Sofia, l’ultima autentica capitale dei Paesi dell’Est

sofia Sofia, l’ultima autentica città del blocco sovietico da visitare prima che scompaia per sempre quell’ atmosfera  da film di spionaggio, un po’ grigetta e sospettosa, dei paesi dell’est che non ci sono più. Ma a Sofia ci sono anche monumenti eleganti e veri tesori dell’antichità .

Nostalgici non proprio  dei regimi comunisti, ma di quell’ atmosfera  da film di spionaggio, un po’ grigetta e sospettosa, dei paesi dell’est, quasi dappertutto ormai uccisa dall’omologazione forzata al modello occidentale? Tranquilli, c’è ancora Sofia! Il mio arrivo nella capitale bulgara è un po’ problematico. Le scritte sono in cirillico, non c’è la traduzione in caratteri occidentali, è tarda sera e allora decido di prendere un taxi per raggiungere il mio hotel in zona centralissima, il Crystal Palace, tanto per rendermi un po’ conto della dimensione e della struttura della città; chiedo ad un primo taxi se è libero e quello annuisce vistosamente con la testa; allora salgo e quello comincia a sbraitare: più tardi scoprirò che il gesto di annuire con la testa in bulgaro indica il no.  Tutto al contrario qui… persino i colori della bandiera, verde bianco e rosso, ma messi in Sofia universitàorizzontale. Prendo un secondo taxi, il taxista non parla inglese e gli consegno un inequivocabile fogliettino con nome dell’hotel e indirizzo, lui dice “ah ah, ok” e parte, il taxi inizia a girare in lungo e in largo, ad un certo punto passa davanti alla cattedrale centrale, poi inizia a perdersi nelle periferie, e arriva in davanti ad un altro hotel dal nome nemmeno simile. Gli diciamo “it is not Crystal Palace” e lui “ah ah, ok” e riparte per un giro di un’altra oretta prima di approdare alla meta senza batter ciglio. Come inizio non c’è male. Il cirillico, dicevo; è uno dei motivi per cui la Bulgaria è lontana una vita dall’Ungheria , dalla Repubblica Ceca e persino dalla Romania, perchè la diversità di scrittura significa pure qualcosa in termini di isolamento culturale, come in Turchia aveva intuito Ataturk imponendo il cambio della grafia in quella occidentale. Sofia zar Alessandro II di RussiaDavanti alla maestosa biblioteca troneggiano le statue di Cirillo e Metodio, da non confondersi con le  statue davanti all’Università,edificio degli anni 20, imponente senza essere bello, che sono i due fratelli che regalarono il terreno all’ateneo. Sofinski Universitet! whaw capisco il bulgaro! Attraverso un piccolo parco ricco di varie sculture moderne, tra cui un molto sovietico monumento agli aviatori caduti nelle due guerre mondiali, costeggiando il parlamento mi avvio verso la cattedrale. La piazza Sofia Alexander Newsijantistante ha al centro il monumento allo zar Alessandro II di Russia, eretto per gratitudine alla Russia che liberò dalle truppe turche la Bulgaria nel 1878. In fondo la Bulgaria è tutta in questo binomio: un po’ Russia e un po’ Turchia.
La cattedrale Aleksander Newskij, principale attrazione di Sofia, è quello che ci si aspetta di trovare da queste parti: in stile neobizantino (sembra antica ma è dei primi del 1900) con le sue belle cupole d’oro (donato dalla Russia) e le cupolette verdi più in basso, Sofia iconeil complesso fa una certa impressione, è molto mosso e ricco; il principe russo santificato dalla chiesa ortodossa ha scalzato dalla titolarità della cattedrale addirittura Cirillo e Metodio, a tanto arriva la gratitudine della Bulgaria verso la madre Russia! Dentro, la cattedrale è ricca di materiali pregiati, marmo di Carrara, vetri di Murano, mosaici bizantini, dipinti imponenti, ma è un po’una delusione perchè è scurissima, quasi al buio. Molto interessante è la cripta dedicata ad una collezione molto vasta di icone sacre antiche, oltre 1500; molte non rispondono ai nostri canoni di bellezza, ma nelle icone è importante la simbologia, e andrebbero ammirate per il valore religioso e storico; alcune mi colpiscono per la loro particolarità, come un S.Michele gigante che salva la piccola anima di un uomo ricco prendendola per i capelli, o una Madonna che allatta mostruosamente un bambinello dalle fattezze di adulto (ricordo i versi danteschi “vergine madre, figlia di tuo figlio…”); Sofia artigianato tutto intorno alla cattedrale c’è un mercatino delle pulci che tra le altre cose vende anche icone contemporanee dipinte a mano sulla base di antichi originali. Eh sì, sono attratta dai mercatini come da una calamita, lo confesso; qui possiamo trovare soprattutto dei bei lavori fatti all’uncinetto dalle donne  ancora col fazzoletto in testa, forse di provenienza dalle campagne, e tovaglie variopinte ricamate a mano;
Il Parlamento reca sulla facciata la scritta “uniti siamo forti”, come augurio per ogni democrazia, ma suona un po’ ironico se pensiamo alle”maggioranze bulgare” che sono diventate un modo di dire, le forzose liste uniche comuniste votate all’unanimità negli anni del regime; il palazzo reca ancora qualche segno dei danneggiamenti subiti del 1997, durante gli scontri di piazza che portarono alla fine del regime comunista. Oggi la Bulgaria è una repubblica, ed è anche entrata nell’Unione Europea, ma curiosamente e con un grande significato di rSofia guardia presidenzialeecupero della tradizione precomunista, il popolo scelse di eleggere come primo Presidente della Repubblica quello che sarebbe stato in linea dinastica il legittimo re. Davanti al Palazzo Presidenziale fanno la guardia dei soldati in una delle più belle uniformi che abbia visto in giro per l’Europa.
Più nascosta e discreta della cattedrale, quasi alla sua ombra, è la chiesa bizantina di S.Sofia, che è quella che dà il nome alla città; sulla porta delle donne vendono piccoli mazzolini di violette o altri fiorellini per chi vuSofia S.Sofiaole portarli in chiesa. All’interno si sta celebrando un matrimonio ortodosso, e gli sposi sono con una corona rossa e dorata in testa e una candela in mano. Vicino  a S.Sofia è  un altro mercatino, prevalentemente di cose russe e turche. Ma sì, parliamo di souvenir e shopping; una cosa carina sono le boccette di legno artigianale che contengono il profumo di rose che viene dalla vicina Valle delle Rose;  un po’ kitch è la t-shirt con l’alfabeto cirillico ma chi vuole proprio esagerare può persino comprare un’intera pelle d’orso. Sono interessanti i tSofia moschea dei bagniappeti kilim che assomigliano ai tappeti tribali turchi.
Un’altra eredità turca è la Moscea dei bagni, così chiamata perchè vicino c’erano i bagni pubblici, che erano andati completamente in disuso e semidistrutti e che piano piano stanno restaurando per riportarli all’antico splendore e alla loro funzione.  Sono sorpresa quando sento alla sera spandersi nell’aria il canto del muezzin. Proprio vicino alla Moschea è la Sinagoga, che è la replica esatta della sinagoga di Vienna, che fu distrutta nella guerra.
Una visita al mercato non può mai mancare per gustare le spiecialità locali, soprattutto Sofia bagnise si tratta di un bel mercato coperto di inizi ‘900 come a Sofia; niente di speciale, a dire il vero, tra i cibi,  segno di una certa povertà ancora diffusa, molte verdure, formaggi a pasta molle tipo feta e dolcetti mediterranei simili ai baklava;  mi ha colpito vedere una coppia di sposi, ancora con l’abito nuziale, festeggiare con amici  e parenti non con un sontuoso pranzo al ristorante, ma molto allegramente ai tavoli di uno degli stand del mercato. La cucina bulgara, da quanto posso apprezzare a cena, in un bel localino con musica popolare e dalle pareti interamente ricoperte dai biglietti da visita Sofia palazzidegli avventori, non è niente male: al di là di una discutibile zuppa fredda di yogurth e cetrioli, mi gusto un gigantesco e quasi regalato piatto di funghi porcini ed un piatto di lingua al verde che sembra uscita da un bollito piemontese; sulla porta d’entrata è appesa una maschera cornuta di legno che ricorda quella dei mammutones sardi con tanto di campanacci: sono gli spiriti malvagi, comuni alle civiltà contadine, che vengono bruciati qui nelle feste di carnevale.
Sofia Teatro nazionaleLe strade del centro sono interessanti, con diversi bei palazzi  della prima metà del ‘900, alcuni tipicamente liberty, altri in una sorta di ibrido con lo stile sovietico, alzando gli occhi si possono osservare cupole e statue che ornano più di un edificio. Da vedere, camminando a piedi perchè la città non è grandissima, tanti monumenti, fa cui l’Opera,  l’edificio neoclassico del club militare,   un teatro con un muro su cui sono gli stampi dorati dei piedi e delle mani degli attori locali famosi, come a Holliwood, il Sofia San Nicola dei miracoliGrand Hotel, la Banca Nazionale Bulgara, l’antico palazzo dello Zar, la Corte di Giustizia, il Ponte dei Leoni, i grandi magazzini Zum (come i Gum di Mosca). Mi è piaciuto il Teatro Nazionale, rosso con le colonne bianche e il timpano dorato con Apollo e le muse e i carri di bronzo con la vittoria alata, e davanti i bei giardini con giochi di fontane; sulla piazza alcuni bulgari giocano a scacchi, la Bulgaria ha una grande tradisione scacchistica con molti importanti grandi maestri.
Visitiamo un’altra chiesetta russa, del 1912,Sofia casa del partito comunista con le sue cupole dorate, S.Nicola dei Miracoli, che custodisce veneratissimo il corpo dell’arcivescovo Serafino, mai canonizzato ma considerato da tutti santo: ancora oggi vengono scritte dai fedeli delle richeiste di miracolo su fogliettini di carta depositati in una cassetta di legno, sperando che Serafino le esaudisca.
Ancora chiese: la cattedrale di S.Medelia, completamente distrutta nel 1925 da un attentato dinamitardo allo zar, che uccise 200 persone, e poi ricostruita secondo la struttura originaria del XIX secolo.
Sofia Rotonda di San GheorgheLa sede del Partito Comunista si riconosce subito, è un edificio così sovietico che di più non si può, simile a quello “regalato” dai russi a Varsavia, mastodontico e bruttino, fatto sul modello dell’Università di Mosca; serviva anche da casa della cultura (comunista) e della scienza (anch’essa comunista). Dallo stemma in cima al palazzo è stata scalpellata la stella rossa.
Il più antico edificio conosciuto è la Rotonda di San Gheorghe, edificio romano del IV secolo di cui è ignota la funzione originaria, poi trasformato in chiesa; va cercato perchè è cSofia Museo Storico Nazionaleuriosamente incastrato in un cortile tra i colossi del Palazzo Presidenziale e dello Sheraton.
Qui a Sofia si continua a costruire e ad abbellire la città con molte sculture; una colpisce per le proporzioni: una statua posta sopra una colonna, alta 25 metri, nera e dorata, eretta nel 2001 rappresenta Sofia, intesa stranamente come dea non della sapienza ma della fortuna, e come personificazione della città.
Una delle cose che ho trovato più sorprendenti e interessanti a Sofia è il Sofia Museo Storico nazionale 2Museo Storico Nazionale (da non confondere con il più  modesto Museo Archeologico, dove ci sono reperti della antiche popolazioni della Tracia,  e unacollezione di numismatica). Vale di per sè il viaggio a Sofia, ma per raggiungerlo bisogna spostarsi quasi fuori città, verso sud, a Boyana, seguendo attraverso il ring esterno una strada tra fitti boschi fino alle pendici delle montagne, alla villa moderna e lussuosa dell’ex presidente-dittatore del regime comunista (i compagni presidenti non se la passavano tanto male), strano e suggestivo luogo per custodire un museo che ospita mSofia Museo Storico Nazionale 3igliaia di reperti di tutta la storia bulgara, ma in particolare del periodo antico; vi sono alcuni oggetti davvero straordinari  appartenenti alle popolazioni della Tracia, in particolare il tesoro aureo di Panagjuriste, attribuito al re Seute III e quello di Kotys I,  entrambi di una raffinatezza che ho visto solo in Magna Grecia. Segnalo anche una deliziosa collezione di quadretti con la storia del costume.
Così finisce la mia fuga da week end a Sofia. Ma sì, con tutta la sua area retrò, in fondo mi fa simpatia, e spero che non cada nello squallore dell’omologazione, ma che sappia sviluppare una modernità “autoctona” che attinge linfa vitale dalla sua storia di ponte tra due mondi tanto diversi.Sofia Museo Storico Nazionale 4

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