Porto, sul fiume Douro tra cantine, fado, azulejos

Eccomi di ritorno da Porto, od Oporto in portoghese, la città più importante del nord del Portogallo, bella e storica località, da noi famosa soprattutto per il vino liquoroso Porto, che poi – come vi spiegherò – non si fabbrica propriamente neanche a Porto.

Situazione post covid

In questo incerto post lock down con vacanze estive rigorosamente italiane, ho voluto provare un week end in un Paese europeo con situazione sanitaria attuale all’inirca come l’Italia, per capire come si sta vivendo fuori dai nostri confini. La scelta è caduta su Porto perchè non l’avevo mai visitata prima e  anche perchè meno colpita di Lisbona e dell’ Algarve. Viaggiare in questo momento richiede passione, adattabilità, pazienza, cautela, comprensione. Tutto è diverso, un po’ ovattato, un po’ surreale, ma nello stesso tempo ogni piccola cosa ha il valore immenso della conquista della ritrovata libertà.

Il volo diretto da Roma mi è parso lungo, ma è  solo colpa della mascherina obbligatoria. In aeroporto, semivuoto tanto da darti l’impressione che tu sia una particella di sodio nell’acqua Lete,  sono tutti attentissimi, misurazione febbre, dispencer di gel disinfettante ad ogni passo, distanze obbligatorie segnate sul pavimento lungo le file, biglietti passati dai passeggeri stessi sui lettori, richiesta della compagnia (Ryanair) di spedire preferibilmente in stiva il bagaglio, anche se si è acquistato il bagaglio a mano (e poi al ritorno per spedire la valigia in stiva a causa di una bottiglia di Porto, ho dovuto pagare 25 euro perchè il trasporto della valigia che avevo acquistato era in cabina). Poi sali sull’aereo e via, tutti stretti stretti come sardine, potenza del business (e questo l’ho sperimentato anche su Alitalia, che ha da poco eliminato la precauzione del posto vuoto centrale ma ha mantenuto quella di non servirti più la striminzita bustina di salatini).

A Porto la situazione è come a Roma,  una splendida temperatura da inizio estate che inviterebbe ad un pienone di turisti, ma la situazione non decolla. Le strade pedonali del centro sono poco affollate, così i bar e i negozi, e i forestieri sono davvero pochi; pensate che sui bus turistici hop-on in diverse occasioni siamo stati gli unici passeggeri. Questo non mi ha impedito di litigare con dei robusti americani che, con tutto il bus a disposizione sono venuti a sedersi proprio nei posti accanto a noi contrassegnati da divieto  di occupazione per il  distanziamento covid e si sono tolti con aria sbruffona la mascherina; odio questo sentirsi padroni del mondo superiori alle regole.

Naturalmente questa situazione ha anche i suoi vantaggi: niente file ai monumenti, coccole maggiori da parte dei ristoranti e degli alberghi, e la sensazione che le bellezze della città stiano proprio aspettando te.

Salite e discese

Porto, distesa sulle colline intorno al fiume Douro in prossimità della sua foce sull’oceano, è tutta discese e salite e questo inizialmente la fa sembrare più grande di quanto non sia, almeno per il suo centro storico. Dopo un po’ si capisce come arrivare attraverso giri con pendenze più dolci in alto alla cattedrale  o in basso al quartiere Ribeira sulle rive del fiume e tutto riacquista dimensione più contenuta.

Porto centro storico

Dedicatevi a questa scoperta del centro  il primo giorno, perchè il secondo vi suggerisco di prendere il bus turistico di cui sopra e di fare sia il giro che porta al di là del fiume, dove si trova la città di Villa Nova de Gaia, e poi quello al di qua del fiume che giunge fino al comune di Matosinhos e alle grandi spiagge oceaniche. Ci vogliono due ore a fare tutto il percorso e ci si rende conto di come Porto sia cresciuta tantissimo, e abbia ormai di fatto inglobato o comunque faccia unico complesso con le altre città vicine, alcune moderne e lontane da quell’immagine gloriosa e un po’ decadente di Porto centro.

Il fiume Douro e il quartiere Ribeira

Per familiarizzare con Porto, soprattutto se si sta avvicinando la sera,  vi consiglio di recarvi subito al quartiere Ribeira, che appunto come suggerisce il nome si trova sulla riva del fiume Douro, una delle zone più vivaci e caratteristiche della città, dove tutto il giorno sono aperti animati bar con i loro tavolini all’aperto sul molo o su terrazzine rialzate, dove scorrono fiumi di sangria, e ristoranti dove viene servito sua maestà il baccalà ed altri tipicissimi cibi, mentre si ammira lo spettacolo del fiume e delle luci di Villa Nova de Gaia sull’altra sponda, si ascoltano diversi artisti che cantano musiche internazionali o sulle struggenti dolci note del fado. Sul fiume intanto si alternano i battelli che fanno il giro turistico.

Portogallo Oporto

La cosa che mi ha colpito di più  passeggiando lungo il fiume sul Cais de Ribeira è la “familiarità” della città col suo Douro, che evidentemente è poco inquinato, perchè ho visto gente pescare dal ponte, bimbi farsi il bagno e gruppi di ragazzi sfidarsi a tuffarsi giù da una buona altezza, anche se senza i virtuosismi acapulchiani.

 Ribeira non è solo movida e gastronomia, questo è il quartiere medievale di Porto, patrimonio UNESCO dal 1996, caratteristico con i suoi vicoli in parte acciottolati che dal fiume portano su fino alla Cattedrale; qui si trovano diversi monumenti importanti come la Chiesa di San Francesco, il palazzo della Borsa, la casa natale dell’Infante (il grande Enrico il Navigatore), e Praca da Ribeira con i suoi palazzi nobiliari tutto intorno.l

Il Ponte Dom Luis I e la crociera dei sei ponti

La passeggiata lungo le rive del Douro arriva sino al ponte Dom Luis I, che è diventato uno dei simboli di Porto. E’ un ponte di ferro a due piani, estremamente scenografico,  costruito  nel 1881-86 dall’ingegnere belga Theophile Seyrig, allievo di Eiffel. Seyring aveva vinto un vero e proprio concorso internazionale per la costruzione di questo ardito ponte che battè il record di lunghezza dell’altro ponte sul Douro, il ponte Maria Pia che era stato pochi anni prima costruito dal suo maestro Gustave Eiffel.

Portogallo Oporto Douro

Prima sul luogo del ponte Dom Luis c’era un ponte di barche, che fu anche teatro di una tragedia, nel 1809, quando si rovesciò per il sovraffollamento durante uno sfollamento della popolazione nella guerra contro Napoleone. Morirono  1000 persone, e una lapide sul Cais de Ribeira,  a cui ancora sono accesi lumini,  ricorda l’evento.

Sul ponte inferiore scorre il traffico di macchine e passeggiano i pedoni sui marciapiedi, su quello superiore passano la metropolitana e i pedoni ai due lati, e da qui si gode della migliore vista  su tutta la città di Porto e su Villa Nova de Gaia. Per arrivare sul ponte superiore conviene prendere la funicolare che porta alla parte alta del centro storico di Porto, fino all’unico tratto delle mura cittadine ancora esistenti.

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Il ponte Dom Luis ha altri 5 fratelli ponti che attraversano il Douro a Porto, di cui alcuni veramente degni di nota. Per ammirarli al meglio occorre effettuare la “crociera dei sei ponti”, offerta sulle rive del fiume da molte diverse compagnie. Si sale a bordo di traghetti moderni ma anche di caratteristici battelli, i barcos rebelos, che un tempo erano deputati al trasporto delle botti di porto sui loro larghi pontili.

La chiesa di San Francesco

Visto che siamo in zona e che manca ancora un po’ di tempo per la cena visito la chiesa di San Francesco con l’idea, falsata dall’esterno severo, sobrio e un po’ massiccio, che sia una delle “solite” chiese, e rimango stupefatta. La chiesa ora è un museo e per entrare si paga un biglietto comprensivo anche del museo ecclesiastico e delle catacombe sottostanti dove sono sepolti un grandissimo numero di benefattori dell’ordine francescano.

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Appena entrati in chiesa non si può fare a meno di lanciare un sospiro di stupore: l’interno è un tripudio del barocco lusitano, forse una delle più belle chiese del Portogallo; è interamente (e dico interamente) ricoperta di stucchi e intagli di legno  dorati, secondo la tecnica della tahla dourada, tipica delle chiese barocche portoghesi; la massima espressione di questa opera di intricate decorazioni dorate è la complessa enorme scultura dell’ albero di Jesse, che ricostruisce da Abramo sdraiato l’albero genealogico con i rami della sua discendenza, dove si riconoscono Salomone, Davide e altri personaggi biblici  fino a Maria e Gesù.

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Il palazzo della Borsa

vicino alla chiesa di san Francesco si erge il Palazzo della Borsa, tuttora utilizzato come camera di commercio, neoclassico all’esterno, ma che vale una visita guidata per i suoi interni, in particolare per la sua Sala Araba, riccamente decorata in stile moresco, anche se molto più recente, stile che le ha meritato il soprannome di Alhambra di Porto.

Portogallo Oporto

Nella sala del Tribunale vengono concessi i privilegi della denominazione Vintage ai vini Porto, mentre in un’altra stanza si conserva lo studio dell’architetto Eiffel.

Bella la Sala delle Nazioni, (che sono le nazioni con cui il Portogallo aveva alleanze politiche o scambi commerciali, riconoscibili dagli stemmi)  500 metri quadrati di ampiezza riccamente decorati, con numerose porte e finestre, sormontata da una cupola di ferro da cui penetra la luce.

Davanti al palazzo della Borsa si trova un’ampia piazza a verde, su un cui lato è l’architettura rossa di ferro di un vecchio mercato, oggi usato per spettacoli e bar.

Non solo baccalà

E’ l’ora della cena, in un tipico, piccolo ristorante vicino al fiume. La prima cosa che viene in mente di associare alla gastronomia di Porto è il baccalà, e non si sbaglia. Non esiste menu che non riporti questa specialità, cucinata in diversi stili ed accompagnata da ingredienti molto diversi, ma sempre con la caratteristica comune di risultare delicato e senza le odiose onnipresenti spine di quando lo cuciniamo noi comuni mortali.

Accanto al baccalà tipiche di Porto sono le sardine, di cui si trovano nei negozi e mercati innumerevoli varietà di scatolette, ma che a dire il vero non ho trovato proposte una sola volta nei menu dei ristoranti; probabilmente sono considerate un cibo “povero” da tenere in dispensa ma non adatto a ricette prelibate nei ristoranti.

Invece possiamo trovare una gran varietà di piatti di mare: frutti di mare, crostacei, fino alle grandi aragoste atlantiche,  polpi, merluzzo ed altri pesci.

Portogallo Oporto

Quello che non mi aspettavo in una città atlantica è la grande tradizione di cucina di terra e di carne. Tipica  è la trippa alla maniera di Porto,  che è una sorta di squisita zuppa di fagioli cannellini e cotiche, dove al posto delle cotiche stanno pezzi di morbidissima trippa. Con mia sorpresa scopro anche come tipica una specie di coda alla vaccinara.

Tipico piatto ipercalorico è anche la Francesinha,  derivata dai croque monsieur francesi; è un sandwich ripieno di diversi tipi di carne (manzo, prosciutto, wurstel, salsiccia), formaggio fuso, uovo fritto, salsa alla birra, patatine fritte. Un vero salvafegato.

i dolci poi sono molto buoni, Particolarmente mi sono piaciuti  i pastel de nata , gemelli dei pasteis de Belem di Lisbona, delle piccole pastine di pasta sfoglia contenenti crema pasticcera  solida e calda. Da non buttare via nemmeno gli Eclair, bignè allungati pieni di crema e ricoperti di cioccolato.

Ai dolci non si può non accompagnare il Porto, vino liquoroso dolce che incongruamente a me pare squisito anche come vino da tavola, facendo inorridire ogni esperto.

Oporto Portogallo

Abbandonatevi alle delizie culinarie di Porto: i ristoranti sono davvero economici, un pasto completo nella zona più turistica ha oscillato tra i 20 e i 27 euro.

Sulla torre dos Clerigos.

Siccome la colazione non è da meno di cotanta cena, urge smaltire un po’ di calorie, e la conformazione del territorio di Porto un po’ aiuta, ma niente è meglio che dare la scalata al punto più panoramico della città, la Torre dos Clerigos, che è il campanile dell’omonima chiesa, una tappa obbligata per guardare la città dall’alto dei suoi 76 metri e 225 scalini.  La chiesa settecentesca invece non ha niente di particolare. Torre e Chiesa sono state progettate dall’architetto italiano Niccolò Nasoni, che vi è anche sepolto.

torre de los clerigos

La magia di Harry Potter alla libreria Lello e Irmao

Nelle immediate vicinanze della torre dos Clerigos si trova un’attrazione molto particolare, l’unica a Porto in cui ho trovato una lunghissima fila che si svolgeva lungo la strada ancor prima della sua apertura: la libreria Lello e Irmao, affascinante libreria antica dall’aspetto magico e misterioso, tutta di legno i cui interni e soprattutto la sorprendente scalinata sono stati presi a modello per un’ambientazione di Harry Potter.

Oporto Libreria Lello

Per entrare si paga il biglietto, 5 euro che si possono poi scalare dal prezzo di un libro a scelta, e mi pare anche giusto perchè credo che quasi  tutti accedano alla libreria  per ammirarla, e solo occasionalmente si comprano libri , che peraltro sono tutte edizioni bellissime e decorate.

Dietro all’esterno stile liberty si nasconde un interno di due piani dalle pareti interamente ricoperte di libri accuratamente selezionati non solo in portoghese ma anche in spagnolo, francese ed inglese. Al centro troneggia la maestosa scala di legno con i gradini rossi, sovrastata da una grande vetrata policroma del lucernaio, una struttura sinuosa che si divide in due rami e porta al piano superiore ad un ponticello di collegamento che appare ricurvo  al centro come un ponte tibetano. Beh insomma è difficile da descrivere: guardate che capolavoro!

Oporto Libreria Lello interno

Dalla sua nascita ai primi del 1900 la libreria fu punto di incontro di scrittori e intellettuali portoghesi, ma la sua fama è dovuta al fatto che fu fonte di ispirazione per la Rowling, che visse qui a Porto lavorando come insegnante di inglese. La descrizione in Harry Potter della scala di Hogwarts  e anche un po’ della libreria in Diagon Alley hanno preso parecchio dalla libreria Lello. Così anche nei film di Harry Potter la libreria è stata utilizzata più volte come set cinematografico.

libreria Lello scala

Gli  azulejos di Porto

La caratterisctica architettonica più particolare di Porto sono secondo me gli azulejos  dipinti che ricoprono le facciate e gli interni di molte case e di edifici monumentali, comprese molte chiese. L’arte degli azulejos, le maioliche dipinte come elemento decorativo di grandi superfici, è transitata in Spagna e Portogallo dal mondo arabo, dove la religione vieta la raffigurazione di figure antromorfiche e pertanto i disegni geometrici  ed astratti hanno raggiunto vette artistiche insuperabili.

azulejos stazione san bento

Ma in Portogallo, senza la restrizione del soggetto, le maioliche dipinte non sono rimaste (quantomeno non solo) limitate a soggetti geometrici, ma sono diventate la tavolozza per dipingere su sfondo bianco lucido con il tipico tratto blu scene figurative di ogni tipo, alcune davvero splendide. I sovrani portoghesi introdussero quest’arte nella città di Porto già dal XV secolo,ma le principali opere pittoriche su azulejos sono solo a partire del XVIII secolo.

vappalla de las almas azulejos

Ecco alcune chiese che secondo me sono le più belle ed esemplificative in Porto dell’arte degli azulejos.

Prima fra tutte è la Capela das Almas (foto sopra) , che è una chiesa del 1600 ma ricoperta interamente di azulejos  sulle facciate solo nel 1929. Queste maioliche rappresentano le vite di San Francesco d’Assisi e di Santa Caterina da Siena.

La facciata della Chiesa di Sant’Ildefonso (foto sotto) è dipinta su azulejos da Jorge Colaço con varie allegorie e con scene eucaristiche.

Gli azulejos si adattano ad ogni stile architettonico, dal rococò della Chiesa do Carmo al barocco della Chiesa di Santa Clara.

Santo ildefonso azulejos

Ma secondo me i più spettacolari azulejos di Porto non si trovano in una chiesa ma in un edificio civile, la stazione ferroviaria  di San Bento, forse una delle più belle stazioni d’Europa, il cui salone è ricoperto di raffigurazioni di episodi della storia del Portogallo, delle tradizioni della vita cittadina e rurale, insieme con la storia dei trasporti terrestri.

oporto stazione san bento

La Cattedrale

Anche nella Cattedrale trovano spazio gli azulejos, precisamente nel lato sud del bellissimo chiostro, opera di Antonio Vital Rifarto; la cosa curiosa è che questi azulejos non raccontano solo la vita di Maria, ma anche il tema profano delle Metamorfosi di Ovidio.

cattedrale di Porto

La cattedrale si nota da tutta la città, perchè si trova proprio nel punto più alto, nel quartiere di Bathala vicino alle mura all’arrivo della funicolare. E stata dichiarata monumento nazionale. La sua costruzione fu iniziata nel XII secolo ma, come spesso accade, fu rimaneggiata più volte e attualmente si presenta come un ibrido di vari stili:l’interno barocco ma su impianto romanico, romanica la facciata, gotico il chiostro e la cappella di San Giovanni.

catteddrale di Oporto facciata

All’interno sembra quasi spoglia, e le linee verticali delle colonne che ne risultano esaltate ne aumentano il senso di altezza.

E’anche bella e molto ampia la piazza dove sorge la facciata principale della cattedrale, con il palazzo vescovile da un lato e  nel centro una colonna in stile manuelino nel luogo dove un tempo si trovava una gogna e venivano impiccati i criminali.

Porto colonna piazza catterale

Dalla cattedrale si gode di una bella vista su tutta la città, ma negli immediati dintorni si possono vedere diversi vecchi edifici, molto rovinati, pericolanti o abbandonati, che ho notato anche  in molte parti delle pendici collinari che danno sul Douro, come se la città avesse vissuto momenti di maggiore espansione demografica nella sua zona centrale.

Le vie più belle del passeggio e dello shopping

Dalla cattedrale, se non si vuole riscendere con la funicolare, si può avviarsi verso il centro dalla parte opposta per percorsi meno ripidi, fino ad arrivare alla stazione e da lì imboccare in discesa la Via Flores, una bella strada pedonale lungo la quale si affacciano diversi palazzi degni di nota e negozi di souvenir.via flores oporto

Che cosa si può acquistare di tipico a Porto? Naturalmente il vino porto e le scatole di sardine, e poi azulejos e ceramiche, i tipici galletti portoghesi tutti colorati, lavori in sughero come borse o persino scarpe e cappelli,  tovagliette dipinte con motivi vivaci.

Per fare acquisti alimentari, ma anche di altri oggetti tipici, vi suggerisco di non mancare una visita al Mercato do Bolhao, dove si respira un’aria molto autentica. L’edificio del mercato, ormai decrepito, è attualmente oggetto di ristrutturazione e il mercato è stato trasferito temporaneamente in un edificio commerciale vicino, ma ha mantenuto il suo fascino perchè sono i venditori ed i loro colorati banchi a creare l’atmosfera.

via santa catarina Porto

La principale via dello shopping è la via Santa Catarina, strada pedonale molto trafficata ed elegante, dove ci sono i più bei negozi di Porto. Imperdibile una sosta al Cafè Majestic, il più bel caffè del Portogallo, con il suo affascinante  interno di legno anni ’20 ed il sevizio impeccabile degli eleganti camerieri che ora ti portano sul vassoio insieme al conto anche il gel per disinfettarti.

caffè Majestic Oporto

La via più bella per il passeggio è l‘Avenida dos Aliados,  largo viale costruito sul modello dei buolevard francesi, dove si può passeggiare sui due ampi marciapiedi laterali o in un passeggio centrale contornato da alberi, mentre si ammirano gli splendidi ed elaborati edifici decò che caratterizzano l’architettura di questo viale. Chiude l’Avenida l’edificio del Palazzo Municipale. Negli ampi spazi dell’Avenida dos Aliados si svolgono le principali manifestazioni cittadine e anche gli eventi e le feste, come le celebrazioni di San Giovanni il 24 luglio.

Avenida do Aliados

Villa Nova de Gaia e le cantine di porto

Il vino Porto ha preso il nome della città dalla quale è partita la sua esportazione in tutto il mondo e quindi dal luogo che l’ha reso famoso, ma in realtà le sue cantine di produzione si trovano dall’altro lato del fiume Douro, nella città di Villa Nova de Gaia.

Villa Nova de Gaia Portogallo

Vi consiglio di attraversare il ponte Dom Luis  a piedi sul percorso superiore e di arrivare a Villa nova de Gaia, all’altezza dell’edificio circolare del monastero da Serra do Pilar; visto dall’altra sponda del fiume sembra un monumento speciale, tutto illuminato nella notte, ma in realtà non è particolarmente interessante all’interno.

Da qui possiamo prendere una cabinovia che porta lungo le rive del Douro e da lì possiamo iniziare il tour delle cantine di porto.

Villa Nova de Gaia

Ce ne sono tantissime e tute offrono la visita guidata, la degustazione con  relativi assaggi di cibo, e i prezzi vanno dai 6 euro in su, a seconda della qualità e quantità degli assaggi. Molti negozi offrono anche la degustazione gratuita, invitando insistentemente ad entrare, ma certo poi è difficile dire di no all’acquisto.

Le cantine principali sono Sandeman, Calem, Porto Cruz, Taylor’s, Graham’s, Ferreira.

Le spiagge dell’Oceano Atlantico

Per concludere la visita di Porto, e per smaltire le degustazioni, niente di meglio che un po’ di relax sulle ampie spiagge dell’Oceano Atlantico. Non sono vicinissime alla città antica, ma si estendono dalla foce del Douro fino alla città di Matosinho che ormai costituisce un continuum con Porto; ci si arriva bene con il bus hop on che fa tappa in alcuni dei migliori punti. Il percorso è anche l’occasione per passare attraverso le parti più moderne di espansione della città verso il mare.

Le spiagge più larghe e frequentate sono all’altezza del c.d. Forte del Formaggio, mentre spiagge più raccolte in diverse calette sono più vicine alla città, all’altezza del Forte Sao Joao.

Volendo andare oltre si arriva ad alcune località balneari vere e proprie, alcune delle quali molto graziose come Espinhos e Costa Nova, molto caratteristica con le sue case a strisce sull’oceano.

spiaggia Oporto Matusinho

Porto non è famosa come località balneare, ma le sue spiagge si trovano comunque lungo la bella Costa Verde, e sono ampie e pulite. Si mantiene bene il distanziamento fisico anche grazie ad un ingegnoso sistema di recinti di stoffa sistemati intorno agli ombrelloni con dei picchetti, ma comunque l’affollamento non è tanto.

La sabbia è grossa e dorata, fatta di frammenti di roccia e conchiglie sgretolate. Il mare, nonostante i locali vi facciano il bagno senza particolari problemi, è gelato per i non abituati all’Oceano.

E allora non resta che sdraiarsi sulla sabbia a rilassarsi guardando l’Oceano grande,  sentirsi piccoli piccoli pensando alle parole della “bambina Portoghese” di Guccini o  fantasticare sulle navi che solcarono nei secoli d’oro queste acque alla scoperta di nuove terre tanto al di là dell’orizzonte, che fecero grande il Portogallo e ne modellarono la cultura.

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