Le gole di Alcantara, il canyon siciliano nato dalla lava

In Sicilia orientale, nell’entroterra di Taormina, esiste un luogo unico che mai ci si aspetterebbe, tanto che quando ho visto le sue immagini per la prima volta ho pensato a qualche meraviglia naturale di altri continenti: sono le gole di Alcantara, canyon straordinario attraversato dal limpido e gelido omonimo fiume,  che si prolunga per 25 km con un paesaggio variamente modellato dalle acque.

Il fiume  Alcantara sorge a nord dell’Etna, ad un’altezza di 1250 metri, e attraversa un territorio naturalisticamente  molto bello tra i comuni di Randazzo (cittadina in cui si incontrano i tre parchi di Alcantara, dei Nebrodi e dell’Etna), Mojo Alcantara, Francavilla di Sicilia, Motta Camastra, Castiglione di Sicilia, Graniti, Gaggi, Calatabiano, Taormina e Giardini-Naxos. (prima colonia greca in Sicilia).

Alcantara significa in arabo “ponte”, perchè la valle prende il nome del ponte di pietra costruito dai romani per valicare il fiume. Il ponte è ancora perfetto e visibile nella zona delle “piccole gole di Alcantara”.

sicilia

Il tratto più suggestivo e famoso del fiume si trova nel comune di Motta Camastra, dove si susseguono 6 km di  pareti rocciose di basalto lavico, alte fino a 25 m, con forme di cristallizzazione della roccia spettacolari, distanziate tra loro da 2 a 4 metri, e percorse dal fiume che per almeno 3 km è  facilmente guadabile con l’attrezzatura adatta.

IL PARCO BOTANICO E GEOLOGICO DELLE GOLE DI ALCANTARA

Le Gole di Alcantara sono il cuore di un parco geologico e naturalistico protetto, Gole Alcantara parco Botanico e Geologico, che vale la pena visitare  perchè presenta una natura molto bella e varia, e si estende su un’ampia superficie che vi permette di passare una piacevole giornata di trekking.

Tra gli itinerari possibili, vi segnalo il sentiero delle Gurne, i laghetti tondeggianti che si susseguono lungo la roccia, erosa dal fiume sulle colate laviche, tra una flora lussureggiante; lungo questo itinerario si incontrano anche i ruderi del castello normanno di Francavilla.

gurne di alcantara

Da visitare, senza che richieda troppo tempo, è senz’altro l’orto botanico con le moltissime varietà di piante, collocate lungo sentieri che sapientemente costeggiano il canyon e si affacciano con veri e propri balconi panoramici sui suoi punti più suggestivi, ed aggiungono un ulteriore tassello di bellezza alla visita delle gole.

ORIGINE DELLE GOLE DI ALCANTARA

Come si siano formate le Gole di Alcantara è controverso. Certamente qui si sono susseguiti da ere lontanissime fenomeni vulcanici potenti, fino a quando, circa 8000 anni fa, una grande colata, trovando probabilmente qualche ostacolo freddo nel suo passaggio, si è divisa in due, per poi subire un repentino raffreddamento. Si sono formate così le caratteristiche forme a prisma delle pareti rocciose, che sono di grande interesse geologico.

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Il fiume Alcantara poi con il suo passaggio nei millenni ha eroso lentamente la roccia eliminando l’ostacolo e portando alla luce la gola.

La morfologia delle rocce è costituita  da prismi  basaltici pentagonali ed esagonali  di diversa grandezza e variamente orientati (il che dimostra che si è trattato non di un’unica colata ma di più colate diverse di lava): ci sono  le rocce con i prismi quasi verticali, a”a canna d’organo”, quelle diagonali “ad arpa” o “a ventaglio” , e quelli orizzontali a “catasta di legna”.

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COME ACCEDERE ALLE GOLE

Le gole di Alcantara sono facilmente raggiungibili da Taormina.

In località Motta Camastra le gole sono ben segnalate e c’è un comodo ampio parcheggio dove lasciare la macchina. Ci sono alcuni agriturismi molto graziosi nella zona se si vuole soggiornare o anche fare una buona cena.

Per accedere al parco c’è una lunga e in alcuni tratti infidamente scivolosa scalinata comunale, a cui si accede ad un prezzo simbolico, oppure si può scendere dal giardino botanico del parco attraverso un ascensore. Io vi consiglio questa soluzione, non solo per la comodità ma anche perchè il parco vale la visita, e nel biglietto è compreso anche un filmato 4d molto interessante sulla formazione delle gole e una piccola degustazione di prodotti locali.

COME ATTREZZARSI

Camminare nel letto del fiume in mezzo alle gole è  un’esperienza affascinante, ma è impossibile resistere a pidi nudi sulla roccia a mollo nell’acqua gelata. Attrezzatevi con scarpette da scoglio (le vendono anche nello shop del parco), con costume da bagno  o anche con degli shorts, perchè l’acqua  per un lungo tratto arriva al massimo sino al ginocchio.

Non dimenticate il telefonino, perchè ad ogni angolo le gole offrono nuovi scorci panoramici, ma attenti a non scivolare e fargli fare un bel bagno!

Portate con voi anche un asciugamano, un cappellino e della crema solare, vi sono dei punti dove è possibile fermarsi a prendere il sole sulle rive proprio come se foste al mare.

UN TOCCO DI AVVENTURA IN PIU’

Il parco organizza  visite guidate e diverse attività sportive più o meno adrenaliniche e difficili. dal canyoning, al body rafting, al trekking fluviale, e anche delle attività specifiche per bambini. A tutti viene fornita una bella muta indispensabile se non siete scandinavi abituati al bagno nei fiordi, il giubbotto salvagente e il casco.

Nel canyoning si fa prima il sentiero delle gole a piedi, quindi ci si cala giù dall’alto con aiuto delle corde anche in prossimità di cascatelle e luoghi meno accessibili, e si può alternare la vista dall’alto e da dentro il fiume.

Nel trekking fluviale si cammina  a mezza vita  con una salopette impermeabile e in alcuni punti ci si deve anche abbandonare alla corrente. Il percorso dura circa 1 ore e mezza.

Nel body rafting si risale il fiume controcorrente e poi inizia il divertimento: ci si lascia trasportare giù dalla corrente con giubbotto salvagente per sicurezza. La durata è di circa 2 ore.

Ricordate di chiamare prima per gli orari perchè le attività terminano abbastanza presto nella giornata rispetto alla chiusura del parco che invece d’estate è fino al calar del sole.

Ci sono poi le avventure in quad lungo il parco delle Gole nella valle dell’Alcantara, un’escursione di un’ora e mezza circa, e anche fino alle pendici dell’Etna in un off road che dura il doppio.

COME ULISSE O DANTE

E poteva mancare anche qui il richiamo al grande mito? Dopo aver ammirato i massi lanciati da Polifemo nel mare della Costa dei Ciclopi ad Aci Trezza ed essermi immersa in quel mondo senza tempo, niente di meglio che assistere proprio sulle sponde delle Gole di Alcantara alla rappresentazione teatrale dell’Odissea.

credits: www.associazionebuongiornosicilia.it , sito ufficiale delle rappresentazioni

Con il magnifico scenario naturale a far da palcoscenico, Ulisse giovane e Ulisse maturo si alternano a raccontare le proprie avventure, mentre non mancano le sirene, il ciclope, la tempesta, la maga  Circe,  la vendetta sui Proci. Gli attori recitano immersi parzialmente nelle acque ghiacciate e non fanno una piega, e sono anche molto bravi, così come il riassunto dell’odissea a fini di sceneggiatura teatrale è ben riuscito: insomma, uno spettacolo di quelli che si ricordano a lungo.

In altre serate la stessa compagnia mette in scena l’Inferno di Dante, che deve essere altrettanto suggestivo, e la storia di Sant’Agata. Vi lascio il link al programma delle rappresentazioni estive, che vi consiglio caldamente.

IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI

Vi chiederete che c’entrano i frati Cappuccini con le Gole di Alcantara. Me lo chiedo anch’io, ma sappiate che disseminati sulle alte rocce delle gole o lungo i sentieri troverete numerosi cartelli artigianali che invitano alla visita del convento dei cappuccini. Recita un cartello: “venire alle gole di Alcantara e non visitare il convento dei Cappuccini è come andare a Roma e non visitare San Pietro”, e un altro “vuoi scoprire il segreto del cappuccino che bevi la mattina?Visita il convento dei Cappuccini”.

Insomma, dopo tutti questi inviti, i frati mi sono entrati in simpatia e ho pensato ma sì, andiamo a visitare questo convento! Trovarlo non è certo difficile, tra i tanti cartelli disseminati lungo la strada che porta a Francavilla di Sicilia.  Arrivo lì al tramonto,  attaccato al convento è un cimitero in posizione panoramica su tutta la valle, estremamente suggestivo, ma il convento ormai dovrebbe essere chiuso secondo gli orari sul portone. Mentre siamo per andare via ci insegue il custode, e ci dice che possiamo ancora visitarlo.

E’ un piccolo convento di montagna risalente al 1570, ormai abbandonato, o forse vi vivono un paio di frati che giustamente non si concedono ai turisti, e trasformato in un museo, con le celle dei frati  davvero piccole ed essenziali e i loro oggetti di vita quotidiana, alcuni presepi, il refettorio, i costumi tradizionali dei contadini siciliani e gli attrezzi della vita dei campi. L’atmosfera è di grande pace e ci si può immaginare la vita di contemplazione e lavoro che i frati vi hanno trascorso per secoli.

credits: http://www.cappuccinifrancavilla.it

Vi è poi la cappella della famiglia Ruffo riccamente decorata e la sacrestia, entrambe presentano dei begli intarsi di legno. In chiesa è conservata una tela della scuola di Antonello da Messina raffigurante la Madonna di Odigitria, colei che mostra il cammino, o Madonna di Costantinopoli patrona di Sicilia, che è molto venerata .

Il pezzo forte che vale la visita è però l’incredibile custode, personaggio singolare che ha ideato tutta questa pubblicità, loquace ed eclettico, che non ammette repliche alle sue idee e passa dalla lettura delle sue poesie scritte in dialetto siciliano, alla mostra dei suoi quadri, al manifesto del movimento politico da lui ideato, alla spiegazione della chiave di lettura della vita di Dante, ai migliori metodi di estrazione delle essenze per oli profumati, alle proprietà delle piante officinali, alla storia del convento e della valle e al significato religioso dei simboli che compaiono nella chiesa. O lo odiate o lo amate, solo che alla fine, qualcosa glie la dovete proprio comprare! Potete dare un’occhiata sul sito del convento, nemmeno a dirlo anche quello realizzato dal custode con tanto di pagine biografica.

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