Astinenza da viaggio? Penpals, postcrossing e souvenir online

E’ iniziato tutto con un leggero malessere, il fastidio dei viaggi prenotati ed abbandonati a marzo del 2020, poi  l’insofferenza crescente per la forzata immobilità, l’insufficienza dei ricordi dolci a colmare quel vuoto da mancanza di viaggi, una sindrome da wanderlust sempre più forte,  ed ora, con le brevi giornate invernali  scandite dalla pioggia e dallo spettro giallo-arancione-rosso  dei  vincoli  alla libertà di movimento, sono nello stadio di una vera e propria crisi di astinenza. Capita anche a voi? Scommetto di sì. Del resto in questa situazione stagnante sento notori pantofolai che ormai sognano di fare il giro del mondo.

Se è vero che la sopravvivenza delle specie animali è affidata alla maggiore adattabilità, nell’eterna bagttaglia uomo/virus questo fattore gioca a nostro favore: infatti da una parte il virus per sopravvivere sul lungo periodo non può uccidere il  suo ospitante, pena la sua stessa estinzione, e quindi tende a diventare più efficiente nel contagio (vedi vraiante inglese) ma meno letale. Dall’altra l’uomo ha non solo risorse fisiche  ma anche e soprattutto mentali di resilienza, prima fra tutte l’immaginazione che fa superare le limitazioni tempranee all’azione.

Ecco alcuni escamotage che ho tirato fuori dai miei cassetti mentali per attenuare la tristezza da mancanza di viaggi. Alcuni sono strumenti che la moderna tecnologia ci offre, altri sono un tuffo nel passato, che torna improvvisamente utile.

1. PENPALS

Negli anni ’80 andava molto di moda avere uno o più amici di penna, corrispondenti da vari Paesi del mondo, con cui scambiarsi idee e conoscenze sulle rispettive abitudini di vita, su culture diverse, e poi magari dopo anni di francobolli andarsi a trovare all’altro capo del pianeta. Io avevo esagerato ed ero arrivata ad avere una ventina di amici di penna, uno straordinario balcone sul pianeta che aprì a me adolescente la mente sulla meraviglia dell’incontro e della scoperta e mise in me il seme della malapianta della sindrome da wanderlust che non mi ha più abbandonato.

Ricordo che tutto iniziò con un progetto di scambio tra  una rete di licei in Europa ed il tentativo era di farci scrivere in latino. I più bravi erano decisamente i tedeschi. Ma ben presto  il latino, che pure aveva un gran fascino ma che per la nostra povertà di linguaggio non era in grado di farci scrivere praticamente di nulla, fu abbandonato a favore dell’inglese e la rete si allargò ad amici degli amici fino ad abbracciare tutto il mondo.

C’era una ragazzina  che viveva in un paesino sopra il circolo polare artico, aveva sei mesi di buio completo durante l’anno e doveva annoiarsi a morte, mi mandava le foto del suo coniglio, fino a quando scoprì  le gioie del sesso e allora mia madre censurò la corrispondenza.

C’era un ragazzo canadese ricchissimo e veramente col cervello di un pollo, non c’era verso di fargli parlare del Canada, lui girava per il mondo col padre per affari e non faceva che raccontarmi di aver fatto shopping da Gucci o Valentino in questo o quel posto della terra.

C’era un meraviglioso (da tutti i punti di vista) indipendentista gallese che si era messo a studiare approfondiamente il gaelico che non conosceva se non nelle forme dialettali e mi raccontava entusiasta tutte le particolarità della sua patria rispetto all’Inghilterra.

E così via, ogni penfirend un piccolo pezzo di puzzle in più, che non si portava dietro solo la sua personale storia, ma anche un po’ del volksgeist del suo Paese.

In epoca di email che si scrivono e si buttano, riscopriamo la bellezza di una carta da lettere colorata, di un timbrino o di una ceralacca, di una lettera scritta a mano cercando di ricordare cosa sia una grafia decente, e partiamo alla scoperta di quei luoghi dove vorremo tanto andare ma da cui siamo al momento esclusi.

Ci sono tanti siti specializzati, da www.penpalpals.com a www.interpals.net  , in cui si possono scegliere dei penpals selezionandoli per luogo del pianeta,  sesso, età e lingua di corrispondenza. Ci sono anche dei forum in cui le perseone in cerca di amici di penna si presentano più dettagliatamente e quindi avrete la possibilità di scegliere la personalità più interessante o affine ai vostri interessi. Ci sono anche siti dedicati alle letterine tra bambini con controllo parentale, e se avete figli dai 7 anni in su vi consiglio di instradarli in questa splendida esperienza.

Quando avrete fatto amicizia, vi succederà di scambiarvi anche piccoli souvenir, specialità alimentari o oggetti tipici,  potrete farvi aiutare a costruire viaggi su misura e a basso costo nel Paese del vostro amico, e il divertimento sarà massimo!

2. POSTCROSSING

Se siete pigri e vi sembra troppo l’impegno di scrivere cose sempre nuove ad una persona all’altro capo del mondo, entrate in una catena di postcrossing. Che cosa è il postcrossing? E’ lo scambio di cartoline, generiche o tematiche con utenti random che si iscrivono ad un progetto su siti specializzati, il più noto dei quali è http://www.postcrossing.com , su cui sono iscritti più di 750.000 utenti da tutti i Paesi del mondo.

Al momento dell’iscrizione ad un progetto, indicate le vostre preferenze sul tipo di cartoline che volete ricevere. Che ne so, siete interessati ai fiori? Segnalatelo e riceverete cartoline con fiori di tutto il mondo. Vi verrà assegnato un utente a cui mandare una cartolina, con le preferenze espresse da quest’ultimo.

Scrivete il vostro messaggio o i vostri saluti, aggiungete uno di quei bei francobolli che mettono allegria, meglio se tanti francobolli di piccolo importo per raggiungere l’affrancatura corretta, se volete aggiunete il vostro recapito per restare eventualmente in conttatto oppure spedite senza indicare il mittente.

A voi arriverà una cartolina  a sorpresa da un altro utente da un Paese , vi sembrerà di aver puntato a caso il dito sul mappamondo. Il bello è che potete spedire tante cartoline quante ne volete ricevere e non dovete aspettare per avere la cassetta postale piena come succedeva ai bei tempi quando non c’erano le email.  Ancora più divertente è partecipare a delle catene di cartoline, che funzionano con un meccanismo moltiplicatore.

3. SHOPPING DI SOUVENIR ONLINE

Bene, Avete ricevuto una meravigliosa cartolina da uno sconosciuto corrispondente in un luogo esotico? avete fatto un bel viaggio virtuale su google earth aiutati mgari da un visore 3d, ma vi mancano ancora odori, suoni, sapori, manca ancora l’ultimo tocco di magia, come la zucca di Cenerentola?

Anche a voi piace tornare dai vostri viaggi con le valigie piene di improbabili souvenir? Allora andate a comprarne subito qualcuno tra i siti che sono proprio specializzati nella vendita internazionale di prodotti alimentari e articoli artigianali provenienti dalle varie parti del mondo.

Se potete, non cercate su Amazon (dove pure la ricerca souvenir dal mondo vi darà qualche facile risultato) o le grandi piattaforme dove tutto è onmologato,  andate a scovare proprio un piccolo negoziante  che si è lanciato nella grande avventura della rete. Dovrete faticare un po’ a scovarlo nei motori di ricerca, ma ne varrà la pena: aiuterete l’economia locale anche di Paesi poveri e avrete la stessa soddisfazione che si prova quando in capo al mondo, nel vicolo più stretto del più sperduto paesino, si scopre un oggetto unico che deve essere assoulutamente nostro.

Buon viaggio!

 

 

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