notevole acquazzone da cui mi sono salvata durante la mia visita della cattedrale, l’atmosfera è un po’surreale, e la mia visita è accompagnata dal solo rumore dei miei passi sul bagnato delle strade deserte, sotto l’ottima illuminazione che evidenzia monumenti e palazzi. Passo per  Piazza du Commerce, lo splendido Passage Pommeraye, e poi Piazza della Borsa, Piazza Graslin con il Teatro dell’Opera.222Sono arrivata alla mia meta, la famosa brasserie “la Cigale”, un capolavoro Art Nouveau tutta decorata con motivi di cicale; devo dire che il pasto di frutti di mare e cruditè è all’altezza dell’ambiente.

nantes elefanteDecido di trascorrere ancora una mattina a Nantes, girando senza meta precisa per immergermi nella sua atmosfera, ed è solo così che mi accorgo dell’opera di rinnovamento urbano che sta investendo la città, che  si concentra non solo nella creazione del nuovo quartiere di Euronantes, ma anche nella valorizzazione dell’Isola attraverso numerose opere d’arte monumentali e fantasiose.  Fra le mie preferite ci sono le cosiddette  Machines de l’île :  Francois Delaroiziere e Pierre Orefice hanno creato una  straordinaria opera d’arte mobile, una gigantesca scultura meccanica di elefante che gira per la città, si può calvalcare  e  spruzza acqua dallgiostraa sua proboscide; incuriosita da questa scultura ho anche visitato il museo in cui sono custodite altre simili, anche se meno impressionanti, opere, in gran parte insetti giganti; sempre nella zona dei vecchi cantieri navali è stata costruita una sorta di giostra gigante, un carosello a tema acquario con una miriade di sculture di abitanti del mare che si possono manovrare a piacere. Sembra tutto uscito da un codice di Leonardo da Vinci, o meglio ancora da un libro di Jules Verne, la cui casa si trova proprio qui a Nantes!

Non mi faccio mai mancare una visita ai mercati, e le marché Talensac vale la pena perchè è un tripudio di prodotti alimentari tipici,  dagli ortaggi alla frutta di cui è ricca la Vandea, ma soprattutto di frutti di mare (ostriche bretoni comprese!) del vicino oceano atlantico.

giardino botanicoAncora una piccola gita in battello lungo la Loira, purtroppo senza addentrarmi fuori Nantes, dove si estende un grande parco intorno al fiume dove sono disseminate sculture ed installazioni artistiche, e dove si incontra  tra le acque una casetta che sembra essere stata semisommersa dal fiume e che invece è stata sapientemente studiata così.

Poi, per concludere, una bella passeggiata nel Jardin des Plantes, l’orto botanico, che è qualcosa di più di un museo a cielo aperto, è un parco curatissimo in cui periodicamente si alternano sculture e composizioni vegetali sempre nuove e fantasiose ed esposizioni di creazioni artistiche a tema botanico; tra 50.000 fiori e 10.000 piante lo spettacolo è assicurato.

villaggio bretoneCon una sensazione di grande serenità e piacevolezza lascio Nantes e col bus riparto per la strada che porta verso l’oceano. Sul percorso si incontrano tanti deliziosi paesini bretoni, caratterizzati dalle case in pietra con i lunghi tetti spioventi e circondati da tanto verde; sembrano i villaggi di Asterix, o forse sono quelli che si sono ispirati un po’ troppo ai villaggi attuali! Pian piano che ci avviciniamo al mare il paesaggio cambia, e lascia spazio a prati verdissimmi e senza ondulazioni. Ci sono anche alcuni mulini a vento, e certo qui il vento non deve mancare, in questa vasta piattissima radura,  dove pascolano bellissimi cavalli bianchi. Sono entrata nella baia di Saint Michel e mi aspettano nuove meraviglie da questa terra di Bretagna.

 

 

 

 

One thought on “Una settimana tra Loira e Bretagna: 1ma tappa Nantes

  1. Ciao, abito in Francia da tre anni ma non ho ancora trovato l’occasione di andare in Bretagna, nonostante tutti me ne parlino benissimo. Questo tuo articolo mi ha fatto ricordare che devo assolutamente organizzare un viaggio per visitarla. Chissà se riuscirò a inserirlo per quest’anno 🙂

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