Sciacca

Sciacca è un paese  della Sicilia sudoccidentale, posto al centro di quel magnifico tratto di costa che va da Mazara del Vallo ad Agrigento. Un itinerario nella Sicilia occidentale non può prescindere da una tappa a Sciacca, un paese rimasto ancora oggi molto autentico.

Un dedalo di vicoli tortuosi su per la collina

Sciacca, proteso sul mare che è una delle sue principali risorse. è abbarbicata su un alto colle su cui si snodano le sue tortuose stradine strette  tra le case vecchie e colorate.

Se arrivate in macchina ed alloggiate nel centro storico, il mio consiglio è quello di cercare un parcheggio appena fuori dalle porte delle mura, o nei pressi della villa comunale,  senza tentare di raggiungere motorizzati la meta, perchè, oltre a non esserci parcheggi, correrete il rischio di infilarvi in strade sempre più strette impercorribili o addirittura che si trasformano in scalinate.

vicoli di sciacca

La  conformazione urbanistica di Sciacca è tipicamente quella di una cittadina fortificata araba, cinta da mura per proteggerla e con un dedalo di viuzze nel cuore storico, ma forte è anche l’influenza dei normanni che le diedero palazzi nobiliari sontuosi e la cattedrale.

Delle mura oggi si conservano solo alcuni tratti, e tre delle cinque porte originarie, Porta San Salvatore, Porta San Calogero e Porta Palermo, con ai lati delle colonne barocche e in cima un’aquila dello stemma borbonico.

sciacca porta palermo

Io ho scelto di visitare Sciacca a bordo di una deliziosa apetta calessino  decorata con i motivi tipici dei carretti siciliani, che spericolatamente si lanciava con  consumata precisione millimetrica per stradine che sembravano ad occhio più strette del mezzo, per condurmi anche a visitare angoli nascosti al turismo di massa: giro consigliatissimo!

ape taxi sciacca

Il Castello Incantato

Prima di addentrarci nel cuore di Sciacca dobbiamo visitare un’imperdibile attrazione che si trova un po’ fuori città, e che pur essendo moderna è diventata a buona ragione uno dei luoghi più conosciuti di questo antico borgo tradizionale: il Castello Incantato.

castello incantato di sciacca

Non pensate al castello incantato di Cenerentola o della Bella Addormentata, qui l’incanto è dato dalla fantasia creatrice di un artista che per tutta la vita ha ossessivamente scolpito nella pietra facce dalle diverse espressioni,  ponendole  tutte insieme in questo giardino che era anche il suo laboratorio, come un bosco pietrificato di volti senza tempo, e dipinti di case affastellate a creare un’inquietante metropoli che incombe.

castello incantato di sciacca

“Matto ma non pericoloso”  fu considerato ad una visita psichiatrica,  Filippo Bentivegna – classe 1888 –  un matto ossessivo e compulsivo, ma lui, autodidatta e senza alcuna educazione artistica,  realizzò forse proprio con la tenacia della sua particolare condizione mentale queste migliaia di sculture che oggi sono una ricchezza per il suo paese.

Nel 1968, tempo dopo la morte di Bentivegna, Dubuffet, l’artista teorico dell’Art Brut, riscoprì l’opera dello scultore pazzo, portando diverse teste al museo dell’ Art Brut di Losanna. Il Castello Incantato fu acquistato poi dalla Regione Sicilia e aperto al pubblico ed è stato studiato come opera significativa dell’arte del  Novecento.

castello incantato di sciacca

Impossibile descriverlo, il Castello Incantato va proprio visto, non è una cosa che dimenticherete presto.

Il Castello dei Luna

Ora possiamo entrare tra le mura, ed iniziare la visita del centro storico dal suo punto più alto, dove sorge invece il più tradizionale dei castelli medievali: Il Castello Luna, costruito nel 1380. Il nome sembra romantico, ma è in realtà il castello della nobile famiglia dei Luna, il cui rampollo Arturo di Luna sposò la figlia del vicerè di Sicilia, Margherita Peralta,

sciacca castello dei luna
Mboesch, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Il castello non è interamente conservato, ma rimangono il Palazzo del conte, la torre cilindrica a due piani, la base della torre grande e un tratto delle mura. Si può visitare l’interno (il costo del biglietto è 3 euro), consigliato più che altro per l’eccellente panorama che si può godere dalle finestre del palazzo.

La Cattedrale di Maria Santissima del Soccorso

Il più importante tesoro artistico di Sciacca è la cattedrale di Maria Santissima del Soccorso, o Chiesa Madre.

cattedrale di sciacca

Il nucleo originario della cattedrale è normanno. La sua fondazione fu voluta da Giulietta la Normanna, figlia di Ruggero d’Altavilla, signora di Sciacca tra il 1100 e il 1136.

La facciate attuale, costruita a seguito del crollo dell’originaria facciata normanna, è barocca e imponente con davanti una gradinata con balaustra; sulla facciata vi sono statue e varie decorazioni che la rendono molto mossa, ma l’interno forse colpisce ancora di più.

duomo sciacca interno

In particolare è grandioso il dipinto dell’Apocalisse che prende tutta la volta della navata centrale; nelle navate laterali sono dipinte scene della vita di Santa Maria Maddalena.

Nella cattedrale vi è una statua molto venerata della Madonna, Santa Maria del Soccorso, invocata in occasione delle grandi epidemie di peste che dal 1624  colpirono anche Sciacca. Nel 1626 vi fu una grande processione a cui partecipò tutto il paese portando per le strade la statua della Madonna del Soccorso; la tradizione popolare narra che un fulmine cadde sui piedi della statua e si sprigionò un fumo che invase la città e fece guarire tutti gli appestati.

I cucchiteddi, dolcetti tipici di Sciacca

Per aggiungere al sacro una nota profana, sul fianco della cattedrale, dall’altro lato del corso principale, Corso Vittorio Emanuele,  si trova il Bar del Corso, rinomata pasticceria dove, accanto ad un tripudio dei più tradizionali cannoli e dolci siciliani vari, si possono gustare le specialità di Sciacca, i cucchiteddi.

cucchiteddi di Sciacca

I cucchiteddi sono dei dolcetti ovali come un cucchiaio, di pasta di mandorle farciti con la cucuzzata, che sarebbe la confettura di zucchine siciliane, proposti in varie versioni, tipicamente con la glassa.

Furono inventati nel lontano 1380 dalle monache di clausura del Monastero di Santa Maria dell’Itria, similmente a quanto avvenuto con le Genovesi ad Erice o con il couscous di pistacchi ad Agrigento.

Palazzo Steripinto

In fondo al Corso Vittorio Emanuele si trova il Palazzo Steripinto, la cui facciata barocca è trai monumenti più noti di Sciacca. si tratta di un palazzo nobiliare di inizio 1500, in stile catalano gotico. La sua facciata è tutta realizzata con pietre bugnate a punta di diamante, con finestre a bifore e merli sulla cima.

palazzo steripinto sciacca
Mboesch, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Molto bello è anche il Palazzo Tagliavia di San Giacomo, proprio all’inizio di  Corso Vittorio Emanuele, in origine quattrocentesco, ma completamente trasformato nel corso del 1800.

palazzo tagliavia si san giacomo sciacca

Chiesa di Santa Maria Margherita

A Sciacca si possono ammirare numerose belle chiese normanne, catalane e barocche; spesso i tre stili si ritrovano nella stessa chiesa, segno della contaminazione culturale avvenuta a Sciacca nella sua storia.

Una bella chiesa è Santa Margherita, fatta edificare da Eleonora d’ Aragona nel 1342, periodo a cui risale la facciata tipicamente in stile catalano. L’esterno non è molto impressionante, il portone laterale di marmo è del XV secolo, mentre l’interno barocco è grandioso, con i suoi stucchi e affreschi carichi. alzando gli occhi non si può fare a meno di restare stupiti dal soffitto a cassettoni decorato in oro zecchino, con al centro il dipinto di Maria Immacolata. La chiesa è sconsacrata e aperta in occasione di mostre ed eventi temporanei.

La chiesa delle Giummarre e  Jean du Plessis

La chiesa delle Giummarre è una particolare costruzione merlata che non sembrerebbe nemmeno una chiesa, e che attira l’attenzione anche per il monumento a Jean du Plessis de Grenédan, comandante del dirigibile francese Dixmude, dietro al quale sta una storia di umanità e di riconoscenza.

chiesa delle giummarre sciacca

Il Dixmude era uno zeppelin tedesco ceduto dopo la prima guerra mondiale come risarcimento per i danni di guerra alla Francia, e il suo comandante Jean du Plessis divenne famoso per le trasvolate, l’ultima delle quali, sul deserto del Sahara, fu fatale: un fulmine colpì nella notte del 21 dicembre 1923 il dirigibile, che precipitò nel mare di Sciacca.

chiesa delle giummarre sciacca

Il parroco della chiesa di Giummarre soccorse l’equipaggio in mare e diede sepoltura ai corpi; in particolare nella tasca di Jean du Plessis fu trovato un biglietto con un’invocazione alla Madonna che se fosse caduto in mare il suo corpo non fosse mangiato dai pesci. Al comandante fu eretto il monumento che ora vediamo e fu innalzata una colonna sul mare con la Madonna di Notre Dame de Fourviere.

Le autorità francesi e la nobile famiglia du Plessis furono molto grate al sacerdote e a Sciacca per l’atto di pietà, che fu ricambiato, durante la seconda guerra mondiale, con l’ordine di non bombardare Sciacca per rispetto.

Il porto di Sciacca

Scendendo giù dai vicoli del centro storico di Sciacca ci troviamo sul mare, un mare di un azzurro incantevole che dà lavoro ad una folta comunità di pescatori su cui si basa molto dell’economia di Sciacca. Sono in corso progetti per allargare il porto di Sciacca e renderlo di dimensioni internazionali.

porto di sciacca

Al porto si possono vedere i pescherecci tornare carichi di pesce, che viene venduto freschissimo ai privati, ai ristoranti di Sciacca e alle pescherie che sono tra le più ricche di diverse specie ittiche che abbia mai visto.

Dal porto si vedono le case disposte su tutta la collina  e rivolte verso il mare. La guida mi spiega che sono tutte dipinte in vivaci diversi colori per permettere ai pescatori di individuare facilmente la loro casa tra le tante uguali.

sciacca vista dal porto

Lo scoglio di Rocca Regina

Vicino al porto c’ è un’insenatura con tratto di mare molto limpido con un enorme masso al centro: è lo scoglio di Rocca Regina, legato alla romantica storia d’amore di Giulietta la Normanna.

scoglio della regina

Giulietta era innamorata del cugino, Roberto di Basseville. Il padre aveva però per lei altri piani e rifiutò il proprio consenso al matrimonio.

Giulietta allora fuggì con l’amato e i due piccioncini si rifugiarono a vivere in una grotta sullo scoglio di Sant’Elmo, chiamato da allora in poi Rocca Regina.

Il padre furioso la diseredò, ma poi, quando Giulietta e Roberto ebbero un figlio, grazie all’intercessione di fra Mauro Roberto d’Altavilla perdonò Giulietta e i due giovani poterono sposarsi, così Giulietta ebbe in dote il territorio di Sciacca, nel quale fece edificare la cattedrale e diede ricchezza al paese, tanto che viene considerata una sua cofondatrice.

Le ceramiche di Sciacca

Le ceramiche di Sciacca sono vere opere d’arte, un tripudio di colori e di creatività. Diverse botteghe di ceramisti e negozi di questi capolavori dell’artigianato di Sciacca si possono incontrare per le strade.  In alcune botteghe  potrete vedere anche i maestri all’opera. Impossibile resistere alla tentazione di portarsi a casa un sia pur piccolo oggetto.

ceramica di sciacca

A proposito di artigianato tipico, a Sciacca c’è anche una rinomata lavorazione di gioielli in corallo rosso, che sono ecosostenibili perchè si tratta di corallo fossile.

gioielli corallo di Sciacca

Ad ogni modo potrete ammirare i frutti dell’arte della ceramica anche nell’arredo urbano,  dai grandi vasi che adornano alcuni punti di affaccio panoramico, dalla “scalinata a zig zag” con il corrimano di ceramica policroma, alla scalinata  i cui gradini hanno le parti verticali rivestite di diversi motivi di mattonelle colorate.

scalinate di sciacca

Il cortile Carini

C’è un’altra scalinata, un po’ nascosta tra i tanti vicoli del centro, coperta da un passaggio ad arco, che scovata attira subito l’attenzione, perchè si capisce subito che non è un luogo tradizionale.

decorazioni cortile carini

Se si iniziano a salire i suoi gradini decorati con mattonelle di ceramica spaiate e pezzetti rotti ricomposti artisticamente, si scopre che anche sui muri sono state create opere d’arte semplici e allegre, coloratissime, fatte di materiali riciclati, non solo ceramica ma anche legno, plastica, conchiglie.

cortile carini

La scalinata porta al Cortile  Carini, su cui si affacciano case addossate a grotte, e anche qui è un tripudio di gioiosa arte, una nuova attrazione  per Sciacca creata da un artista lucano trasferitosi qui, che paradossalmente in cambio dell’arte regalata a Sciacca si è trovato denunciato  (e poi assolto)per abuso edilizio.  Ma lui non demorde, e questo piccolo capolavoro continua ad arricchirsi ogni anno di nuove opere.

Le terme di Sciacca

Sciacca è famosa anche per le sue terme, il cui palazzo si erge maestoso  in posizione panoramica un po’ fuori dal paese.

terme di sciacca

La tradizione termale è antica a Sciacca, infatti qui vicino c’erano le terme greche di Selinunte, dette “stufe del monte Kuronio”, perchè erano alimentate dai vapori caldi delle grotte del monte; secondo la leggenda queste antiche terme risalgono addirittura a Dedalo, giunto qui dopo essere scappato dal labirinto in cui lo aveva rinchiuso Minosse. Le terme furono poi sfruttate anche dai romani, che chiamarono queste acque “Aquae Labodes”

Per  godersi le terme  oggi però bisogna riprovare, perchè attualmente sono chiuse e non c’è una data prevista per la riapertura. Dopo varie vicende le ha acquistate il comune, ma per il momento non riesce a riaprirle. Speriamo in maggior fortuna la prossima volta.

Il mare di Capo San Marco

Dispiaciuti per la chiusura delle terme? Potete consolarvi con un bellissimo mare, qui sotto in una veduta dalla Villa Comunale.

mare di sciacca

Il mare di Sciacca è un po’ schiacciato dalla fama di località vicine, come Scala dei Turchi, ma se vi recherete sulla spiaggia di Sciacca che io preferisco, quella di Capo San Marco, non resterete delusi. Proprio a due passi dalla cittadina, troverete mare azzurro con un fondale basso adatto ai bambini e bella sabbia chiara, e potrete scegliere tra uno stabilimento attrezzato e una zona per la libera balneazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.