Rodi, un azzurro tuffo nella storia del Mediterraneo

Un breve soggiorno nella  splendida, cosmopolita e vivace isola baciata dal dio Helios, che è una sintesi di tutta la cultura che è passata nel Mare Nostrum nei millenni e che non cessa di essere una meraviglia anche senza il suo Colosso. Spiagge, villaggi, monasteri, castelli e grande arte greca, per tutti i gusti. Le tappe del viaggio: Rodi, Valle delle Farfalle, Kalithea, Faliraki, Tsambika, Lindos.

 

Prendete un sole splendente e reso dolce dalla brezza dell’Egeo , un mare azzurro che di più non si può, fondali pieni di colorata vita, calette di sabbia o scogli per tutti i gusti, casette bianche e viuzze di negozietti colorati, una superba acropoli che domina il mare raggiungibile a dorso d’asinello, i templi e i marmi antichi,  il mito del Colosso perduto, i reperti minoici, dorici, romani, una città inespugnabile con un Castello perfettamente conservato, una moschea dall’alto minareto, le piccole chiese bizantine, i villaggi arroccati sulle montagne ove ancora si porta il costume tradizionale, i monasteri abbandonati, le vie ricoperte dall’acciottolato veneziano su cui si affacciano i palazzi dei ricchi mercanti, ottimo e genuino cibo servito da gente semplice e cordiale, una valle con milioni di farfalle, delle sorgenti termali caldissime direttamente sulla riva del mare, la vita notturna e il divertimento. Mettete tutto in un frullatore…ecco a voi Rodi, una meraviglia da godere con tutti i sensi. Non per niente nella mitologia greca Rodos era una ninfa figlia del re del mare Poseidone e della dea della bellezza Afrodite, ed era amata dal dio sole, Helios, protettore dell’ isola.
Rodi è un’isola piccola ma non troppo, 1400 km quadrati circa di superficie, dà l’impressione che per quanto sia lungo il soggiorno possa offrire sempre qualcosa di nuovo e non dare mai spazio alla noia. Il mio troppo breve viaggetto è partito dalla  CITTA’ DI RODI, presa come base per tante escursioni che possono bene essere fatte in giornata con un’auto a noleggio senza lo stress del continuo cambio di sistemazione.  Quasi tutto ciò che c’è da vedere nella città di Rodi è concentrato nella città vecchia custodita dalle mura, completamente pedonale e facilmente percorribile senza stancarsi troppo, e nell’adiacente quartiere di Mandraki.
Rodi IMG_20160722_100500Tutto un lato della cinta muraria costeggia il porto, che è la prima vera sorpresa di Rodi: nonostante vi attracchino numerose navi e yacht, e persiono grandi navi da crociera che scaricano orride masse di persone numericamente superiori agli abitanti dell’intera isola, le acque del porto sono cristalline, di un magnifico azzurro, si vedono guizzare pesci di vario tipo, sugli scogli sotto il pelo dell’acqua trovano ospitalità granchi e aragoste, e numerosi locali vi fanno giustamente il bagno; qualcosa di simile in Italia l’ho visto solo a Otranto, dove il porto è addirittura bandiera blu!
La seconda sorpresa sono proprio le mura. Non ho mai visto una città fortificata così ben conservata, con tre alte cinte di mura, bastioni e porte tutte perfettamente intatte. La cosa mi ha meravigliato soprattutto perchè Rodi è in una posizione così strategica, a poche decina di miglia dalle coste turche, crocevia nella storia di tutte le culture, che pare quasi un miracolo che i conflitti non vi abbiano portato distruzione.
La terza sorpresa, arrivando di notte ed addentrandomi nella città nella speranza di addentare un tramezzino, è  stata trovare invece un luogo brulicante di vita, con luci e musiche, ristoranti, locali e negozi aperti, e strade piene di giovani tutta la notte. Sorpresa meno gradevoleRodi IMG_20160722_100854 è scoprire subito che Rodi non è affatto economica, anzi a dire il vero è piuttosto cara. Parlando poi con alcuni abitanti, si conferma la mia impressione: esistono due Grecie, una continentale in piena crisi economica, una insulare legata al turismo internazionale che, almeno d’estate, non risente minimamente del crollo dell’economia.
Entrando dal lato del mare all’interno delle mura mi imbatto subito in un monumento molto suggestivo, le rovine della chiesa bizantina di Santa Maria del Borgo, dal cui lato si dipartono tante stradine lastricate oppure di acciottolato veneziano,  quello fatto di ciotoli tondi e bianchi conficcati con fitto ordine nella terra battuta (che sembra scomodo per camminarci ma in realtà è comodissimo persino con i tacchi), su cui si aprono tantissimi edifici a uno o due piani con negozi e ristoranti, non sembrano esserci quasi abitazioni, tanto che mi chiedo dove mai vivranno le persone! Non si può non venire attratti da tutte le merci colorate esposte sulla strada; in particolare segnalo i gioielli e la bigiotteria, spesso riproduzione di motivi dell’antica Grecia, e Rodi IMG_20160722_104149stranamente a prezzi molto accessibili, i vestiti leggeri di cotone bianco di inconfondibile foggia classica, i prodotti cosmetici a base di olio di oliva, le spugne naturali portate alla luce da abilissimi pescatori nel mare Egeo, le t-shirt che riproducono dei, filosofi, eroi dei miti e della storia greca; per la cronaca annoto anche un’intera via dedicata a pellicce  che, al di là dei motivi etici per cui non compro comunque pellicce e pellami, non mi verrebbe comunque mai in mente di desiderare con questo caldo. Ecco la foto della mia Giulietta con un cerchietto di foglie di alloro…beh sì è un po’ kitch, ma anche Schliemann non aveva resistito ad addobbare la moglie con i gioielli di Elena. Poi c’è il cibo, ottimo cibo tradizionale greco anche se all’agnello continentale si sostituisce dello squisito pesce; per gli spuntini è imperdibile lo yogurt greco, anche se non è facilissimo da trovare, visto che sono molte le vendite di soft yogurt all’americana. Per bere vi suggerisco di provare la Rezina, un vino bianco fresco e leggero, aromatizzato con la resina, come doveva essere quello degli antichi, e poi un fuori pasto che mi ha acoompagnata per tutto il viaggio: per 2,5 euro si possono acquistare bottiglie da asporto  di succo di arancia spremuto sul momento o di ancora più squisito succo di melograno e arancia.  lungo la Sokratous, la via principale, si trovano tante belle case di pietra che dovevano essere dei ricchi mercanti, e due deliziose piazze con ristoranti a terrazze. la prima è la piazza dei martiri Ebrei, con al centro una fontana con i cavallucci marini,  e il palazzo dell’ammiragliato, già residenza del metropolita ortodosso, la seconda è la animatissima piazza Rodi IMG_20160722_113715Ippokratous, che è una splendida sintesi di tutte le culture che si sono succedute sull’isola e che di notte è terribilmente suggestiva per via dei monumenti illuminati che le fanno da sfondo da tutti i lati. Deviando a sinistra a metà della via Sokratous ci si ritrova nella parte turca della città, con belle e linde stradine strette sormontate da arcate di sapore mediorientale, mentre andando dritti sino in fondo si trova la moschea di Solimano, e a fianco la Torre Rodi IMG_20160722_123057dell’Orologio (oggi un bar a cui si accede a pagamento), che rivaleggia in altezza con il minareto; di fronte è una  biblioteca araba di fine 1700 che è un angolo di pace in cui si conservano rari manoscritti. Poco più in là sono i resti di due chiese bizantine. In questa piazza viene da pensare, in questi giorni terribili stretti tra l’attentato di Nizza e il golpe turco. a come sarebbe bello se si potesse convivere in pace come avviene qui da secoli. Più prosaicamente, in questa piazza si gusta anche la migliore “pita gyros” di Rodi, per pochi euro una gustosa  tradizionale specie di piadina ripiena di kebab e patatine. Camminando, sono arrivata senza accorgermente ai piedi del castello dei cavalieri, “il palazzo dei Grandi Maestri d’Aubusson”. E’ così grande che non si riesce a cogliere subito in tutta la sua magnificienza perchè ogni angolo dà uno scorcio diverso. Vi consiglio di farvi un giro tutto intorno, vale assolutamente la pena. Quindi a questo punto vi devo scaricare un po’ di foto per rendere l’idea. Si Rodi IMG_20160722_141831capisce che è una struttura architettonica fatta per rimanere nel tempo, è molto diverso dai Qasr crociati che si trovano in Libano, Giordania o Siria, con una struttura che privilegia l’aspetto difensivo, mentre qui di ricerca la massiccia possenza  delle forme e l’eleganza degli ambienti. Del resto alla difesa ci pensavano i 4 km di triple mura circondate dal fossato doppio.  Il palazzo dei grandi maestri originario saltò in aria  nel corso del 1800 nell’esplosione della polveriera di S.Giovanni. E qui devo dire che gli italiani che occuparono Rodi IMG_20160722_145302Rodi dal 1912 al 1943 fecero un gran bel lavoro, restaurando magnificamente il maniero e abbellendolo con i mosaici ellenistici e romani portati dalle isole vicine. Tutto è imponente qui, dall’entrata circondata da due alte torri, al cortile porticato tutto adorno di statue romane, all’altezza dei soffitti e all’estensione dei saloni, al maestoso (e interminabile) scalone di marmo che porta al primo piano. Nelle sale del palazzo spiccano alcune bellissime opere, quali il trofeo della vittoria su Rodi IMG_20160722_150358Mitridate, o la statua di Laoconte con i figli, colto nella drammatica lotta con il serpernte marino che li avviluppa nelle sue spire (anche se è solo una copia dell’originale che abbiamo nei nostri musei vaticani),   il mosaico della Medusa e quello della tigre.
Usciti dal palazzo dei grandi maestri d’Aubusson, rimango immersa nella magica atmosfera del tempo percorrendo la splendida Via dei Cavalieri (Ippoton),
che era la via principale della Rodi medievale e che è tutta fiancheggiata dagli “alberghi” dei cavalieri, gli edifici che servivano ad ospitare appunto i cavalieri delle varie lingue dell’ordine. Rodi IMG_20160724_112822L’Ospedale Nuovo dei cavalieri occupa il Museo Archeologico, assolutamente imperdibile, che contiene alcune statue famose, come la piccola Afrodite di Rodi , ritratta nel gesto di bagnarsi. Non è grandissimo, un paio d’ore possono bastare alla visita ed è aperto tutti i giorni con un lungo orario, ed è molto piacevole perchè parte della collezione si trova in un giardino alberato. Uscendo dalle mura  cittadine dal lato del castello ci si trova nella città nuova, nel quartiere di Mandraki, che è molto grazioso e si armonizza con la città vecchia. Il mercato nuovo si estende lungo il porto ed è iRodi IMG_20160722_171505nteressante da visitare per vedere i cibi tipici, ma l’ho trovato abbastanza turistico. A fianco c’è un parco dove tutte le sere viene fatto uno spettacolo di suoni e luci, ed alcuni monumenti interessanti. Ma l’aspetto più bello di Mandraki è il porto, animatissimo e della acque limpide, dove sono ancorati yacht, pescherecci, barche che offrono escursioni piuttosto care  nelle isole vicine e lungo le coste turche, e i divertenti sottomarini che fanno  fare in un’oretta il giro del porto in parte all’aria aperta, in parte nella camera sotto il pelo dell’acqua dalle cui vetrate si vede un’esuberante fauna marina, con l’aiuto di un subacqueo che sparge mangime che attira vasti banchi di pesci. Lungo uno dei moli  del porto sono allineati tre mulini a vento, superstiti dei 13 che vi erano in epoca medievali, e poi all’estremo margine, una a destra e una a sinstra dell’entrata del porto, due colonne sormontate da un cervo e una cerbiatta, che sono un po’ il simbolo della città di Rodi, e che la tradizione vuole collocati dove un tempo si trovavano le gambe deRodi IMG_20160724_130326l mitico colosso.   Dedicato al diDio Helios, alto 32 metri, con una corona di raggi sulla testa e una fiaccola in mano che fungeva da faro, me lo immagino come una specie di statua della libertà e doveva essere strabiliante, se in soli  56 anni di vita (fino al 227 a.C.) si conquistò la fama di essere una delle sette meraviglie del mondo, tanto per capirci insieme a robetta come le piramidi. Del resto continuò ad essere un’attrazione per oltre 800 anni anche dopo essere crollato a causa di un violento terremoto, finchè poi nel settimo secolo gli arabi che occupavano Rodi ne vendettero i pezzi di bronzo ad un mercante ebreo, che si portò via la leggenda su 900 cammelli, e del colosso non rimase più nulla. Accipicchia, resterei tantissimi giorni in questo posto bellissimo, ma il  tempo è poco, e così mi metto in marcia per scoprire altre chicche di quest’isola.

rodi valle-delle-farfalleNon posso mancare una visita alla VALLE DELLE FARFALLE, in realtà più che altro per la poesia del nome.  Vi sono richiamate, soprattutto in luglio e agosto, centinaia di migliaia di farfalle, attratte da una sorta di uva selvatica resinosa prodotta da certi alberi che si trovano nella valle. In realtà avevo avuto ben due avvertimenti di non aspettarmi gran che, l’ultimo a Rodi da un signore trentino che commentava che giustamente una zona semimontana con un po’ di verde e ruscelletti in un’isola è un’attrazione, ma per chi viene dalle dolomiti non c’è storia. Devo dire che la valle è verde, piena di rivi d’acqua e piacevole per le passeggiate, ma confermo il giudizio di cui sopra; per di più le moltissime farfalle sono quasi impercettibili, perchè passano la giornata in gran parte attacate al tronco degli alberi con cui mimentizzano la parte esterna delle ali, così certamente sono una curiosità ma non una sorta di caleidoscopio fatato. Decido poi di percorrere la costa orientale verso sud, da Rodi a Lindos, famosa per le sue tante  belle spiaggie.

rodi terme di KalitheaLa prima tappa è la spiaggia e le TERME di KALITHEA, a soli 9 kim dalla città di Rodi. E’ un posto molto particolare, perchè è una caletta rocciosa in cui si gettano numerose sorgenti di acqua calda termale, note sin dall’antichità. Per questo gli italiani durante la loro occupazione dell’Isola costruirono uno stabilimento termale che oggi sa un po’ di nostalgico retrò ma che è affollatissimo e molto piacevole. I pavimenti sono copoerti di ciottoli veneziani bianchi rodi kalithea termecon disegni neri, vi è una fontana monumentale rappresentante le  stagioni, un viale con un porticato, stradine che portano a terrazze naturali, un edificio tondo monumentale la “grande Rotonda”, e i lettini sparsi tra le rocce che circondano l’azzurro specchio d’acqua in cui si gettano le calde sorgenti terapeutiche,  mentre più in là un bianco elegante caffè con i tavoli all’aperto e ristorante è aperto tutto il giorno e molto suggestivo soprattutto con le luci della sera. Il fascino malinconico di inizio 900 ha fatto sì che questo luogo sia stato scelto come teatro di molti film, tra cui “i cannoni di Navarrone”.

Proseguendo lungo la costa orientale arriviamo in  un luogo di sapore completamente opposto, il paese di FALIRAKI, una specie di Rimini americanizzata, per rendere l’idea: Rodi Falirakialti e grandi alberghi, animatori in spiaggia, discoteche e locali, luci al neon, acquapark, fast food in stile texano. Spiaggia ampia e bella ma non basta, è lo stile inautentico che non mi attrae per niente.

Scelgo di fermarmi nella deliziosa spiaggia di TSAMBIKA, a circa 26 km da Rodi; è un litorale molto ampio,Rodi IMG_20160723_133009 con sabbia soffice e dorata, incastonato tra due promontori, tra le rocce di uno dei quali è anche un noto monastero; è l’ideale per la mia famiglia con bimba piccola perchè non ci sono sassi in acqua e la sabbia degrada molto dolcemente nel mare, che è limpidissimo e color turchese. Ci sono alcuni stabilimenti, nemmeno molto affollati, che per 8 euro offrono per tutto il giorno ombrellone e lettini e anche due grandi granite con un secchiello di ghiaccio per tenerle al fresco.

Procedo alla scoperta della seconda città dell’Isola, LINDOS. Il colpo d’occhio all’arrivo è notevole: tutto intorno Rodi IMG_20160723_161452un mare azzurro e una ampia e  attrezzata  spiaggia, e a mezza costa di un alto promontorio,  è abbarbicato un paese dalle inconfondibili casette basse e bianche, poi c’ è un ripido stacco di nuda roccia, e sulla sommità l’antica acropoli. Mi ricorda un po’, sia come impressione visiva sia come atmosfera delle sue strade, la nostra città bianca, Ostuni, in Puglia. A Lindos non si può entrare motorizzati e trovare parcheggio subito fuori non è proprio facilissimo. Appena entrati in paese si è avviluppati da un dedalo di strRodi IMG_20160723_180604adine che serpeggiano tra le casette bianche, tutte piene di negozietti che espongono all’esterno la loro merce, bed and breakfast e ristoranti. Tra il bianco delle case spiccano i colori di bouganville in piena fioritura. Molte case sono antiche, lo rivelano i portoni con gli architravi di pietra intagliata, i pavimenti di acciottolato veneziano con disegni più belli di quelli di Rodi, in alcuni casi ancora i mobili originari di alcuni secoli fa’, con i particolarissimi letti bassi ma sormontati da monumentali baldacchini intessuti a mano e appesi al soffitto. Anche qui a Lindos il ristoro è assicurato dalle bottiglie di succo di arancia fresco, veramente ottimo. All’Acropoli si arriva a piedi, o a dorso di mansueti asinelli, che non si sa come possano affrontare Rodi IMG_20160723_182839la ripida salita sulla via un po’ sconnessa, ma arrivano tranquillamente in cima, ed è proprio una simpatica esperienza anche se non si è bambini. L’Acropoli è ricca di resti di edifici sacri greci e romani, e dalla sommità si gode di un panorama mozzafiato a 360 gradi. Scendendo con la sera ormai calata nelle stradine di Lindos, ci si immerge in un brulichio di luci dei negozi tutti aperti e attratti qua e là dai profumi dei cibi; consiglio una cenetta in uno dei distoranti con terrazza, dove gustare prodotti greci e pesce fresco  cullati da una leggera brezza notturna che dopo tanto caldo non guasta. Socchiudo gli occhi,  questo bianco tra cielo e mare è l’immagine finale che voglio conservare della splendida isola di Rodi. E’ certamente un arrivederci, e a presto.

 

2 thoughts on “Rodi, un azzurro tuffo nella storia del Mediterraneo

  1. Quando penso a Rodi, non posso che ricordare un romanzo di Agatha Christie ambientato proprio lì. Lei descrive le rovine quasi come se fossero vive. Che meraviglia!

  2. Ho scelto di leggere Rodi perchè è l’unica isola greca in cui ci sono andata due volte. Bella la città e così grecia tutta la costa . Io ho amato la spiaggia color oro. Bella bella !

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