Padova, cosa vedere nella città del Santo in un giorno

Quale è la città che ha un santo senza nome, un prato senza erba e un caffè senza porte? Ma Padova naturalmente! Questo detto popolare evidenzia tre particolarità della città veneta, che forse soffre un po’ dell’ombra di Venezia ma che è anch’essa molto bella, vivace, elegante, scrigno di arte e cultura.

Il Santo senza nome è naturalmente Sant’ Antonio da Padova, forse il santo dei miracoli più famoso al mondo, tanto da non aver bisogno di essere individuato per nome. Il prato senza erba è il Prato della Valle, la bella piazza cittadina di 90mila metri quadrati adornata da statue dei personaggi illustri. Il caffè senza porte è l’ottocentesco caffè Pedrocchi, che vivacizza le serate intellettuali e non solo di Padova.

Ma Padova offre anche tantissime altre cose, da fare e da vedere. Eccovi una breve guida per godervi un giorno cogliendo il meglio in questa città!

prato della valle

La Basilica di Sant’Antonio da Padova

Il centro di tutto, il simbolo di Padova nel mondo, è la “Basilica del Santo”, cioè sant’Antonio da Padova.  Non tutti sanno che Sant’Antonio in realtà non era originario di Padova, ma del Portogallo, e trascorse a Padova da frate francescano solo gliultimi anni della sua vita.

Ma questi anni, caratterizati da  un’incessante attività di predicatore  soprattutto contro la corruzione e da una vicinanza ai deboli vittime di usura, bastarono a renderlo celeberrimo e così amato dal popolo che la sua canonizzazione, accompagnata dalla testimonianza di numerosissimi miracoli ottenuti grazie alla sua intercessione, fu molto rapida.

sant antonio da padova

La festa di Sant’Antonio si celebra il 13 giugno, che a Padova è festa patronale ma è sentaita in tutta Italia.

La basilica dedicata a Sant’Antonio, elevata nel corso del 1200 su progetto di un architetto anonimo, forse egli stesso francescano, è un complesso monumentale assolutamente originale nell’arte medievale. Costruita in mattoni, ha quel colore tipico di tutte le chiese della città, ma uno stile unico, in parte orientaleggiante con le sue cupole che ricordano San Marco a Venezia, in parte romanico nelle strutture imponenti e lineari, in parte gotico nelle linee slanciate dell’abside e delle nove cappelle a raggiera.

piazza s antonio padova

A Sant’Antonio non si può entrare come semplici visitatori del pur grande patrimonio artistico contenuto. Sant’Antonio coinvolge e vi fa diventare dei pellegrini. Al’entrata un piccolo oposcolo vi inviterà a seguire un percorso di devozione e alla fine a ritirare il  diploma con nome, in ricordo gratuito del pellegrinaggio compiuto, ma anche in auspicio di un cammino appena iniziato, che continua nella vita di tutti i giorni.

La prima tappa del percorso devozionale è l’immagine della dolcissima Madonna del Pilastro.

madonna del pilastro s antonio padova

Preparatevi ad una lunga ma scorrevole fila per rendere omaggio all’arca che raccoglie le spoglie di Sant’Antonio, o almeno quelle che non sono smembrate nei numerosi reliquiari qui e in tutto il mondo.

La Cappella dell’Arca è una splendida opera rinascimantale realizzata nell’arco di tutto il 1500, a cui lavorarono i maggiori artisti veneti del secolo, scolpendo nove scene marmoree che evidenziano lo stile di ciascuno, tutti capolavori con momenti salienti della vita e miracoli di Sant’Antonio.

cappella arca bassorilievi s antonio padova

Al centro è la tomba di sant’Antonio, di fronte alla quale si sfila in silenzio appoggiando la mano alla pietra nera e pregando nel cuore l’intercessione del Santo.

cappella dell arca

Gli ex voto e i ceri sarebbero così tanti che non è possibile accenderli, e difatti si viene invitati a deporli un raccoglitore all’ingresso della cappella.

Nella cappelle successiva ci si può far aspergere di acqua benedetta  dai giovani sorridenti frati della basilica.

Potete poi passare alla visita (anche qui con fila) della Cappella delle reliquie, per rendere omaggio a vari resti di sant’Antonio e degli oggetti a lui appartenuti, una vista che è anche un modo di sentirsi vicino al Santo e una testimonianza di fede nella resurrezione.

cappella delle reliquie s antonio padova

Tra i preziosi reliquiari che ricoprono  in grandissime teche tutta la cappella, spicca quello dove è custodita la lingua di Sant’Antonio,  che così bene aveva predicato il Vangelo, ritrovata incorrotta quando fu riesumato il corpo, e da allora esposta alla venerazione dei fedeli; insieme al reliquiario della lingua vi è quello dell’apparato vocale e quello della mandibola del Santo, insieme a preziosi ex voto e reliquiari d’oro e d’argento.

La cappella della Madonna Mora custodisce questa bella antica statua della Madonna col Bambino, che era già nella chiesetta dove Sant’Antonio celebrava messa e dove fu inizialmente sepolto. Sulla parete nord della cappella si apre la Cappella del beato Luca Belludi, compagno di predicazione di Sant’Antonio, che presenta grandi e begli affreschi di Giusto de’Menabuoi.

cappella madonna nera s antonio padova

L’Altare Maggiore è ricchissimo di opere d’arte quasi tutta la sua composizione è di Donatello di cui costituisce un capolavoro, forse la più importante testimonianza artistica della basilica, con il Crocifisso, e le statue ai suoi piedi della Madonna e dei Santi.

Uscite lateralmente entrando nei cinque chiostri che si susseguono, che regalano diverse prospettive sulla chiesa. In uno di essi, il chiostro della magnolia, è una gigantesca secolare magnolia. Sui chiostri si affacciano il convento e l’ala dedicata ai novizi, il museo antoniano e quello della devozione popolare, e i locali che ospitano una mostra multimediale sulla vita di Sant’Antonio. Non perdedevi l‘erboristeria, ricca dei tipici dolci e liquori confezionati dai frati, ma soprattutto di rimedi erboristici per quasi i tutti i mali del corpo.

chopstro s antonio da padova

A fianco alla Basilica potete visitare l’Oratorio di San Giorgio e sulla piazza ammirate il Monumento equestre a Gattamelata, opera di Donatello.

padova gattamelata

Ora potete scegliere se girare a piedi o fore il completissimo giro della città nel bus a due piani hop on-hop off che parte proprio sul fianco della basilica e vi fa scoprire anche aspetti meno conosciuti della cittadina veneta.

Proprio dal lato dove sorge il monumento equestre di Gattamelata parte la Via di San Francesco, che vi condurrà verso il centro storico. La riconoscete per i suoi portici tipici; a Padova si può camminare per tutto il centro storico al riparo dei 12 km di Portici, buoni per il sole estivo così come nelle piovose o nevose giornate invernali.

via san francesco padova

A metà circa della via vi troverete di fronte a Palazzo Zabardella, che attualmente fino al 26 febbraio 2023 ospita la bellissima mostra sul Futurismo 1910-1915 e la nascita delle avanguardie, che ripercorre il percorso artistico dei maggiori artisti futuristi, il loro approccio alla modernità di un mondo in rapido cambiamento fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Consigliatissima e sorprendente!

palazzo zanardella padova

Piazza delle Erbe e Palazzo della Ragione

Il cuore della Padova dell’età d’oro del rinascimento è Piazza delle Erbe. E’ stata da sempre la piazza del mercato degli ortaggi o degli alimenti quotidiani di base per uomini e bestie (infatti in varie epoche fu appunto chiamata piazza delle biade e piazza del vino).  Piazza delle Erbe era anche il punto di arrivo dell’antico Palio, e durante la Repubblica Veneta vi venivano estratti i numeri del lotto.

piazza delle erbe e palazzo della ragione

Ancora oggi vivaci bancarelle animano tutto il giorno la piazza, circondata da bei palazzi come il Palazzo del Podestà o Palazzo delle Debite, ma soprattutto lo splendido Palazzo della Ragione, chiamato dai locali il Salòn, il salone per eccellenza, con i suoi 82 metri di lunghezza e 27 di larghezza.

Il Palazzo della Ragione era sede del tribunale di città, che si occupava naturalmente anche dei debitori insolventi, e conserva a questo proposito una vera curiosità: la pietra del vituperio, una pietra su cui i poveri debitori, denudati, dovevano sbattere 3 volte le natiche sbeffeggiati da tutti, da cui l’espressione “restare in braghe di tela”. La vergogna infatti può essere un deterrente  più efficace delle pene detentive, come hanno capito in Corea dove i poliziotti corrotti devono andare in giro con una tutina rosa di Hello Kitty!

pietra del vituperio
Flickr
2009-July-09-Padua-45 | Graeme Churchard

Il grande salone era originariamente affrescato da Giotto ma un incendio distrusse tutti i suoi dipinti, che furono rimpiazzati da quelli di Nicolò Miretto.

Il Palazzo della Ragione conserva anche il grande cavallo di legno costruito per una giostra e poi donato alla città da Annibale Capodilista. Il piano del salone  presenta anche un bellissimo portico sopraelevato con i soffitti tutti affrescati e un panorama su tutta la piazza delle Erbe.

salone palazzo ragione
Zairon, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Sopra l’arte e sotto – a modo loro-  altri capolavori: al piano terra infatti troverete tante botteghe di prodotti tipici padovani, per un pranzo veloce ma di qualità garantita.

Il Palazzo dell Ragione si affaccia dalla parte opposta di Piazza delle Erbe su un’ altra piazza parallela dedicata al mercato della frutta,  Piazza dei Frutti, dove si vende anche artigianato locale in pelle ed altre merci; da qui attraverso la corta via San Clemente si arriva nella grande  bella Piaza dei Signori.

Piazza dei Signori

Piazza dei Signori è una piazza vivacissima, con i due lati maggiori porticati e tutti i tavolini dei caffè all’aperto, dove tutto il giorno abitanti della città, studenti e turisti si fermano a bere qualcosa, mangiare qualche street food tipico e chiacchierare. Se non avete voglia di una cena impegnativa, qui è possibile gustare cicchetti e spritz e un buon gelato.

piazza dei signori padova

E’ così chiamata perchè vi si affacciava Palazzo della Signoria, ovvero la Reggia dei Carraresi, signori di Padova durante il ‘300.

Oggi è dominata dal Palazzo del Capitanio, con l’alta Torre dell’Orologio. Una curiosità: guardate i segni dello zodiaco sull’ orologio, sono 11 e non 12, perchè manca la bilancia in quanto secondo una leggenda l’orologiaio costruttore non la mise per protesta contro la mancanza di giustizia dei committenti che non lo volevano pagare quanto pattuito; in realtà anticamente i segni zodiacali erano 11, bilancia e scorpione stavano insieme.

san clemente padova

Sul lato opposto si trova la Chiesa di san Clemente, mentre sul fianco sinistro guardando il Palazzo del Capitanio è l’elegante Loggia del Consiglio o Gran Guardia, dove si riuniva il consiglio maggiore cittadino. Gli scalini del loggiato sono un ulteriore spazio dove gli studenti si fermano a chiacchierare; infatti sulla piazza  da cui si accede dal passaggio nel palazzo del Capitanio si trova la facoltà di lettere e filosofia.

loggia del consiglio padova

Nei dintorni di piazza dei Signori si sviluppa il Ghetto Ebraico, con stradine ricche di negozietti, bar ed enoteche, con le sue carattereistiche case torre, cioè palazzi che si estendono  stretti e alti, perchè il ghetto aveva un perimentro massimo e lo spazio doveva essere recuperato in altezza.

La Cattedrale di Santa Maria e il Battistero

La Cattedrale rimane un po’ nascosta tra tante piazze monumenti così importanti, e forse offuscata nel ruolo di simbolo religioso della città dalla presenza di Sant’Antonio.  Sorge a 100 metri da Piazza dei Signori, e si raggiunge attraverso Via Monte di Pietà.

Eppure la Cattedrale è un capolavoro con affreschi trecenteschi di Giusto de Menabuoi, completata poi in stile settecentesco da Andrea da Valle. Interessanti sono le cappelle con le tombe dei vescovi di Padova e lapidi da cui si può ricostruire la storia della città.

cattedrale e battistero padova
Veronica Lacorte, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Accanto alla cattedrale vi è il  Battistero,  anch’esso interamente ricoperto da uno splendido ciclo di affreschi di Giusto de Menabuoi.

In piazza del Duomo si può visitare anche il Palazzo Vescovile con il salone dei vescovi tutto affrescato con i ritratti dei vescovi che si sono succeduti nella storia padovana.

Il Caffè Pedrocchi

Dovete assolutamente spendere un po’ di tempo a girare per le vie del centro storico intorno alla Piazza delle Erbe e alla Cattedrale. Ci sono negozi eleganti così come bar e localini frequentati da studenti universitari,  sempre affollati ma che hanno un’atmosfera di intimità.

caffe pedrocchi padova

Qui troverete anche il caffè più famoso di Padova, il Caffè Pedrocchi, il “caffè senza porte” aperto dalle 8 a quasi mezzanotte e oltre il sabato,  bar, pasticceria e ristorante, che vanta 200 anni di storia ed è stato ritrovo di intellettuali, artisti ed ancora oggi è luogo di eventi e attira ogni turista per ammirare la sua architettura e per gustare la specialità del caffè, una particolare miscela servita con sciroppo di menta e una spolverata di cioccolato amaro, che non va  zuccherato e non va girato.

Delle tre sale, quella rossa è la più bella, con lo storico banco del caffe, ma se non avete voglia di cinsumare potete liberamente sedervi nella sala verde: infatti nel testamento del fondatore è scritto che al caffè debba essere concesso l’accesso a tutti, anche senza soldi.

L’Aula Anatomica di Palazzo del Bo

Non lontano dal Caffè Pedrocchi si trova uno dei luoghi simbolo della Padova universitaria, il Palazo del Bo, detto familiarmente “il Bo“, che risale al 1493 e custodisce diverse opere d’arte che vengono mostrate durante la visita guidata, che si dipana trai cortili  e varia a seconda dell’orario delle lezioni, perchè questo palazzo è ancora sede del Rettorato, e la Sala dei Quaranta e la Sala di Medicina sono ancora utilizzati dall’attività universitaria.

cortile palazzo Bo Padova

Nella Sala dei Quaranta ci sono  quaranta ritratti degli studenti più illustri dell’università di Padova e anche la cattedra probabilmente appartenuta a Galileo Galilei, che ha insegnato nell’Aula Magna, oggi riservata alle cerimonie pià importanti.

Accanto alla Cucina Anatomica l’attrazione principale è il Teatro Anatomico più antico del mondo, risalente al 1595. Intorno al tavolo da dissezione , come un teatro ci sono 6 ordini concentrici di balconate di noce, molto d’effetto, e all’ingresso la scritta in latino che tradotta indica il luogo “dove la morte è lieta di soccorrere la vita”.

Attualmente nel cortile d’ingresso di Palazzo Bo c’è una curiosa installazione che dà un’illusione ipnotica ponendosi al centro.

installazione palazzo Bo

Nel Palazzo del Bo si trova anche la statua ad Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, per la precisione in filosofia nel 1678. E a proposito di lauree, qui a Padova come in tutto il Veneto, la goliardia è ancora di casa, e non mancherete di trovare affissi nell’università e nei dintorni i “papiri di laurea”, manifesti scherzosi e personalizzati con cui gli amici annunciano la laurea di qualche studente.

I musei civici Eremitani

Dal centro storico si può  ragigungere agevolemnte a piedi il complesso dei  Musei Civivi Aermitani o Eremitani, che ripercorrono tutto il vissuto storico e artistico di Padova, partendo dalle collezioni del museo archeologico, passando per il museo di arte medievale per finire a quello di arte moderna. 

complesso Eremitani cappella scrovegni

Ci sono dei dipinti splendidi soprattutto dei grandi pittori veneti, come Tiziano, Veronese, Giorgione, Canova, e oltre alle 3000 opere esposte ci sono sale multimediali che spiegano il ciclo di affreschi di Giotto della Cappella degli Scrovegni. Esiste un biglietto unico per tutti e tre i musei, per la Cappella degli Scrovengni e Palazzo Zuckermann, che contiene altri musei minori come quello di arti applicate e decorative.

Nel complesso degli Eremietani si trova anche la Chiesa degli Eremitani, molto grande e dalle linee sobrie, una sola navata ricoperta da una splendida capriata lignea. La chiesa fu danneggiata fortemente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e molti dipinti del Mantegna e di altri famosi pittori andarono persi. Delle tre cappelle che si ergono dietro all’altare maggiore, oggi la cappella che conserva ancora i suoi dipinti è la Cappella Maggiore, con dipinti del Guariento.

chiesa eremitani

La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni, nello stesso complesso in cui si trovano i musei Aermitani, è il must see di Padova, il capolavoro artistico per cui la città è nota nel mondo. Visitarla richiede un po’ di programmazione, le visite sono a numero chiuso e tra l’una e l’altra si ricrea il microclima necessario all’ottimale conservazione dei dipinti, quindi vi consiglio di acquistare i biglietti online qui.

La facciata piatta e anonima  della cappella non lascia nemmeno lontanamente immaginare il capolavoro che è il suo interno. Enrico Scrovegni commissionò questa cappella per accogliere il suo sarcofago dopo la sua morte, e affidò i lavori a due grandi dell’epoca: Giovanni Pisano che scolpì la madonna con il bambino e i due diaconi dell’altare maggiore, e Giotto che affrescò  il soffitto e le pareti.con scene dalla bibbia e dal Vangelo.

cappella scrovegni padova
Zairon, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Il soffitto è un megnifico blu di scielo stellato con i medaglioni dei volti degli evangelisti dei profeti e di Cristo. Sulle pareti sono le virtù e i vizi , storie dalla vita di Maria e di Gesù,  fino alla sua resurrezione a al  grandioso Giudizio Universale e alla gloria dei giusti, insomma una catena di storie di speranza tra cui potesse riposare in pace il committente dell’opera.

Sulle rive dell’Adige fino alla Torlonga

Se dopo la visita di tanti capolavori d’arte avete voglia di un po’ di relax, proseguite dalla Cappella degli Scrovegni  fino ad arrivare a Porta Portello, lungo lungo le rive del fiume Adige, dove ci sono gli imbarchi sia per una  crociera sotto i ponti cittadini sia magari per organizzare, se avete più giorni a disposizione, un bel percorso che tocca diverse ville venete, fino a Venezia.

adige padova

Se percorrete il tratto cittadino dell’Adige, scendete alla Riviera Paleocapa, dove si erge la Torlonga del castello carrarese, anche detta Specola, osservatorio astronomica in cui Galileo Galilei fece molte delle sue osservazioni e scoperte. ancora oggi mantiene la sua funzione scientifica, ma c’è una sezione storica dove si può visitare come era all’epoca di Galileo.

torlonga o specola Padova

La Torlonga non fu solo il luogo delle osservazioni astronomiche, ma anche la terribile prigione di Ezzelino, dove fece torturare ed uccidere molti uomini. Forse per questo la torlonga è considerata luogo di fantasmi, ed in particolare molti dicono di aver osservato uno strano fenomeno la notte di San Giovanni, che è la notte delle streghe: si sentono provenire lamenti e poi si può vedere un lumicino scendere dalla torre sino alle acque dell’Adige, come il riflesso di qualche anima di prigioniero suicidatosi nel fiume..

specola di Padova
GioMan, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Prato della Valle

A piedi con una piacevole passeggiata dirigetevi verso la grande piazza, seconda in Europa solo alla Piazza Rossa di Mosca; il Prato della Valle; sarete colpiti dalla sua estensione ma anche dalla sua originalità.

prato della valle

Gli spazi verdi interni sono attraversati da vialetti e intorno scorre un canale d’acqua sormontato da ponticelli che crea una sorta di isola artificiale al centro, mentre tutta la piazza è circondata dalle statue di uomini e donne che hanno fatto la storia di Padova; potete divertirvi ad osservarle tutte e vedere quanti ne conoscete.

statue prato della valle Padova

Sulla piazza si affaccia anche la basilica  di Santa Giustina, grande chiesa nel classico stile padovano color mattone.

Orto Botanico

Stanchi? A pochi minuti dal Prato della Valle, tornando verso Sant’Antonio, è il luogo ideale per rilassarvi nel verde: lo splendido Orto Botanico. Risale al 1545 e, sebbene vi siano orti botanici più antichi, questo è il primo nato specificamente come Orto Botanico Universitario. Da oltre 25 anni è Patrimonio Mondiale Unesco.

orto botanico padova

Le piante sono ordinate secondo diversi criteri, ed è interessante passare in rassegna le piante velenose, con il relativo cartellino che indica il grado di nocività, le piante rare, le piante medicinali.

In una serra creatale attorno per proteggerla è una palma molto antica, chiamata Palma di Goethe, perchè era già presente all’epoca del grande letterato, che la descrisse in un suo scritto.

orto botanico padova

l’attrazione principale dell’orto botanico è il Giardino della Biodiversità, un edificio di vetro che è una  grande serra visitabille su corridoi a più livelli che permettono la visuale anche dall’alto. Nei vari comparti sono riprodotti diversi ecosistemi di tutto il mondo,  dalle foreste pluviali  fino alle zone aride, anche con l’ausilio di strumenti multimediali.

serra biodiversita orto botanico padova

E per finire…a tavola!

Non potete finire una visita che si rispetti a Padova se non a tavola. Non vi dirà dove mangiare, perchè i ristoranti tipici sono tanti e francamente, dopo essere stata diverse volte a Padova ed averne provati molti, non sono mai uscita insoddisfatta. Vi dirò invece che cosa mangiare, in una città che ha sia materia prime eccellenti derivanti da una terra generosa, sia una tradizione culinaria  lagata alla migliore cucina veneta.

il re dei primi sono i bigoli, una specie di spaghettone spessoe ruvido, fresco e fatto a mano, che un tempo i contadini facevano seccare sulle pertiche. Si mangiano con tanti condimenti diversi, forse il più tipico è con le sarde (appunto alla veneta), ma io ne ho mangiato una squisita versione ai porcini e li ho visti panna pancetta e radicchio trevigiano, o al sugo d’anatra. In alternativa ai bigoli, vi consiglio la pasta e fasoi.

bigoli a Padova
letitaly, CC0, via Wikimedia Commons

Per secondo vi suggerisco il baccalà alla padovana, servito con diverse spezie, come alloro, cannella, e con pinoli e uvetta. E’ una ricetta diversa sia dal baccalà mantecato alla veneziana, sia da quello con polenta e cipolla alla vicentina.  Sempre tra i prodotti del mare sono tipici di padova i folpetti,  cioè i moscardini, che vengono serviti anche al cartoccio o in esercizi dedicati, le “folperie”.

Un altro alimento importante della cucina di Padova è la gallina padovana, una razza esotica con un curioso ciuffo di penne,  importata a Padova e divenutane un simbolo, particolarmente pregiata sia per la grande produttività di uova sia pe la delicatezza della sua carne. Tipica ricetta è la gallina imbriaga, bagnata nel brandy e poi cotta nel vino., La gallina padovana è anche servita tra i bolliti misti che sono un altro piato tipico.

gallina padovana
https://www.tuttosullegalline.it/razze-galline/gallina-ovaiola-padovana/

E per finire uno dei dolci tipici, come il Pan del Santo, pasta sfoglia con ripieno di marmellata, mandorle tritate e scorza d’arancia, ripiegata su un pan di spagna, o la Torta Pazientina, a base di frolla di mandorle, pan di spagna allo zabaione e scaglie di cioccolata. Insomma Padova non vi deluderà neanche a tavola!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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