Machu Picchu, la meraviglia del mondo sospesa tra le Ande

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di presentazioni, e poi c’è Machu Picchu.

Arrivarci significa attraversare chilometri di montagne andine, valli profonde e curve che sembrano non finire mai. Il treno risale la valle dell’Urubamba, la vegetazione si fa più fitta, le pareti rocciose si stringono attorno al fiume. Poi anche il treno deve fermarsi.  E’il bus che si arrampica tra le curve e il verde intenso. Poi, improvvisamente, la montagna si apre e la cittadella appare: posata su un crinale stretto, con Huayna Picchu che si alza alle spalle.

Non è solo ciò che si vede. È la posizione. È l’equilibrio quasi improbabile tra architettura e natura. È la sensazione che ogni pietra sia stata collocata con una consapevolezza precisa del luogo.

Machu Picchu è probabilmente il luogo più fotografato del Perù. Ma la fotografia iconica dalla terrazza superiore non esaurisce il senso del sito.

terrazze di Machu Picchu

Ciò che resta, scendendo verso la valle, non è solo l’immagine panoramica. È la percezione di una città pensata nella sua interezza: agricoltura, abitato, sacralità, acqua, montagna.

Ma iniziamo dal principio, dal viaggio emozionante per arrivare ad Aguas Calientes, la porta di Machu Picchu, partendo da Ollantaytambo e attraversando in treno la Valle Sacra.


Il paesaggio dalle vetrate del Vista Dome

Ho raggiunto  Aguas Calientes a bordo del PeruRail Vistadome, un treno progettato proprio per valorizzare il paesaggio.

interno del treno Vista Dome, Agua Calientes - Ollantaytambo

Le carrozze hanno grandi vetrate panoramiche anche sul tetto, che permettono di osservare le montagne mentre il treno segue il corso del fiume Urubamba. Durante il viaggio vengono serviti piccoli snack e spesso vengono organizzate dimostrazioni culturali o sfilate di tessuti tradizionali andini.

È un viaggio comodo e suggestivo, pensato per immergere il visitatore nella geografia spettacolare della Valle Sacra. Peccato che partendo di pomeriggio, il buio della sera si porti via una parte della vista panoramica.

treno perurail ad aguas calientes


Aguas Calientes, la porta di Machu Picchu

Prima di arrivare a Machu Picchu, quasi tutti passano da Aguas Calientes, ufficialmente chiamata anche Machu Picchu Pueblo.

È un luogo particolare, quasi una città di servizio nata e cresciuta attorno al turismo. Non ha la stratificazione storica delle città andine né l’identità architettonica di molti paesi della Valle Sacra. È un centro relativamente recente, sviluppatosi rapidamente negli ultimi decenni per ospitare l’enorme flusso di visitatori diretti alla cittadella inca.

Perù, Aguas Calientes di notte

Quando il treno si ferma alla piccola stazione, il paese appare immediatamente diverso da qualunque altro luogo delle Ande: hotel, ristoranti, negozi di souvenir, agenzie turistiche, tutto concentrato in poche strade strette strette tra la montagna e il fiume.

 Aguas Calientes sorge infatti lungo il torrente Urubamba, che qui scorre rapido e rumoroso tra grandi rocce levigate.

fiume Urubamba ad Aguas Calientes

Un paese costruito attorno a un sito archeologico

Aguas Calientes esiste quasi esclusivamente per Machu Picchu. La maggior parte dei visitatori resta qui una sola notte, al massimo due.

La ragione è semplice: Machu Picchu è una destinazione organizzata con ingressi a orario. I biglietti indicano un preciso turno di accesso e la visita ha una durata limitata, generalmente intorno alle due ore.

scritta Machu Pichhu all'entrata del sito

Questo trasforma il viaggio in una sorta di flusso continuo: si arriva la sera, si visita il sito il mattino seguente e poi si riparte.

Solo chi percorre il Cammino Inca vive un’esperienza diversa. Gli escursionisti non partono da Aguas Calientes: arrivano direttamente alla Porta del Sole dopo giorni di trekking. Tutti gli altri passano inevitabilmente da qui.

aguas calientes

Il paese tra fiume, mercato e souvenir

Il centro del paese si sviluppa lungo il corso del fiume. Una passeggiata pedonale segue l’Urubamba e ospita una serie curiosa di statue: sono le effigi dei sovrani dell’impero inca, da Manco Cápac fino agli ultimi imperatori.

È uno spazio piacevole, soprattutto la sera, quando i visitatori che arrivano con gli ultimi treni si mescolano a quelli che torneranno a Cusco il giorno dopo.

Aguas Calientes il fiume e il ponte

Poco più in là si trova il grande mercato di artigianato, un lungo susseguirsi di bancarelle dove si vendono tessuti, poncho, cappelli, oggetti in alpaca, gioielli e souvenir. Non è il mercato più autentico del Perù, ma è vivace e colorato, e racconta bene il carattere turistico del paese.

Tra le attrazioni più insolite, un po’ fuori dal paese, c’è anche il Butterfly House, un piccolo centro dedicato alle farfalle della regione amazzonica che vivono nella valle sottostante. È una pausa curiosa in un contesto dominato quasi esclusivamente dal turismo archeologico.

Aguas Calientes


Il problema dell’affollamento turistico e i  biglietti dei circuiti

Per molti anni il successo di Machu Picchu ha rappresentato anche il suo principale rischio.

Il numero crescente di visitatori stava lentamente mettendo in pericolo il sito: l’erosione dei sentieri, il peso continuo dei passaggi e l’umidità della foresta montana stavano contribuendo a deteriorare alcune strutture.

Per questo motivo il governo peruviano ha introdotto negli ultimi anni un sistema molto rigido di contingentamento degli ingressi.

Machu Pichhu

Oggi i visitatori non possono più muoversi liberamente all’interno della cittadella, ma devono seguire percorsi stabiliti chiamati circuiti.

I principali percorsi sono tre.

Circuito 1 (panoramico)
Permette di raggiungere i punti panoramici superiori e scattare la famosa fotografia della città dall’alto, ma non entra realmente nel cuore delle rovine.

Circuito 2 (classico)
È il più completo e richiesto. Include il punto panoramico e attraversa gran parte dei settori principali della città, compresa la zona urbana e quella sacra.

Circuito 3 (parte bassa)
È più limitato e riguarda la parte inferiore del sito, con accessi a templi specifici o a percorsi come la montagna Machu Picchu.

Il circuito 2 è quello che quasi tutti desiderano fare, ed è anche quello che si esaurisce più velocemente.

machu picchu

Biglietti introvabili e bagarini digitali

Il sistema di prenotazione è sorprendentemente competitivo.

Il giorno in cui si apre la vendita per un determinato mese, nel giro di poche ore i biglietti per il circuito classico sono spesso esauriti.

In teoria i biglietti sono nominativi e riportano il numero del documento di identità. Proprio per questo dovrebbe essere impossibile rivenderli.

Eppure, incredibilmente, si trovano ancora su piattaforme turistiche come GetYourGuide o Viator, spesso a prezzi molto più alti. Li compri comunque con mesi di anticipo e te li consegnano il giorno prima.

Fino all’ultimo ho avuto il timore che i miei fossero falsi. Invece, una volta arrivata all’ingresso, tutto era perfettamente regolare.

machu picchu

La partenza all’alba

La mattina della visita comincia molto presto.

Dal centro di Aguas Calientes partono i bus che risalgono la strada a tornanti fino all’ingresso del sito. Nonostante i biglietti abbiano un orario preciso, è consigliabile mettersi in fila almeno un’ora prima della partenza desiderata.

Le file iniziano spesso all’alba. Il rischio, altrimenti, è di perdere il proprio turno.

bus turistico da Aguas Calientes per Machu Picchu

Le ore migliori per visitare Machu Picchu restano proprio quelle del mattino presto: la luce è più morbida, le nuvole si muovono tra le montagne e la temperatura è ancora fresca.

Il sistema del contingentamento può sembrare rigido, ma ha anche un effetto positivo.

Grazie alla limitazione degli ingressi, oggi è possibile visitare Machu Picchu senza essere travolti da una folla ingestibile. I gruppi entrano scaglionati, i percorsi sono ordinati, e si riesce ancora a percepire qualcosa del silenzio e dell’armonia del luogo.

E così Aguas Calientes resta ciò che è diventata negli anni: una porta di passaggio, un luogo di attesa tra il viaggio e la scoperta.

Il vero protagonista rimane sempre lassù, sulla cresta della montagna, l’ottava meraviglia del mondo.

Per raggiungerla il bus si arrampica in una gola spettacolare tra le alte montagne, costeggiando ancora il fiume sempre più in quota. la nebbia  in nuvolette tra il verde e la roccia rende a volte surreale la visione.

fiume Urubamba lungo il percorso Machu Picchu aguas calientes


Le montagne sacre intorno alla città di Machu Picchu

Le montagne che circondano Machu Picchu non sono semplicemente uno sfondo spettacolare. Nella visione andina erano apu, montagne sacre considerate spiriti protettori del territorio. La città fu costruita in un punto dove queste cime formano quasi un anfiteatro naturale attorno alla cresta su cui sorge la cittadella.

montagne intorno a Machu Picchu e paesaggio scavato dal fiume Urubamba

Le principali montagne che dominano il sito sono quattro.

Huayna Picchu

La più famosa è Huayna Picchu, la vetta appuntita che appare dietro la città in quasi tutte le fotografie iconiche.

Il nome in quechua significa “montagna giovane”. Alta circa 2.720 metri, si erge immediatamente a nord della cittadella. La sua salita è ripida e spettacolare: un sentiero stretto si arrampica tra terrazze agricole e resti di piccoli edifici rituali.

Dalla cima si comprende davvero la posizione di Machu Picchu: una cresta strettissima circondata su tre lati dall’ansa profonda del fiume Urubamba.

montagne intorno a Machu Picchu

Machu Picchu Montaña

Di fronte a Huayna Picchu, sul lato opposto della cittadella, si alza la montagna di Machu Picchu 

È la montagna che dà il nome al sito. Il termine quechua significa “montagna vecchia”. È più alta di Huayna Picchu (circa 3.080 metri) e molto più massiccia.

Il sentiero che sale verso la cima è lungo ma meno vertiginoso. Dall’alto si ottiene una delle viste più complete dell’intero complesso archeologico e della valle sottostante.

sentiero inca a Machu Picchu

Putucusi

A est della cittadella si trova Putucusi, una montagna meno nota ma molto suggestiva.

Il nome significa “montagna felice”, perchè può guardare la città sacra. Per anni esisteva un sentiero estremamente ripido con scale di legno quasi verticali che permetteva di raggiungere un punto panoramico incredibile su Machu Picchu. Oggi l’accesso è generalmente chiuso per motivi di sicurezza.

Da qui si vede la città da una prospettiva completamente diversa, quasi frontale.


La città perduta

I conquistadores spagnoli non trovarono mai Machu Picchu.

machu picchu da lontano

Riuscirono a raggiungere l’ultimo imperatore inca nel cuore della foresta a nord est, ma non scoprirono l’esistenza della città sacra tra i monti. Forse l’ultimo imperatore Inca nel rifugiarsi a nord-est del Paese diede ordine di cancellare le strade che arrivavano a Machu Picchu, perchè la città non fosse violata.

Machu Picchu fu semplicemente dimenticata nei secoli, assorbita da una natura potente che pian piano ne nascondeva le tracce, nota solo a pochi agricoltori e allevatori del posto. Nel 1800 furono proprio i contadini a cercare di recuperare le antiche terrazze stabilendosi qui,  dando alla zona la denominazione della città di Machu Picchu.

Panorama di Machu Picchu

L’arrivo di Hiram Bingham

La scoperta che rese Machu Picchu famosa nel mondo avvenne nel 1911 grazie all’esploratore americano Hiram Bingham, docente alla Yale University.

Bingham non stava cercando Machu Picchu. Il suo obiettivo era trovare Vilcabamba, l’ultima capitale inca dove si rifugiarono gli ultimi sovrani dell’impero dopo la conquista spagnola.

Durante la spedizione nelle valli remote del Perù meridionale, Bingham raggiunse la valle dell’Urubamba e sentì parlare da alcuni contadini locali di antiche rovine situate in alto sulla montagna.

Machu Picchu le terrazze

Il 24 luglio 1911 una guida locale, il contadino Melchor Arteaga, lo condusse lungo un sentiero ripido attraverso la vegetazione. Dopo una lunga salita incontrarono due famiglie che coltivavano le terrazze della montagna.

Da qui uno dei bambini, Pablito Álvarez, guidò Bingham tra la vegetazione fino ai primi edifici in pietra.

finestra a machu picchu

Una città nascosta nella giungla

Quando Bingham arrivò sulla cresta trovò una città in gran parte ricoperta dalla vegetazione. Solo alcune terrazze e muri emergevano chiaramente.

Molti edifici erano quasi completamente avvolti da alberi, liane e muschio. Nonostante ciò, l’esploratore capì immediatamente che si trattava di un sito straordinario.

Nei suoi appunti scrisse che era “una delle più grandi scoperte archeologiche del Sud America”.

Machu Picchu

Gli scavi e la fama mondiale

Bingham tornò negli anni successivi con spedizioni più organizzate, sostenute dalla Yale University e dalla National Geographic Society.

Tra il 1912 e il 1915 furono avviati i primi lavori di pulizia della vegetazione e di documentazione archeologica.

Le fotografie pubblicate da National Geographic Society nel 1913 suscitarono enorme interesse internazionale. Per la prima volta il mondo vedeva la città inca sospesa tra le montagne.

Machu Picchu

Fu da quel momento che Machu Picchu entrò definitivamente nell’immaginario globale.

Oggi tutto ciò che si vede sino ad un’altezza di 4 metri sono mura originali, mentre sopra quell’altezza è in parte ricostruito.

Una scoperta relativa

Oggi gli storici preferiscono parlare di “riscoperta” piuttosto che di scoperta.

machu picchu

Quando Bingham arrivò sul sito, alcune famiglie vivevano già nella zona e coltivavano le terrazze agricole. La cittadella non era completamente sconosciuta alle popolazioni locali.

Tuttavia fu Bingham a far conoscere Machu Picchu al mondo scientifico e al grande pubblico, trasformandola nel sito archeologico più celebre del Perù.

machu picchu


Un santuario tra cielo e terra

Machu Picchu fu costruita nel XV secolo durante il regno dell’imperatore Pachacútec, probabilmente intorno al 1438, e fu abbandonata nel 1540.

Ci sono diverse teorie su che cosa Machu Picchu rappresentasse davvero per gli Inca.

Alcuni  ritengono che fosse un posto di villeggiatura per il re e per il suo seguito, altri un complesso sacro nato intorno al tempio del dio Sole, altri ancora un luogo per le donne consacrate.

Machu Picchu

Non era una città nel senso moderno del termine, ma una residenza reale con funzioni cerimoniali, amministrative e agricole.

Il progetto appare unitario: agricoltura, abitato e spazio sacro convivono in un sistema integrato. Non c’è crescita spontanea né sovrapposizione casuale. L’impianto è coerente, pianificato, calibrato sul crinale su cui sorge.

Osservandola dall’alto, dalla Casa del Guardiano, si percepisce con chiarezza la sua struttura di città organizzata: Settore agricolo, Settore urbano, Settore sacro

Queste aree non sono compartimenti isolati, ma parti interdipendenti collegate da scale, piazze e canali d’acqua.

Machu Picchu panorama del sito


Il settore agricolo: terrazze e stabilità

Le celebri terrazze (andenes) sono l’elemento strutturale fondamentale della città. Non servivano solo a coltivare mais e tuberi: erano una sofisticata infrastruttura di drenaggio e consolidamento del pendio.

machu picchu

Ogni terrazza è composta da più strati: grandi pietre alla base, ghiaia, sabbia, terreno fertile.

Questo sistema consente all’acqua piovana – abbondante nella stagione umida – di filtrare senza destabilizzare la montagna. Si stima che oltre metà del lavoro costruttivo sia invisibile, nascosto sotto il livello del terreno.

Machu Picchu esiste perché le sue terrazze la tengono in equilibrio.

terrazze di machu picchu


Il settore urbano: abitare la montagna

Superato il settore agricolo si entra nell’area abitativa, organizzata attorno a piazze e percorsi in pendenza. E’ stato stimato che a Machu Picchu vivessero stabilmente circa 400-600 persone, ma vi erano numerose case per ospiti non stanziali.

Le case presentano pianta rettangolare, muri inclinati verso l’interno e aperture trapezoidali, una soluzione antisismica particolarmente efficace. I tetti, oggi scomparsi ma in parte ricostruiti a scopo dimostrativo, erano in legno e paglia. Dovevano essere rifatti ogni 5-6 anni.

Machu Picchu case col tetto di paglia

Le differenze nella qualità della muratura indicano una gerarchia sociale: blocchi finemente lavorati nelle residenze nobili, pietre più irregolari negli edifici comuni.

La città segue anche la tradizionale divisione andina tra Hanan (parte alta) e Hurin (parte bassa), riflesso di una concezione duale dell’ordine sociale. Qui vivevano sacerdoti, funzionari, artigiani specializzati e personale legato alla corte.In alto si trova la casa del guardiano e diversi punti di vedetta per le sentinelle.

Anche le sepolture ritrovate e datate col C14 riportano, oltre ad una netta prevalenza femminile, una stratificazione sociale: più in basso il cimitero dei contadini, con abiti poveri, senza gioielli, in alto i nobili finemente adornati.

Machu Picchu gli edifici amministrativi

Come erano fatte le case

Gli interni erano molto semplici. Le case erano generalmente costituite da un unico ambiente, utilizzato per dormire, cucinare e svolgere le attività quotidiane.

All’interno si trovavano spesso: nicchie nei muri per oggetti o offerte rituali, piccoli focolari, piattaforme di pietra utilizzate come letti

Il pavimento era in terra battuta o pietra.

Si possono osservare anche  delle case a due piani, a volte per sfruttare il dislivello del terreno. Al primo piano c’erano spesso gli animali, che procuravano anche riscaldamento. Il pavimento del secondo piano  a volte era leggero  di legno e al secondo piano era mantenuto solo il cibo, come deposito.

Una curiosità. le notti andine sono molto umide, i viaggiatori che percorrono il sentiero che porta a Machu Picchu e dormono accampati per alcuni giorni  col sacco a pelo devono necessariamente posarlo su di uno strato impermeabile. Dunque nelle case inca c’erano dei letti come quelli attuali, strutture di legno con uno strato di paglia e cuoio per isolare, e lana per coprirsi.

machu picchu


Il settore sacro: astronomia e simbolo

Il cuore simbolico della cittadella è il settore sacro, dove la lavorazione della pietra raggiunge un livello straordinario.

Tempio del Sole

E’ una struttura semicircolare costruita su una roccia naturale. Le finestre sono orientate verso punti precisi dell’orizzonte e si allineano con il sole durante il solstizio d’inverno australe.

Machu Picchu il tempio del sole

Sala delle Tre Finestre

Affacciata sulla Piazza Sacra, presenta tre aperture trapezoidali che incorniciano le montagne circostanti, integrando il paesaggio nell’architettura.

machu picchu sala delle tre finestre

Intihuatana

E’ una pietra scolpita direttamente nell’affioramento roccioso. Il nome significa “luogo dove si lega il sole”. Probabilmente funzionava come punto di riferimento astronomico per osservare i cicli stagionali.

In quest’area le giunture tra i blocchi sono quasi invisibili: non si utilizza malta, ma un incastro perfetto tra le superfici.

Inhuatana a machu Pichu

Gli specchi d’acqua per osservare il cielo

Uno degli strumenti più affascinanti utilizzati dagli Inca erano le superfici d’acqua perfettamente calme, usate come specchi naturali per osservare il cielo.

In diversi siti andini – e probabilmente anche a Machu Picchu – venivano utilizzate vasche di pietra o piccoli bacini d’acqua dove si riflettevano le stelle. Per questo probabilmente alcuni edifici sacri erano scoperti.

Osservare gli astri nel riflesso dell’acqua aveva due vantaggi: riduceva l’abbagliamento della luce e permetteva di osservare il cielo anche in posizioni difficili da seguire direttamente

Inoltre il riflesso era considerato simbolicamente potente: per la cosmologia andina il mondo terrestre e quello celeste erano speculari.


Il sistema idrico: l’acqua come asse invisibile

Una sorgente naturale dalla montagna di Machu Picchu viene captata e convogliata attraverso una serie di fontane disposte in sequenza lungo il settore urbano.

L’acqua non era soltanto risorsa quotidiana: aveva una dimensione rituale e simbolica. Scorre con pendenza calcolata, attraversa gli spazi domestici e quelli cerimoniali, unifica l’intero impianto urbano.


Il ritorno sul treno Hiram Bingham

Dopo la visita, il ritorno verso Cusco può diventare un’esperienza straordinaria salendo sul Belmond Hiram Bingham, il treno di lusso che collega Aguas Calientes alla capitale storica degli Inca.

Se il Vistadome privilegia la dimensione panoramica del viaggio, ma non tocca vette di esclusivo lusso, l’Hiram Bingham punta invece sull’atmosfera dei grandi treni d’epoca: carrozze eleganti in legno, tavoli apparecchiati, servizio raffinato.

treno Hiram Binghanm aguas calientes

Alla stazione di Aguas Calientes si è ospitati in un’esclusiva sala d’aspetto con aperitivo, accompagnati da inservienti che portano il bagaglio fino ai propri posti. Durante il viaggio viene servita la cena, messo a disposizione open bar, e si viene allietati da musica dal vivo nella carrozza bar. Il treno prende il nome dall’esploratore Hiram Bingham, che nel 1911 rese celebre Machu Picchu nel mondo.

Mentre il convoglio risale lentamente verso l’altopiano, molti passeggeri si ritrovano sulla piattaforma panoramica aperta, osservando il paesaggio cambiare con il tramonto.

treno Hiram Bingham Perù

Dal sito dimenticato alla meraviglia del mondo

Il viaggio sull’Hiram Bingham è il degno coronamento di una giornata straordinaria, e insieme al paesaggio che scorre dai finestrini, nella mia mente rivivo le immagini della grandiosità di Machu Picchu.

Oggi  Machu Picchu è Patrimonio dell’Umanità UNESCO e una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone che arrivano da Cusco attraverso la Valle Sacra.

Machu Picchu

Paradossalmente, la sua stessa popolarità ha reso necessarie misure rigorose per proteggerla.

Ma quando si pensa alla sua storia, resta ancora sorprendente  immaginare che una città così straordinaria sia rimasta nascosta tra le montagne per quasi quattro secoli.

montagne intorgno a machu picchu

6 thoughts on “Machu Picchu, la meraviglia del mondo sospesa tra le Ande

  1. Un sogno!!! Ho sempre desiderato vedere Machu Picchu fin da bambina, quando vedevo le bellissime immagini di questo sito straordinario sul sussidiario. eppure non so, forse perchè troppo impegnativo, ho sempre lasciato correre, prediligendo altre mete. IO poi soffro di altitudine, ho disturbi molto seri. Questo a che dislivello Si trova??

  2. Questo è uno dei luoghi che sogno di visitare da una vita per questo ho letto con molto interesse il tuo articolo. Purtroppo non so se riuscirò mai ad organizzare un viaggio sul Machu Picchu in quanto, soffrendo di pressione alta, ho paura di arrivare fino a li per poi non riuscire a salire. Sarebbe veramente una beffa. Comunque non mi do per persa, e spero di poter andare prima o poi. Grazie per tutte le preziose informazioni.

  3. Che articolo meraviglioso! Mi sono persa tra le nuvole che corrono veloci sulle cime delle Ande e le terrazze degli Inca, ancora coltivate al momento della RIscoperta di Machi Picchi. Dopo la Bolivia il mio cuore batte per il Perù e spero di andarci presto

  4. Grazie per questo spettacolare viaggio in un luogo così unico. Spero un giorno di riuscire a visitarlo e mi piacerebbe farlo col trekking che vari amici hanno fatto ma realisticamente sarà con treno e bus passando da Aguas Caliente

  5. Questo articolo mi ha fatto sognare davvero tanto. **Machu Picchu** è una di quelle mete che ho nel cuore da anni e che spero prima o poi di riuscire a vedere con i miei occhi. Ci sono alcuni luoghi nel mondo che sembrano quasi irreali e questo è sicuramente uno di quelli. Ogni volta che leggo un racconto o vedo delle foto mi viene ancora più voglia di partire. Per ora resta un grande sogno di viaggio… ma sono sicura che prima o poi riuscirò a realizzarlo!

  6. Fin da piccola sono stata appassionata di archeologia e ovviamente Machu Picchu è stato uno dei luoghi che ho sempre desiderato visitare. Grazie per questo articolo pieno di informazioni utili per il giorno che coronerò questo sogno, al quale mi piacerebbe arrivare facendo trekking.

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