Taroudant e l’oasi di Tiout

Taroudant  è un luogo incantevole che spicca nel territorio arido della catena montiosa dell’ Alto Atlante, situato nel cuore della valle di Souss, in Marocco; con le sue merlate mura ed i torrioni di argilla rossa virante sull’ocra, che ne circondano interamente il perimetro della medina, e con i suoi animati souk rinomati per i lavori in cuoio, per i gioielli e per i tappeti tribali, Taroudant sembra uscita dalla favola di Aladino.

E forse un po’ quel mondo fantastico appartiene davvero di diritto a Taroudant, perchè nell’oasi di Tiout, a 30 km da qui, è stato girato nel  1954 il celebre film di Ali Babà e i 40 ladroni con Fernandel.

Taroudant  ha il fascino dei luoghi al centro delle rotte commerciali, ma resta piccola e intatta nella tradizioni. E’ stata un tempo una città importante, la quarta del Marocco, ma a partire dal 1800 la sua fama è stata oscurata da quella di Marrakesh.

mura di Taroudant

Dista solo un’ora da Agadir e dalla costa, circa 4 ore da Essaouira , 3 ore e mezza da Marrakesh, con la quale ha molti aspetti in comune, tanto da essere soprannominata la piccola Marrakesh.

Dunque arrivarci è  possibile in poco tempo da diversi punti di partenza, la visita si può facilmente effettuare in una mezza giornata, perchè la città è piccolina, il suo interesse sono principalmente le mura, i souk e gli scenari pittoreschi, e si può riservare il resto alla visita del palmeto dell’oasi  diTiout.

Le mura di argilla rossa

8 kilometri di mura risalenti al XVI secolo e del tutto intatte (anche perchè vengono costantemente restaurate e i pezzi rovinati rimpiazzati da quelli di nuova costruzione, senza che vi sia nessun falso perchè è un processo continuo) sono uno spettacolo che va ammirato da tutti i lati, percorrendo in auto l’intero perimetro.

taroudant

 

Alla città si accede da 5 diverse porte, ma la principale è Bab el Kasbah, davanti alla quale è un bel vialetto costeggiato da palme, con un curioso monumento con una mano che versa una da una teiera dorata gigante circondata dalle tazzine.

Vicino alla Bab el Kasbah su di un tratto di mura si può salire per ammirare da una posizione sopraelevata la città con il suo movimento.

taroudant monumento teiera

 

La Piazza 20 Agosto

Su di un altro lato della città, appena fuori dalle mura sorge la Piazza 20 Agosto, una piazza molto vasta con con una elegante pavimentazione ed al centro una grande fontana, E’ un luogo frequentatissimo ed animato anche di notte, spesso con musica e balli e feste,  che ricorda un po’ la piazza principale di Marrakesh, ma a dire il vero senza tutto il  suo incredibile fascino.

I souk

Arrivando  a Taroudant nel cuore di una molto calda giornata di tarda primavera, subito dopo l’ora di pranzo di un giorno feriale, la cosa che mi ha più colpito è stata vedere le strade quasi vuote, i souk coperti immersi nell’ombra con i venditori appisolati nei loro negozi.

Non mi ha fatto subito l’impressione di una città molto vivace, ma man mano che passavano le ore ed aumentava il fresco gli abitanti spuntavano come funghi, le strade si riempivano di nuovi banchi alimentari e di altra merce, fino a tramutarsi addirittura in una simpatico kaos  sotto la luna della sera: è la tipica abitudine indotta dalla necessità a vivere intensamente le ore più fresche.

taroudant calessino

I souk di Taroudant, raggruppati in gran parte per categorie merceologiche simili, sono meno appariscenti di quelli di Essaouira, ma sono indubbiamente meno turistici e più genuini, concepiti a favore degli abitanti. Nonostante questo si possono trovare oggetti interessanti,  compresi quelli di piccolo antiquariato, a prezzi buoni, e lo spettacolo dei souk è come sempre folkloristicamente colorato e simpaticamente kaotico.

taroudand souk

La parte araba del souk (il souk arab artisanal) della zona nord di Piazza Talmoklate è dedicata soprattutto ai gioielli, ai tappeti e al vasellame, mentre i banchi di spezie e prodotti alimentaris sono soprattutto del mercato berbero della zona sud di  Piazza Talmoklate.

taroudant souk

Nella medina: viuzze, moschee e riad

la medina è caratterizzata da alcune direttrici principali e da tante stradine strette con sottopassi e collegamenti tra diverse case.

viuzze taroudant

Se dovete alloggiore a Taroudant, non scegliete un hotel ma un riad, le abitazioni tradizionali che hanno al centro un cortile spesso con una vasca o piscina e alberi; io ho soggiornato al Riad Taflag, gestito da una cordialissima ed affiatata coppia, lui marocchino e lei francese, dove ho potuto anche gustare le specialità locali e godermi un fantastico massaggio marocchino.

riad taflag taroudant

Tra i souk e le viuzze della città svettano i punti di riferimento delle moschee, da cui 5  volte al giorno si alza la voce dei muhazin quasi a scandire le varie fasi della giornata. Sono moschee moderne ma belle nella loro semplicità che riprende lo stile tradizionale.

moschea Taroudant

Les Tanneries

Fuori dalle mura di Taroudant restano due edifici da visitare, completamente diversi tra di loro. Il primo è il complesso che ospta le concerie delle pelli,  Les Tanneries. Ci vuole un po’ di stomaco, gli odori sono forti, tra quelli delle carcasse animali e quelli degli agenti chimici e naturali utilizzati per la concia e la tintura,  e così  i lavoratori che fanno da guida per mostrare tutto il processo offrono tipicamente un ramoscello di menta da annusare per mitigare un po’ il senso di nausea.

taroudant vasche delle tanneries

Come in tutte le concerie arabe vengono lavorate pelli di mucca, cammello, pecora ma soprattutto  qui la pelle principe è quella di capra. Sono le capre infatti le greggi che più facilmente si adattano a vivere tra i monti dell’Atlante, le stesse capre che costituiscono oggetto di grande curiosità per i turisti che le vedono arrampicarsi sugli alberi di argan.

tanneries taroudant

I lavoratori, che hanno intorno alle concerie le varie botteghe dove espongono i loro prodotti artigianali, sono raccolti in cooperative e dividono parte dei loro guadagni ma soprattutto delle spese del processo di lavorazione, per la quale è stato scavato un profondo pozzo al centro della conceria perchè è necessaria molta acqua durante la lavorazione. La visita è molto interessante e autentica e non c’è alcuna pressione per l’acquisto di prodotti che comunque sono di qualità.

tanneries taroudant

Palais Claudio Bravo

Il Palazzo Claudio Bravo è la residenza ricca di charme del pittore iper-realista cileno,  traseritosi in Marocco di cui era innamorato, e scomparso nel 2011.

Il palazzo, di sapore marocchino ma molto raffinato nell’arhitettura,  raccoglie opere dell’artista e la sua ricca collezione di  souvenir di viaggio, mobili e oggetti di design, che arredano con molto gusto un palazzo certamente originale, collocato di fronte ad uno specchio d’acqua e affiancato da bei giardini. E’ possibile anche soggiornarvi.

taroudant palais bravo

La Kasbah di Tiout

A 30 km da Taroudant si giunge ai piedi della Kasbah di Tiout. E’ un palazzo-fortezza che si erge su uno sperone roccioso. Alla vista frontale delude un po’ perchè ci si trova dinanzi ad un grande edificio recentemente ristrutturato e adibito a ristorante turistico, ma dai lati  della fortezza che sono rimasti intatti, e nelle cui  cui case decrepite dopo i terremoto del 1960 mi dicono che vivano ancora delle persone, emana un ben maggiore fascino.

kasbah tiout

Comunque vale la pena salire  alla kasbah ed affacciarsi ad una delle sue terrazze per contemplare la vera sorpresa: l’immenso palmeto dell’oasi di Tiout.

oasi di tiout

L’oasi di Tiout con il suo palmeto

Vi consiglio di non perdere l’occasione di una visita a dorso d’asino del palmeto che circonda l’oasi di Tiout, ai piedi dell’altura su cui sorge la kasbah . E’ un giro molto piacevole che vi permetterà di entrare in contatto con gli abitanti del villaggio e comprendere come si svolge la vita in questa piccola comunità berbera, che conta circa 4000 anime.

Tanto se vi avventurerete a piedi senza guida, oltre a non sapere dove andare, verrete presto avvicinati da qualche abitante del villaggio che si improvviserà vostro Cicerone chiedendovi una mancia non troppo diversa dal costo del giro in asino.

giro su asino a tiout

Io mi sono sentita un po’ Sancho Panza instabilmente in  groppa al  mite somarello, che non ha le staffe o il pomo della sella come i cavalli per reggersi, e lascia l’ospite un po’ precario mentre lui pazientemente lo porta sotto il sole a girare per le stradine che tagliano l’eteso palmeto; il mio asinello era condotto da una signora anziana, una vedova padrona dell’animale, metre le spiegazioni venivano date da un ragazzo. Anche in questo caso, come ho avuto modo di notare in altre luoghi in Marocco, il rispetto e l’ossequio per le persona anziana è molto forte.

oasi di tiout

Il territorio verde  dell’oasi  di Tiout è molto esteso, principalmente occupato da una grande palmerie ma anche da coltivazioni di aranci carrube,  orzo e grano ed appartiene a diversi proprietari che abitano nel villaggio.

Per questo una figura centrale della piccola comunità berbera è il magistrato delle acque che governa l’utilizzo ripartito dell’acqua stoccata costantemente in una grande piscina-cisterna e giudica delle controversie che possono derivarne.

oasi tiout piscina raccolta acque

Il villaggio berbero di Tiout è modesto, preservato dal turismo di massa e tutti i suoi abitanti collaborano con un grande senso della comunità. Io ho espresso il desiderio di poter avere un tatuaggio henne sulla mano e subito sono stata condotta da una donna che con grande maestria ha effettuato su di me un bellissimo ricamo marrone (peccato con henne di scarsa qualità che si è cancellata presto).

henne tatuaggio

Nell’oasi di Tiout se volete potrete anche mangiare a casa di una famiglia berbera o essere ospitati per la notte.  Oltre alla bellezza del luogo, godrete di un’esperienza molto autentica, e a volte anche la semplicità di una vita immersa in un contesto naturale fa bene all’anima.

 

 

 

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