Pamukkale e Hierapolis: viaggio tra terrazze bianche e antica città termale

Da lontano sembra una montagna innevata, od un’ immensa salina, ma Pamukkale è una collina di travertino che domina la valle di Denizli, nella Turchia sud-occidentale. Il suo aspetto inconfondibile non è il risultato di un intervento umano, ma di un processo geologico ancora attivo, legato alle acque termali che sgorgano dal sottosuolo e che, nel tempo, hanno modellato una serie di vasche naturali bianche.
Il valore naturale e storico del sito è riconosciuto a livello internazionale, come attestato dal sito UNESCO di Pamukkale-Hierapolis.

L’acqua che emerge dal terreno è calda e ricca di bicarbonato di calcio. Quando raggiunge la superficie perde anidride carbonica e il calcio si deposita lentamente, formando il travertino. È questo processo, ripetuto per migliaia di anni, ad aver costruito l’intero sistema di terrazze che rende Pamukkale uno dei paesaggi più riconoscibili dell’Anatolia.

Terrazze di travertino di Pamukkale, Turchia


Le vasche di travertino: forma e struttura

Le terrazze di Pamukkale sono organizzate in una sequenza di vasche sovrapposte, che seguono il profilo naturale della collina. Non sono bacini scavati, ma spazi modellati dall’acqua stessa mentre deposita, strato dopo strato, il carbonato di calcio.

Ogni vasca è diversa dall’altra. Alcune sono ampie e regolari, altre più strette o irregolari. I bordi non sono netti, ma arrotondati, levigati dal passaggio continuo dell’acqua. Il colore varia dal bianco intenso al crema, con leggere sfumature che dipendono dalla quantità d’acqua presente e dall’esposizione al sole.

L’acqua che scorre nelle vasche è bassa, calma, quasi immobile. Il suo movimento lento e costante ha permesso al travertino di crescere senza fratturarsi, mantenendo nel tempo la forma a gradoni.

Vasche di travertino a gradoni a Pamukkale


Il ruolo dell’acqua nel tempo

In origine l’acqua termale scendeva liberamente su tutta la collina, riempiendo in modo continuo le terrazze. Questo flusso costante manteneva le vasche piene e favoriva una crescita uniforme del travertino.

Con il passare dei secoli, però, il sistema si è modificato. La portata naturale delle sorgenti è cambiata e, soprattutto nel Novecento, l’intervento umano ha inciso profondamente sull’equilibrio del sito. L’acqua è stata deviata, canalizzata e utilizzata senza criteri di tutela, con effetti visibili sulla conservazione delle terrazze.

Acqua termale nelle vasche di Pamukkale


La gestione attuale delle vasche

Oggi le vasche non sono più alimentate tutte insieme.
Per proteggere il travertino, l’acqua viene distribuita a rotazione solo su alcune porzioni del sito. Questo sistema evita che un flusso continuo e concentrato eroda i bordi delle terrazze o impedisca il naturale processo di deposizione del calcare.

Il risultato è un paesaggio disomogeneo: alcune vasche sono piene, altre completamente asciutte, altre ancora presentano solo un sottile strato d’acqua. Dopo piogge abbondanti l’acqua torna visibile in modo più diffuso, ma solo temporaneamente. Quindi capitano dei periodi, soprattutto quando non piove, in cui le vasche sembrano comletamente asciutte.

Vasche di Pamukkale parzialmente asciutte


Le vasche e la città

Le terrazze non sono mai state separate dalla città antica.
Le stesse acque che formano le vasche alimentavano le terme e le strutture di Hierapolis, attirando persone da tutta l’Asia Minore.

Le vasche non erano solo un elemento naturale, ma parte integrante del sistema urbano e terapeutico della città. Senza queste acque, Hierapolis non sarebbe mai esistita.

le vasche di Pamukkale hanno un asetto lattiginoso


Hierapolis: la città sopra le sorgenti

Hierapolis fu fondata nel II secolo a.C. e conobbe il suo massimo sviluppo in epoca romana. La città era dotata di strade monumentali, edifici pubblici, grandi complessi termali e di una delle necropoli più estese del mondo antico.

Ancora oggi l’impianto urbano è leggibile: spazi aperti, strutture isolate, lunghi viali che organizzavano la vita cittadina e accompagnavano i visitatori verso le aree sacre e funerarie.

Area archeologica di Hierapolis, Turchia


Il gallo, simbolo di Hierapolis

Il simbolo di Hierapolis è il gallo, presente anche all’ingresso del sito.
Nel mondo antico era considerato un animale vigile, capace di percepire ciò che sfugge all’uomo.

In una città costruita sopra sorgenti termali e gas naturali potenzialmente letali, il gallo rappresentava la soglia tra due dimensioni: la guarigione e il pericolo, la vita e la morte.

gallo simbolo di Hierapolis


Il teatro

Il teatro di Hierapolis è uno degli edifici meglio conservati del sito. Costruito sfruttando il pendio naturale della collina, presenta una cavea ampia e ripida, progettata per ospitare migliaia di spettatori.

Dai gradoni più alti si domina la valle sottostante, secondo una concezione tipicamente romana in cui il paesaggio faceva parte dell’esperienza teatrale.

teatro romano di Hierapolis

Particolarmente significativa è la scaenae frons, la struttura monumentale che costituiva lo sfondo del palcoscenico. In origine era decorata con colonne, nicchie, statue e rilievi raffiguranti divinità, miti e membri della famiglia imperiale. Questa decorazione non aveva solo una funzione estetica, ma comunicava il prestigio della città e la sua adesione all’ordine politico e culturale romano.

scenae frons del teatro romano di Hierapolis

Il teatro non era utilizzato esclusivamente per rappresentazioni teatrali. Ospitava anche cerimonie pubbliche, eventi civili e celebrazioni, diventando uno dei principali luoghi di aggregazione della comunità. La sua posizione dominante all’interno della città sottolinea il ruolo centrale che lo spettacolo e la vita pubblica avevano a Hierapolis.

rilievi della scena del teatro romano di Hierapolis


Il Plutonium: l’ingresso dell’Ade

Uno dei luoghi più particolari di Hierapolis è il Plutonium, il santuario dedicato a Plutone, dio degli Inferi. Gli antichi lo consideravano un accesso diretto al regno dei morti.

statua di Plutone nel Plutonium di Hierapolis

Il Plutonium si trova all’aperto, sopra una frattura geologica attiva. Da questo punto fuoriuscivano gas naturali, soprattutto anidride carbonica, in grado di uccidere rapidamente piccoli animali. Le fonti antiche raccontano che i sacerdoti riuscivano a entrare nell’area senza subire danni perché conoscevano il comportamento dei gas.

Questa qui sotto era proprio quella che veniva considerata l’entrata dell’Ade.

entrata inferi nel Plutonium di Hierapolis


La statua di Plutone

All’interno dell’area del Plutonium si trova la grande statua di Plutone. La sua collocazione è direttamente collegata al luogo.

Plutone è rappresentato seduto, barbato, in atteggiamento solenne. Ai suoi piedi compare Cerbero, il cane guardiano degli Inferi; accanto è visibile una cornucopia, simbolo delle ricchezze sotterranee. La statua segna visivamente l’ingresso dell’Ade, nel punto esatto in cui la terra emette gas dal sottosuolo.

statua di lutone nel Plutonium di Hierapolis


Il museo di Hierapolis

Il museo di Hierapolis è ospitato in un antico edificio termale romano. Al suo interno sono conservati statue, rilievi, iscrizioni e grandi sarcofagi provenienti dalla città e dalla necropoli.

ingresso museo di Hierapolis

I sarcofagi, spesso riccamente decorati, mostrano scene mitologiche e funerarie e aiutano a comprendere il ruolo centrale della morte nella vita della città.

sarcofago istoriato ne museo archeologico di Hierapolis


La necropoli

Hierapolis possedeva una delle necropoli più vaste del mondo antico. Le tombe si disponevano lungo le strade di accesso alla città, secondo l’uso romano.

La quantità e la varietà delle sepolture testimoniano il flusso continuo di persone attratte dalle acque termali, molte delle quali trascorrevano qui gli ultimi anni della propria vita.

necropoli di Hierapolis, Turchia


La chiesa e la tomba di San Filippo

Sulla collina che domina Hierapolis si trova uno dei luoghi più significativi della fase tardoantica della città: il martyrion di San Filippo, costruito nel punto in cui la tradizione colloca il martirio dell’apostolo.

Secondo le fonti cristiane, San Filippo apostolo predicò a Hierapolis nel I secolo d.C. e vi trovò la morte durante le persecuzioni. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, trasformando la città, già nota per le sue acque termali, in un importante centro del cristianesimo primitivo.

il luogo del martirio di San Filippo a Hierapolis

Il complesso oggi visibile risale al V secolo d.C. ed è costituito da una chiesa ottagonale, una forma architettonica tipica dei martyrion paleocristiani, scelta per sottolineare il valore simbolico della resurrezione e della vita eterna. La struttura sorge in posizione elevata, separata dalla città romana, a segnare un cambiamento profondo nel modo di abitare e interpretare lo spazio sacro.

L’area della tomba, identificata con certezza dagli scavi archeologici più recenti, si trova all’interno del complesso e testimonia la continuità del culto nel tempo. Qui Hierapolis mostra un altro volto: non più quello legato alle divinità pagane, alle acque curative e al Plutonium, ma quello di una città che, nei secoli finali dell’Impero romano, si riconverte e rilegge il proprio passato alla luce del cristianesimo.

Tomba di San Filippo Apostolo a Hierapolis

La presenza della chiesa di San Filippo chiude idealmente il percorso di Hierapolis: da città delle terme e dell’Ade a luogo di martirio e pellegrinaggio, dove culti diversi si sono succeduti senza cancellarsi del tutto.


Pamukkale e Hierapolis, i due volti dell’ acqua

Ci sono luoghi che sono predestinati ad essere importanti. Pamukkale spiega perché Hierapolis è nata.
Hierapolis mostra come l’uomo abbia abitato e interpretato un fenomeno naturale potente e ambiguo.

Il sito è il risultato di una lunga convivenza tra geologia, religione e vita quotidiana, ancora oggi leggibile con grande chiarezza.


Dove andare da Pamukkale – Hierapolis? Se siste appassionati di siti archeologici dell’ Asia Minore non potete mancare una visita agli affascinanti scavi dell’antica Troia.

One thought on “Pamukkale e Hierapolis: viaggio tra terrazze bianche e antica città termale

  1. Pamukkale è sicuramente una delle tappe che visiterei in Turchia. Da mineralogista io amo tutto ciò che è geologico e quindi mi soffermerei qui intere giornate, abbinando anchd Hierapolis!

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