La riva est del Nilo: Luxor e Karnak

Ogni crociera nell’Alto Egitto incomincia dalla riva est, quella dove sorge il sole e prospera il regno dei viventi, all’altezza dell’antica Tebe, dove si stagliano imponenti i templi di Luxor e Karnak, così maestosi da lasciare un’ impressione ancora più forte, se possibile, della vista delle Piramidi.

Tebe fu capitale del Medio e Nuovo Regno, e fu uno dei più venerati centri religiosi proprio grazie ai templi di Luxor e Karnak, che oggi appaiono separati, ma che in passato costituvano un unico grande complesso. Tebe, l’odierna Luxor, deriva il nome dall’antico egizio Ta Ebet, Casa delle Donne, le sacerdotesse del dio Amon; Luxor si chiamava anche “la città dalle Mille porte” perchè aveva un muro sul quale si aprivano quasi mille porte; il nome attuale deriva da “El Quasr”, il palazzo, perchè quando trovarono tutti questi templi li considerarono palazzi reali.

Il complesso archeologico di Luxor-Karnak è patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco fin dal 1979. Tutto qui ruota intorno all’archeologia e al turismo che ne deriva.

viale degli arieti e primo pilone tempio di amon ra a Karnak

Il tempio di  Amon-Ra a Karnak

Il complesso dei templi di Karnak copre una superficie di 60 acri. Non è il frutto dell’opera di un solo Faraone, ma una stratificazione dell’opera di più faraoni. Tutti volevano lasciare il loro nome ed il loro segno nel più grande edificio elevato al dio Amon, la massima divinità della storia egizia che legittimava l’autorità del faraone.

Karnak fu centro di culto attivo per oltre 1600 anni, dalla XII dinastia  fino alla XXX dinastia. Le prime pietre del primo tempio furono poste da Sesostri I, la costruzione del tempio di Amon come lo conosciamo oggi risale alla XVIII dinastia con Tuthmose III.

tempio di Amon Ra a Karnak

Amon era adorato a Karnak insieme alla sposa Nut e al figlio Khonsu, che insieme costituiscono una triade divina che rappresenta la perfezione. Infatti la vita degli dei era simile a quella degli uomini e quindi si sposavano e generavano figli. Mut ha un proprio tempio, collegato a quello di Amon,  mentre Khonsu viene celebrato nella propria festa nei due templi dei genitori.

Amon-Ra significa il dio invisibile, ed è sempre rappresentato con il disco solare alato. La statua del dio Amon era piccola per essere facilmente trasportata durante la festività dell’Opet. In questa occasione ls statue di Amon, di Mut e di Khonsu andavano verso Luxor sulle loro barche solari.

barca solare di Amon Ra a Karnak

Le barche solari nel tempio di Karnak erano poste su una slitta che permetteva di estrarle dal sancta santorum. Davanti alla statua del dio era un altare su cui venivano poste le offerte e bruciato incenso per scacciare il male.

Il tempio non era solo la casa degli dei, era anche luogo di studio dove i bambini e giovani andavano ad imparare dai sacerdoti,  era rifugio per i poveri che cercavano sostentamento per mangiare, ed era una sorta di banca nazionale in cui tutte le offerte venivano conservate. Era anche un luogo di propaganda dei faraoni, dove questi incidevano sui muri tutte le grandi azioni compiute, le battaglie, le spedizioni, i loro rapporti di amicizia con gli dei. Il tempio era anche un ospedale perchè i sacerdoti avvano conoscenza di farmacopea.

karnak

Per entrare al complesso del tempio di Amon-Ra, bagagli e persone devono passare sotto il metal detector, è una misura di sicurezza a causa degli attentati terroristici che in anni passati hanno colpito alcuni importanti siti archeologici. Subito dopo si entra in una sala dove è custodito un plastico del complesso di Karnak-Luxor che dà una vaga idea delle proporzioni gigantesche dei luoghi, e sono riprodotti a grandezza naturale i modelli delle barche solari della triade divina.

Karnak è disposto sull’asse sud nord perchè il Nilo scorre da sud verso nord, e così i testi egizi dicono che il sole Ra sorge da sud. La strada processionale su cui venivano trasportate le barche solari di Amon-Ra, Mut e Khonsu  conduceva da Karnak a Luxor sempre su quest’asse, tanto che Luxor veniva anche chiamata “la cappella meridionale”.

viale degli arieti karnak

L’entrata del tempio di Amon-Ra è preceduta da un viale di 40  sfingi col corpo di leone e dalla testa di ariete. La processione degli arieti che precede i piloni di entrata, e che un tempo arriava fino a Luxor, doveva essere  ancora più grandiosa perchè sulla faccia degli arieti erano poste barbe posticce d’oro e queste sfingi erano inframezzate da piante di loto.

primo pilone Karnak

Il tempio si è conservato così bene perchè era sommerso completamente dalla sabbia, solo una picocla parte delle mura superiodi emergeva. Sembra incredibile ma  neanche il 30% del patrimonio archeologico di quest’area è stato scoperto.

La cinta muraria di Karnak è fatta col limo del Nilo, ed è stata costruita per riparare il tempio dalla piena del fiume che inondava le terre circostanti ed avrebbe invaso gli edifici sacri. Le mura frontali sono  altissime, lasciano senza fiato, e ci si domanda come abbiano fatto gli antichi egizi ad edificarle: usavano un sistema di rampe che venivano alzate man mano che saliva l’altezza delle mura edificate; all’interno delle mura è ancora rimasta una rampa che ci dimostra inequivocabilmente il metodo usato.

resti rampa limo primo pilone karnak

E’ una falsità storica che questi enormi complessi siano stati edificati da schiavi. Tutto il popolo concorreva alla realizzazione di queste grandi opere, era un servigio offerto al Faraone e ad Amon-Ra. Gli operai prestati all0opera ne ricevevano da mangiare e da bere ma era lavoro volontario, specie nel periodo della piena del Nilo quando le attività agricole dovevano necessariamente fermarsi.

karnak

A Karnak c’erano anche 65.000 sacerdoti, divisi in 4 gruppi, ciascuno dei quali lavorava per 3 mesi alla funzione religiosa, mentre si dedicavano all’arte della scrittura e della medicina per il resto dell’anno e probabilmente sovraintendevano alle opere edili. Gli schiavi si occupavano solo del taglio delle pietre, e se lavoravano bene potevano guadagnare la loro libertà e tornare ai loro Paesi, ma ci sono fonti storiche che indicano che tanti prigionieri preferivano rimanere in Egitto, dove la qualità di vita assicurata dalla civiltà era molto migliore.

karnak

All’entrata, sulle mura si vedono dei buchi, quello era il posto per tenere le bandiere dell’Alto Egitto, che erano come oggi  bianche rosse e nere.

Tuthmose I costruì la Sala delle Feste e la Sala degli Annali con scolpite le vittorie delle campagne di Siria e di Canaan.

karnak

La cosa più stupefaciente di Karnak è la gran sala ipostila, 134 colonne costruite in 100 anni, una meravigliosa foresta di altissimi alberi di pietra. Fu costruita da Sethi I e ampliata da Ramses II. Non c’è descrizione possibile che renda l’idea, anche l’obeittivo della macchina fotografica cede alla granezza di questa sala senza poterla abbraccaire tutta.

Dovete solo sostare tra questi giganti che toccano il cielo e sentirvi piccoli di fronte all’immensità. In cima, sui capitelli, sono poste architravi di 70 tonnellate che sostengono i colossali lastroni del tetto.

karnak sala ipostila

Tutto il complesso di Karnak era in origine colorato, e anche le colonne erano dipinte a sgargianti colori, che in parte si sono mantenuti e che sono attualmente in parziale restauro. Il risultato policromo è sbalorditivo, molto lontano dall’idea che oggi si ha dei monumenti antichi.

karnak sala ipostila

Ma ciò che colpisce l’anima è la tensione verticale e insieme l’immanenza pesante delle colonne, spirito e potenza, il gioco di luci ed ombre che prepara ad entrare nella buia sala più sacra dove era l’effige (e dunque l’anima stessa) della divinità.

karnak sala ipostila

A Karnak sorgevano ben 17 obelischi, ma ne sono rimasti solo 2, gli altri sono stati portati in tutto il mondo. Il più alto obelisco del mondo, 32,18 metri, proviene dal tempio di Amon-Ra a Karnak, è l’Obelisco di Tuthmosis III ed è proprio a Roma, in Piazza San Giovanni, prima ancora quando fu portato a Roma costituiva la spina del Circo Massimo.

karnak obelisco di Ramses II

L’obelisco più alto d’Egitto resta quello della regina Hatschepsut (28 metri); Tuthmose III, non potendo  abbattere o scalpellare l’obelisco come aveva fatto altrove con le immegini e i cartigli della regina, tentò di cancellarne la vista costruendovi davanti un muro, poi crollato.

Il cortile aperto davanti al sancta santorum era aperto alla gente e circondato da locali sper depositare le offerte, mentre il sancta santorum era riservato ai soli sacerdoti.

karnak sacta santorum

Infine dietro al complesso c’era un lago sacro in comunicazione col Nilo,  la cui acqua serviva ai sacerdoti per purificarsi prima delle funzioni sacre. Il mistero di questo lago è che, pur essendo collegato al Nilo, il livello dell’acqua non cambia con le piene.

karnak lago sacro

Davanti al lago c’è una curiosità: lo scarabeo Khepri, un grande scarabeo di pietra che porta fortuna a chi ci gira intorno: 3 giri fortuna, 5 giri ricchezza, 7 giri matrimonio, 9 giri salute. A voi la scelta!

scarabeo karnak

Luxor

Il tempio di Luxor nell’antico Egitto era un importante sito religioso  al centro della grande festa di Opet, quando la statua di Amon veniva portata dalla vicina Karnak  attraverso il lungo viale di sfingi, di cui una parte sorge ancora davanti all’ingresso del tempio, e da tutto il regno arrivavano i fedeli del dio.

luxor primo pilone

Un tempio così grandioso, era simbolo della potenza dei faraoni che lo costruirono, Amenophi III  nel IV secolo a.C, e Ramses II un secolo dopo; fu poi rimaneggiato e ampliato da Alessandro Magno che si considerava egli stesso faraone e teneva in grande considerazione gli dei egizi tanto da costruire un altro tempio dentro il primo edificio,  e poi fu restaurato da Tiberio; cadde però in abbandono in epoca musulmana.

luxor moschea

Nel 996 dC, in epoca fatimida,  vi venne edificata la Moschea di Ab el Haggag, che ancora domina il tempio, probabilmente coprendone una parte, ma è diventata essa stessa monumento intoccabile.

Incredibilmente  l’immenso tempio rismase per secoli e secoli sotto la sabbia,  e come sempre questo fu una fortuna per la sua conservazione. Gli scavi si spingono infatti fin sotto il livello delle abitazioni e del manto stradale.

luxor viale dell sfingi

Luxor è ancora più suggetiva di sera perchè tutto il complesso del tempio e il viale delle sfingi sono splendidamente illuminati e costituiscono un fantastico colpo d’occhio. Il pilone di ingresso alto 24 metri impressiona davvero.

Davanti al tempio sorge un alto obelisco di 23 metri, costruito sotto il regno di Ramses II. Un tempo la punta degli obelischi era copertra da elettro, un materiale misto tra argento e oro, simbolo dell’unione tra luna e sole, per catturare il primo raggio di sole al mattino e l’ultimo alla sera.

tempio di Luxor

Originariamente gli obelischi di Luxor erano due, quello mancante adorna oggi Place de la Concorde a Parigi, fondatore del pascià Mehmed Alì, fondatore del museo egizio del Cairo al re Luigi Filippo di Francia; in cambio ricevette un orologio (non funzionante). Per innalzare l’obelisco in Place del la Concorde i francesi impiegarono 6 anni perchè non conoscevano la tecnica egizia.

L’ingresso del tempio di Luxor è dominato da 6 statue colossali di Ramses, 5 originali e una replica, inaugurata da pochi anni dal presidente egiziano. Ramses è rappresentato nelle due statue ai fianchi dell’ingresso seduto in trono e pacifico, a queste statue venivano portate le offerte. Nelle due statue seguenti invece Ramses è in piedi in tutta la sua potenza militare, la doppia corona, la gamba sinistra avanti, il pugno stretto, la barba posticcia.

luxor ingreso

Sul pilone è rappresentata la battaglia di Kadesh, la grande battaglia di Ramses contro gli Ittiti che gli egiziani celebravano come una vittoria, ma che in realtà fu conclusa con un trattato di pace, il primo trattato scritto della storia.

Passando con una certa soggezione attraverso il grande portale si accede ad una sala colonnata costruita da Tuthmose III.

luxor cortile colonnato

Nel colonnato ci sono due grandissime statue di granito di Ramses II che celebrano l’unificazione dell’Egitto. il dio Hapy è raffigurato con tratti maschili e femminili insieme mentre unisce papiro e loto, simboli dei due regni.

Dopo il Cortile di Ramses c’è un secondo Pilone ed il Viale di Amenofi III fiancheggiato da 14 colossali colonne con  capitello con decorazioni di papiro, e alla fine del viale c’è un cortile dove venivano portate le barche di Ra e degli altri due dei.

luxor viale delle 14 colonne di Ramses

Il sancta santorum è preceduto da un’abside che era affrescato in epoca romana. Per questo qualcuno ha creduto che fosse stato trasformato in chiesa cristiana, ma in realtà era stato adibito a luogo di culto romano, e quelle immegini erano figure di dei  e imperatori pagani.

luxor dipinti romani

Nell’area sacra dove originariamente era posta la barca di Amon, in età ellenistica i faraoni costruirono un naos dedicato al dio Alessandro Magno, alla sua barca solare funebre e alla sua presentazione ad Horus che lo tiene per mano offrendogli gli attributi della divinità al cospetto di Amon-Ra.

Infine in fondo al tempio Il santuario di Ra, la stanza dedicata ad ospitare la barca solare con la statuetta di Amon-Ra, contornata da stanze delle offerte e una stanza con descrizioni della divina nascita di Amenofi III. Infatti Amenofi III era nato da una concubina del faraone e quindi per legittimare la propria nascita reale con la complicità dei sacerdoti inventò che la madre era rimasta incinta del dio Ra.

Qui nel santuario in un nascondiglio furono per caso trovate 27 piccole statue che ora sono esposte nel museo a Luxor.

 

luxor

Scavare a Karnak e a Luxor non fa che restituire nuove sorprese, uno scrigno di inestimabili tesori che continua a sorprendere. Recentissimamente è stata ritrovata un’intera città romana alle porte di Luxor.

Per me, sicuramente la visita di Karnak e Luxor è stata la  giornata più emozionante del mio viaggio in Egitto, che mi ha fatto sentire un moscerino davanti alla grande Storia e all’ Arte immortale.

luxor di sera

 

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