Bukhara, la città dove la Via della Seta è rimasta visibile

La Via della Seta: il solo nome richiama meraviglie esotiche, carovane cariche di spezie, sete preziose, città lontane e racconti tramandati per secoli. In pochi luoghi questa immagine prende forma con la stessa naturalezza che a Bukhara. Qui arrivavano mercanti da mondi remotissimi, portando merci, lingue, idee, ambizioni.

Oggi in questa città di 400.000 abitanti arrivano viaggiatori, e Bukhara conserva ancora il talento di trattenerli avvolgendoli in un’atmosfera che ha qualcosa di magico, pur restando profondamente concreta e viva.

strade del centro di bukhara di sera

Bukhara ha iniziato a sedurmi nel momento stesso in cui, arrivando dal deserto del Karakalpakstan,  mi sono seduta a sorseggiare una spremuta di melograno accanto alla vasca di Lyabi-Hauz. Il sole stava calando sui muri color sabbia, i camerieri preparavano con calma i tavoli per la sera, le prime luci si riflettevano sull’acqua e intorno si muoveva quella vita tranquilla che solo certe città possiedono. In quell’istante ho capito che Bukhara sarebbe stata uno di quei luoghi destinati a restare impressi molto più a lungo del previsto.

veduta di Bukhara dall'Ark

Una città da vivere lentamente

Bukhara va percorsa senza fretta, tornando magari due volte negli stessi luoghi, lasciando spazio agli imprevisti, alle deviazioni, alle soste non programmate.

bukhara samovar per il tè

Camminando tra i vicoli del centro storico mi sono accorta che il fascino della città non dipende soltanto dalle grandi architetture islamiche, pur magnifiche, ma da un insieme più sottile: il rumore lieve dei passi sulle pietre, le porte di legno scolpite, l’ombra improvvisa di un porticato, il profumo del pane appena sfornato, il richiamo lontano di una voce nel bazar.

Lyabi-Hauz, il cuore della vita quotidiana

Se dovessi scegliere un luogo capace di raccontare l’anima di Bukhara sceglierei ancora Lyabi-Hauz. E’ uno dei complessi urbani più armoniosi dell’Asia centrale, il luogo dove si capisce meglio come viveva una città carovaniera. Il nome significa letteralmente “intorno alla vasca”, e tutto ruota attorno a questo grande bacino artificiale, costruito nel XVII secolo quando l’acqua era un bene prezioso e insieme un segno di prestigio.  Per secoli fu punto d’incontro per mercanti, viaggiatori e abitanti.

Bukhara, Lyabi-Hauz

Oggi continua a esserlo in una forma diversa. Famiglie che passeggiano, bambini che rincorrono i piccioni, tavoli che si riempiono lentamente, camerieri sempre indaffarati ma mai nervosi. È uno di quei luoghi dove ci si siede per pochi minuti e ci si ritrova a restare un’ora.

La Madrasa Kukeldash

Sul lato nord domina la grande Madrasa Kukeldash, una delle più vaste scuole coraniche dell’Asia centrale. Costruita nel XVI secolo, presenta il tipico grande portale monumentale che introduce a un cortile interno circondato da celle e ambienti di studio.

Madrasa Kukeldash a Bukhara

Qui vivevano gli studenti, che seguivano corsi di teologia, diritto islamico, grammatica e discipline tradizionali. Oggi la facciata conserva una forza austera e severa, meno decorativa rispetto agli splendori timuridi di Samarcanda, ma molto più autentica nel suo rapporto con la città reale.

Il Khanqah di Nadir Divan-Begi

Sul lato opposto della vasca si trova il Khanqah di Nadir Divan-Begi, edificio destinato originariamente ai sufi e ai viaggiatori religiosi. Il termine khanqah indica infatti un luogo di ritiro spirituale, preghiera e ospitalità.

La facciata è elegante e sobria. All’interno si svolgevano incontri religiosi, meditazione e accoglienza per pellegrini e dervisci. Questo edificio ricorda che Bukhara non fu solo città del commercio, ma anche importante centro mistico dell’Islam centroasiatico.

Bukhara, Khanqah of Nadir Divan-Begi, edificio destinato originariamente ai sufi e ai viaggiatori religiosi.

La Madrasa Nadir Divan-Begi

Accanto sorge la Madrasa Nadir Divan-Begi, forse l’edificio più sorprendente del complesso. Nata, secondo la tradizione, come caravanserraglio e poi trasformata in madrasa a casusa di un errore nell’annuncio dell’Emiro, possiede una facciata molto particolare con decorazioni figurative rare nell’arte islamica della regione.

Bukhara La Madrasa Nadir Divan-Begi

Spiccano grandi uccelli mitici simili a fenici o simurgh che inseguono cervi verso il sole. È un motivo inconsueto, quasi favolistico, che rende questo portale uno dei più originali dell’Uzbekistan.

Bukhara. dettaglio delle fenici sulla facciata della Madrasa Nadir Divan-Begi con

La vasca centrale

Il vero centro scenografico resta però la vasca di Lyabi-Hauz. Un tempo l’acqua urbana serviva per rifornimento, refrigerio e vita quotidiana. Attorno si fermavano carovane, si discutevano affari, si incontravano persone di provenienze diverse.

Bukhara Lyabi-Hauz, vasca centrale di notte

Oggi gli alberi, i tavoli all’aperto e i riflessi serali la trasformano nel luogo più rilassante di Bukhara. È facile immaginare come potesse apparire secoli fa, con mercanti persiani, turchi, indiani e cinesi seduti nello stesso spazio.

la grande vasca del Lyabi-Hauz. Bukhara

La statua di Nasreddin Hodja

Vicino alla vasca si trova la celebre statua di Nasreddin Hodja, il personaggio ironico e sapiente del folclore turco-persiano e centroasiatico. Seduto sul suo asino con le babbucce, rappresenta l’umorismo popolare che attraversa tutta la regione.

Bukhara, statua di Nasreddin Hodja, personaggio letterario comico

Turisti e bambini si fermano spesso qui per una foto, ma la presenza di Nasreddin ricorda anche che le grandi città storiche vivevano non solo di potere e religione, ma anche di storie, satire e intelligenza quotidiana.

I mercati della Via della Seta

A Bukhara il passato commerciale non è soltanto un ricordo custodito nei libri di storia. Sopravvive nelle antiche cupole dei bazar, dove ancora oggi si vendono tessuti, ricami, spezie, ceramiche e piccoli oggetti d’artigianato.

negozio di artigianato e souvenir a Bukhara

Entrare sotto queste volte significa lasciare la luce forte del sole per ritrovarsi in un ambiente fresco e ombroso, pieno di colori e di voci basse. Qui si incontrano venditori cordiali, mai insistenti, artigiani fieri del proprio lavoro, giovani curiosi di praticare qualche parola d’inglese con i visitatori.

Ricordo soprattutto i tessuti: tappeti, sete lucide, ricami elaborati, motivi geometrici che sembrano custodire influenze persiane, turche, mongole. E poi le pellicce e i cappelli di astrakan, una vera specialità. Ogni banco racconta un frammento di quel mondo di scambi che rese celebre la città.

Bukhara tessuti e teppeti

I tre bazar coperti di Bukhara

Nel centro storico sopravvivono tre grandi bazar coperti, costruiti tra il XVI e il XVII secolo, quando la città era uno dei nodi principali della Via della Seta.

Non erano semplici mercati, ma spazi organizzati per categorie professionali e specializzazioni precise. Ogni cupola aveva la propria funzione, i propri artigiani, i propri clienti. Ancora oggi attraversarli significa entrare nella parte più concreta e quotidiana della storia di Bukhara.

i bazar di Bukhara

Toqi Zargaron, il bazar degli orafi

Toqi Zargaron è il più grande e forse il più importante dei tre. Il nome significa “cupola degli orafi”.

Qui lavoravano gioiellieri, argentieri, incisori, commercianti di pietre preziose e cambiavalute legati al commercio di oggetti di valore. La posizione centrale ne conferma l’importanza economica.

bazzar a Bukhara

Ancora oggi è il bazar dove si trovano gioielli tradizionali, oggetti in metallo cesellato, piccole scatole decorate e artigianato raffinato. Entrandovi si percepisce subito la sua ampiezza: la cupola alta e luminosa crea uno spazio quasi monumentale.

Toqi Telpak Furushon, il bazar dei copricapi

Toqi Telpak Furushon ha uno dei nomi più curiosi: significa “cupola dei venditori di cappelli”.

Qui si commerciavano turbanti, colbacchi, copricapi in feltro, berretti ricamati e accessori tessili. In Asia centrale il copricapo aveva valore pratico, sociale e simbolico: proteggeva dal clima, indicava provenienza, status o appartenenza culturale.

cappelli nel bazar di Bukhara

Oggi è uno dei bazar più piacevoli da visitare perché conserva un’atmosfera raccolta e piena di colore. Si trovano tessuti, sciarpe, piccoli souvenir e cappelli tradizionali uzbeki.

Bazar dei capelli a Bukhara

Toqi Sarrofon, il bazar dei cambiavalute

Toqi Sarrofon era forse il più moderno nel concetto economico. Il nome rimanda infatti ai sarrafs, i cambiavalute e finanzieri del mondo islamico.

Qui i mercanti arrivati da paesi diversi potevano cambiare monete, pesare metalli preziosi, ottenere credito e regolare pagamenti. In una città internazionale come Bukhara era un servizio essenziale.

Toqi Sarrofon a Buqara, il bazar dei cambiavalaute

Pensare che nel XVI secolo esistesse uno spazio dedicato alla finanza commerciale rende bene il livello di sofisticazione economica raggiunto dalla città.

Come visitarli oggi

I tre bazar si trovano nel cuore del centro storico e si incontrano facilmente passeggiando tra Lyabi-Hauz e il complesso di Po-i-Kalyan.

Il consiglio è semplice: non attraversarli di corsa. Fermatevi a osservare le strutture, la luce che filtra dalle cupole, le merci esposte, i piccoli laboratori ancora attivi.

melograne di ceramica, tipico souvenir di Bukhara

Di mattina hanno un ritmo più tranquillo. Nel tardo pomeriggio, con la luce più morbida e maggiore movimento, diventano ancora più suggestivi.

Magoqi – Attori Mosque, il cuore più antico

Dopo il susseguirsi delle cupole dei bazar, la strada si allarga all’improvviso. In una conca sotto il livello della città compare la Magoki-Attori Mosque, discreta e antichissima, come se Bukhara avesse lasciato affiorare per un momento uno dei suoi strati più remoti.la Moschea Magoki-Attori, Bukhara

Molti turisti ci passano quasi senza capirla, ma per chi ama le città storiche, è uno dei luoghi più interessanti da osservare.

Dove si trova esattamente

La moschea sorge tra i tre grandi bazar storici, in posizione molto centrale: a pochi minuti a piedi da Lyabi-Hauz, lungo il percorso verso Po-i-Kalyan, vicino a Toqi Telpak Furushon e Toqi Sarrofon. In pratica, è una delle tappe naturali mentre si passeggia nel centro storico.

Davanti alla Magoki-Attori Mosque si apre uno slargo urbano abbastanza ampio, non una piazza formale europea ma una zona aperta di respiro, oggi pavimentata, circondata da percorsi pedonali e negozietti.

Questo spazio serve anche a mettere in risalto il fatto che la moschea è più bassa del livello stradale: la facciata appare in una sorta di conca archeologica, e per raggiungerla si scende. Non è stato costruito così per scelta scenografica. Semplicemente, nel corso dei secoli il suolo urbano di Bukhara si è alzato progressivamente con nuove costruzioni, detriti, ricostruzioni e stratificazioni.

piazza su cui sorge la Moschea Magoki-Attori, Bukhara

Prima dello splendore di Bukhara

Magoki-Attori Mosque è uno degli edifici più affascinanti di Bukhara, soprattutto perché racconta una storia molto più antica dell’epoca islamica monumentale che oggi associamo alla città.

Il nome significa generalmente “moschea del fossato dei profumieri” o “moschea in basso dei venditori di spezie e profumi”. Magok richiama infatti l’idea di luogo depresso o scavato, mentre Attori rimanda ai mercanti di aromi, essenze e spezie che lavoravano in questa zona del bazar.

Un luogo sacro prima dell’Islam

Secondo molti studiosi, prima della moschea qui sorgeva un antico tempio zoroastriano o comunque un luogo di culto pre-islamico. Questo rende il sito particolarmente importante: mostra la continuità religiosa e urbana di Bukhara attraverso epoche diverse. Alcuni simboli stilizzati sulle colonne infatti sembrerebbero ricollegarsi alla religione zohoroastriana.

Con l’arrivo dell’Islam il luogo venne trasformato, mantenendo però la centralità simbolica dello spazio.

dettaglio della facciata della Moschea Magoki-Attori, Bukhara

La facciata e i dettagli architettonici

La Magoki-Attori Mosque non colpisce per dimensioni grandiose, ma per finezza.

La facciata presenta splendidi lavori in mattone scolpito, archi eleganti e decorazioni geometriche molto antiche. È un’architettura più sobria rispetto alle grandi madrase rivestite di maiolica blu, ma spesso ancora più interessante per chi ama la storia autentica dei luoghi.

Qui si percepisce la Bukhara medievale, precedente alle scenografie monumentali dei secoli successivi.

L’antico hammam di Bukhara

Tra le esperienze più particolari che si possono vivere a Bukhara c’è la visita – o meglio ancora l’ingresso – in uno degli antichi hammam ancora attivi nel centro storico. In una città nata dal commercio e dalla vita urbana, il bagno pubblico non era un lusso marginale, ma un’istituzione essenziale.

entrata hammam di Bukhara

Per secoli gli hammam furono luoghi di igiene, socialità, riposo, incontri d’affari e rituali quotidiani. Dopo il viaggio delle carovane, dopo la polvere delle strade, dopo il caldo del deserto, il bagno rappresentava ristoro e civiltà.

Il Bozori Kord Hammam

Il più celebre è Bozori Kord Hammam, situato nel cuore del centro storico, vicino ai bazar coperti e non lontano da Magoki-Attori Mosque.

Secondo la tradizione risale a diversi secoli fa, con ampliamenti successivi. Ancora oggi conserva l’impianto classico dei bagni orientali: ambienti progressivamente più caldi, sale voltate, stanze di massaggio, nicchie e percorsi pensati per accompagnare lentamente il corpo dal mondo esterno a uno spazio di quiete.

Bozori Kord, hammam di Bukhara

Entrarvi significa lasciare il rumore della città per ritrovarsi sotto cupole basse, in penombra, tra pietra tiepida e vapore.

L’hammam non era una semplice doccia pubblica. Il percorso tradizionale prevedeva: sala tiepida per acclimatarsi, ambienti più caldi per sudorazione e purificazione, lavaggi con acqua calda, scrub energico con guanto ruvido, massaggio, riposo finale con tè

Era un rito lento, non una pratica veloce. E forse proprio questa lentezza spiega il fascino che ancora oggi esercita.

L’atmosfera

Nei vecchi hammam di Bukhara la luce entra spesso da piccoli lucernari nelle cupole. Si diffonde in modo soffuso, creando cerchi chiari nel vapore. Le pareti spesse trattengono il calore, il rumore del mondo esterno scompare quasi del tutto.

È facile immaginare mercanti persiani, viaggiatori indiani, funzionari locali e artigiani che per secoli si sono rilassati negli stessi spazi.

entrata hammam tradizionale di Bukhara

Come in molte città islamiche, l’hammam era anche luogo di relazioni. Qui si parlava di affari, matrimoni, notizie, politica locale. Per uomini e donne, in orari o strutture separate, rappresentava un centro della vita urbana.

Capire gli hammam aiuta a capire che Bukhara non viveva solo di moschee e bazar, ma anche di servizi pubblici sofisticati e di cultura del benessere.

Il Po-i-Kalyan e la grandezza di Bukhara

Il simbolo monumentale di Bukhara è il complesso di Po-i-Kalyan, dominato dal magnifico Minareto Kalyan. Il nome del complesso significa più o meno “ai piedi del Grande”, riferendosi al minareto che domina l’insieme.

Accanto al minareto sorgono la Moschea Kalyan e la Madrasa Mir-i-Arab. L’insieme è grandioso ma non opprimente: trasmette una calma solenne, quasi misurata.

complesso di Po-i-Kalyan a bukhara

Dopo i vicoli del centro storico, le cupole dei bazar e gli slarghi più raccolti, arrivare in questa vasta piazza produce ancora oggi un piccolo stupore. Lo spazio si apre all’improvviso e davanti agli occhi compare uno dei complessi architettonici più belli dell’Asia centrale.

Il Minareto Kalyan

Il protagonista assoluto è il Minareto Kalyan, costruito nel XII secolo e alto circa 46 metri. Slanciato, perfettamente proporzionato, elegante senza ostentazione, ancora oggi segna lo skyline di Bukhara come doveva fare secoli fa per chi arrivava dal deserto.

Per i viaggiatori antichi doveva essere un segnale rassicurante: significava acqua, riposo, commercio, sicurezza.

complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, con il minareto Kalyan

Secondo una celebre tradizione, perfino Gengis Khan, devastatore di molte città della regione e di Bukhara stessa, rimase tanto colpito dalla sua bellezza da ordinarne il risparmio. La leggenda dice che alzando la testa per guardare il minareto, a Gengis Khan cadde il cappello, e dovete curvarsi per raccoglierlo; allora disse che poichè si era inchinato davanti al minareto non poteva distruggerlo.

Osservandolo da vicino colpiscono le fasce decorative in mattone, diverse una dall’altra, e la sensazione di equilibrio perfetto.

cima del minareto Kalyan a Bukhara di notte

La Moschea Kalyan

Di fronte al minareto si estende la grande Moschea Kalyan, principale moschea congregazionale della città.

Vi sorgeva già una moschea distrutta da Gengis Khan. L’attuale edificio risale soprattutto al XVI secolo e presenta il tipico grande cortile interno circondato da porticati e cupole minori. Nei giorni di maggiore affluenza religiosa poteva accogliere migliaia di fedeli.

complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, con il minareto Kalyan e la Moschea Kalyan

Una particolarità di questa moschea è la presenza di diverse cupoline, che servono per l’acustica e per l’aria fresca.

Entrando si percepisce immediatamente la misura degli spazi: tutto è ampio ma armonioso, monumentale ma non oppressivo.

cortile della moschea Kalyan

La Madrasa Mir-i-Arab

Sul lato opposto della piazza sorge la Madrasa Mir-i-Arab, una delle scuole coraniche più prestigiose dell’Asia centrale, ancora in funzione.

cupola turchese della Madrasa Mir-i-Arab a Bukhara

Fondata nel XVI secolo dall’ Emiro per un eminente religioso che veniva dallo Yemen (da qui il nome Mir-i-.Arab, Emiro che viene dall’Arabia), fu per secoli un importante centro di studi religiosi e continua ancora oggi ad avere valore spirituale e simbolico. Le sue cupole turchesi e il portale decorato sono tra le immagini più riconoscibili di Bukhara.

È l’edificio che dona colore al complesso, contrapponendo il blu delle maioliche al tono caldo del mattone del minareto.

complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, con la Madrasa Mir-i-Arab

L’effetto della piazza

Ciò che rende speciale Po-i-Kalyan non è soltanto la qualità dei singoli edifici, ma il dialogo tra loro.

Il minareto verticale e dominante, la moschea ampia e orizzontale, la madrasa elegante e decorata. Tre funzioni diverse – richiamo alla preghiera, culto collettivo, insegnamento – riunite in uno stesso spazio urbano.

complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, con il minareto Kalyan, la Moschea Kalyan e la Madrasa Mir-i-Arab
scorcio complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, preso dalla Moschea Kalyan

Il momento migliore per visitarlo

Io ci sono tornata due volte, una nel pieno del giorno e una la sera. Di giorno il complesso mostra tutta la sua imponenza. Ma il momento più suggestivo arriva nel tardo pomeriggio, quando la luce diventa dorata e il colore sabbia delle superfici si scalda.

La sera, con meno visitatori e le illuminazioni soffuse, la piazza acquista una calma quasi irreale.

complesso di Po-i-Kalyan a Bukhara, la moschea di sera

L’Ark, la fortezza del potere

Tra una visita e l’altra, Bukhara invita anche a fermarsi a tavola. Il Plov, con riso, carne e carote, è il piatto simbolo del paese. Gli spiedini di Shashlik arrivano fumanti dalla brace. Il pane uzbeko, rotondo e decorato, accompagna ogni pasto.

Ma più del cibo ricordo il modo in cui viene offerto: con calma, con generosità, con il continuo invito a prendere ancora qualcosa.

Uno street food particolare sono i semi di albicocca, tostati, sembrano quasi pistacchi.

E da non dimenticare il tè che accompagna ogni pasto.

bancarella con erbe per diverse tisane a Bukhara

Cosplay: principesse uzbeke nella Abdulaziz Khan Madrasa

Se volete divertirvi a sentirvi principesse delle Mille e una notte (o terribili guerrieri mongoli al seguito di Gengis Khan), potete provare il cosplay con bellissimi costumi uzbeki all’interno della Abdulaziz Khan Madrasa, oggi trasformata in un centro di botteghe tradizionali. Mancano solo (peccato) i 4 kg d’oro che normalmente adornavano l’abbigliamento delle principesse vere.

costumi da principessa uzbeka a Bukhara

La Abdulaziz Khan Madrasa, in pieno centro di Bukhara, fronteggia la Ulugbek Madrasa, ed oggi il suo cortile interno è pieno di bancarelle di tessuti, gioielli, souvenir, ma conserva un’ atmosfera molto scenografica, con decorazioni ricchissime, stucchi e pitture.

interno della Abdulaziz Khan Madrasa a Bukhara

La sera a Bukhara

Quando il caldo si attenua e le luci iniziano ad accendersi, Bukhara mostra forse il suo volto migliore. Le piazze diventano più intime, i monumenti meno solenni, i vicoli più misteriosi.

Passeggiare dopo cena tra madrase e cupole, con l’aria finalmente fresca e il brusio dei ristoranti in lontananza, è uno dei ricordi più vivi che porto con me dell’Uzbekistan.

Bukhara di notte

Perché Bukhara resta nel cuore

Bukhara non è soltanto una meta da visitare. È un luogo da assaporare lentamente, lasciando che siano i dettagli a conquistare il viaggiatore: una spremuta di melograno al tramonto, il riflesso delle luci sull’acqua, una stoffa colorata nel bazar, il sorriso inatteso di uno sconosciuto.

Ed è forse proprio questo il suo segreto: far sentire chi arriva da lontano parte di una lunga storia di partenze e ritorni.

I love Bukhara

4 thoughts on “Bukhara, la città dove la Via della Seta è rimasta visibile

  1. A me piace vivere i luoghi senza ansia da prestazione, per cui nell’atmosfera lenta di Bukhara sarei perfettamente a mio agio. Hai raccontato questa città con il cuore in mano e questo traspare in ogni tua parola. Me ne hai fatto letteralmente innamorare, e spero di andarci presto per vivere le tue stesse emozioni.

  2. Mamma mia quanti dettagli e che meraviglia! L’Uzbekistan è diventato di recente meta molto di moda, ma mai avevo letto un racconto così profondo e attento. Dovremmo tutti tornare ad un viaggio lento, selezionando cosa vedere ma facendolo bene. Apprezzo davvero il tuo stile, è anche il nostro

  3. Grazie mille per questo splendido itinerario su Bukhara! Le descrizioni sono vivide e mi hanno fatto venire una voglia incredibile di partire. È una guida utilissima per chi sta pianificando un viaggio sulla Via della Seta. Complimenti!

  4. Ho adorato l’Uzbekistan e Bukhara è una delle città più belle, ricordo bene le atmosfere da mille e una notte e le tante cose da vedere. Mi hai riportato a un viaggio davvero affascinante 🥰

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